“Pronto chi parla? Sono Gazzelle..”

Dopo aver recensito il suo disco Superbattito (clicca qui), abbiamo raggiunto Flavio Pardini aka Gazzelle al telefono, mentre era al bar, e abbiamo parlato di un po’ di tutto… Dai synth analogici alla Trap italiana, passando per le ragazze, le sue serate romane e i locali gay di Londra..

Ciao Flavio… A proposito, come è avvenuto il passaggio da Flavio Pardini, che già da qualche anno capitava di sentir suonare in qualche serata romana, a Gazzelle?

Bhè firmare con un’etichetta sicuramente è un passo importante… Quando ho deciso di inviare la demo del disco all’etichetta con cui poi ho firmato poco dopo (Maciste dischi ndr) avevo già in mente molte cose, tra cui il nome “Gazzelle”.
 Ci ho messo un po’ a realizzare quello che è successo dopo, sapere di dover suonare in tutta Italia e iniziare a Roma, al Monk dove spesso vado a sentire concerti è stato bello, anche perché ho realizzato che il disco all’etichetta era piaciuto molto e avevano grandi aspettative.




Quanto ha influito l’aiuto di Leo Pari, che ha curato la supervisione artistica nel disco, per l’effettiva realizzazione finale?



La demo del disco era già finita e arrangiata da circa un anno e lui è stato molto importante, non appena ho firmato con Maciste dischi, perché mi ha dato una mano a finire di sistemare alcune cose. 
In particolare perché ha portato in studio, oltre alla sua esperienza, i synth analogici che poi hanno fatto la differenza su tutto il disco e sopratutto in canzoni come “Quella te” e “Zucchero filato” dove abbiamo dovuto lavorare di più per cambiare qualcosa rispetto alle versioni del demo.




Crescendo in una Roma che andava pazza per gli Oasis, per le basette alla Noel Gallagher e le felpe Adidas, tutte cose che guardandoti mi possono venire in mente, la scelta di fare un disco dream-pop è frutto di una tua passione o pensi che in Italia fare un disco brit-pop sia improbabile ?



Si, si può fare, i Canova ad esempio si può dire che in parte lo facciano ed è fico… Ma non era quello che volevo fare io, mi piace fare cose nuove, stare al passo con il sound di oggi e cercare di non fare cose troppo passate.
 Nonostante gli Oasis mi abbiano accompagnato, insieme a un intero movimento che si portavano dietro, per tutta la mia adolescenza, quando ho deciso di fare musica ho capito che quello che mi piaceva era qualcosa di più elettronico… Pensa che qualche anno fa, mi mettevo a produrre in camera mia, con i sintetizzatori che avevo, musica techno… Mi è sempre piaciuto sperimentare.

Parlando di techno e discoteche… “Demodè” con il suo ritornello «Non ci vado più in discoteca» rappresenta qualcosa che è realmente accaduto in te?




Si, sono andato per tanti anni a ballare, mi piaceva molto, sono stato anche in vari festival sia italiani che europei, come il Time Warp. 
L’epoca del clubbing, sopratutto a Roma, credo sia finita. 
Dopo una decina di anni dove il massimo divertimento poteva essere rappresentato appunto dall’ “andare in discoteca”, ora le cose sono cambiate, molte persone si sono nuovamente appassionate alla musica live e ai concerti, o hanno comunque capito che la sera si può fare anche altro oltre che ballare fino all’alba in locali dove nemmeno ti diverti realmente. 
Con il tempo questa della discoteca è una di quelle cose che non faccio più, che mi hanno stufato… Quindi sì, non ci vado più in discoteca!

Abbiamo visto nel live a Roma che sul palco è salito a mandare qualche bacino al pubblico Wayne della dark polo gang… che te ne pare del movimento Trap nato in Italia?



Sono molto contento perché è stata portata una cosa nuova qui e questo gli va dato atto.
 Può piacere o non piacere, a me piace, e attualmente forse le uniche rockstar in Italia sono loro, basta guardare il macello che fa la Dark Polo Gang durante i live, che sono sempre tutti sold out. 
Oltre a loro anche Rkomi o Tedua, tra gli altri, mi piacciono molto. 
Per spostarci sul Rap invece mi è piaciuto molto il disco nuovo di Mecna, la scena rap mi è sempre piaciuta e un po’ mi ci rivedo, non musicalmente magari, ma negli atteggiamenti sì.



Molti pezzi del disco riguardano donne (Flavio si fa una risata ndr) … ad esempio in “Quella te” canti “L’inverno del 2006, noi a Londra in locale gay” che ci stavi a fare?


In realtà a Londra ci stavo un anno fa e nel locale gay ci sono stato davvero con una ragazza ma nel testo ho voluto dire che era successo nel 2006 perché mi piace mischiare un po’ il tutto, non solo in questa canzone ma in generale, non voglio fare una cronaca esatta e veritiera di quello che mi è successo ma preferisco unire varie situazioni e non seguire veri e propri schemi.

…Schemi che invece noi saremo felici di seguire.. Ringraziando Gazzelle per la sua gentilezza e spontaneità, vi ricordiamo che venerdì 7 aprile suonerà al Serraglio di Milano mentre sabato 8 sarà al mitico Covo di Bologna!

2 Comments

  • Bravo Flavio, hai speso bene i tuoi soldi, da un mese parlano tutti di gazzelle.
    La dimostrazione che un buon ufficio stampa e due sintetizzatori sono quello che serve. Vedremo se tutta questa bella stampa creerà un fenomeno duraturo o se scomparirà anche questo nel lieto oblio della spazzatura che si ascolta in giro. A Roma in particolare girano un sacco di fenomeni, se si guardano i social e i blog e le pubblicazioni a pagamento sul web, peccato che poi se vai in giro ad ascoltarli senti solo un sacco di gente con la chitarra, una loop station o (appunto) un synth per dare il tocco giusto, ma di belle canzoni, di gente che suona, che ha qualcosa da dire, zero. Preciso, non ce l’ho con te, ma con tutta sta scena farlocca, può darsi che sia tu quello che durerà di più, chissà.

    • Non mi è chiaro come il mio nome Sergio Z si sia tramutato in sto incomprensibile Naemouroconsfa.
      comunque ciao.

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