Interviste rubate ai vincitori della Live Parade KeepOn Live 2017

Fast Animals and Slow Kids, Canova e Omosumo: la musica dal vivo in Italia secondo i migliori performer del 2017

Di musica tra addetti ai lavori se ne parla sempre, forse anche troppo, e talvolta sfuggono punti di vista importanti come quello di chi la musica la fa, la vive dal palco.

Il KeepOn Live Club Fest, per la sua ottava edizione da poco conclusa, si è posto l’obiettivo di fare il punto sullo stato di salute della musica live in  Italia,  attraverso panel, dibattiti e live set. Ad esibirsi i migliori artisti della Live Parade KeepOn 2017 : abbiamo rubato qualche commento ai premiati Omosumo come Best Performer, Canova, come Best New Live e  Fast Anmals and Slow Kids come Best Live!

Uno dei più sorpresi è stato Roberto Cammarata, membro degli Omosumo, con cui abbiamo avuto il piacere di parlare prima dell’inizio del concerto.

Come è stato ricevere questo premio? Te lo aspettavi?

R.  Prima di tutto voglio ringraziare la band specificando che questo premio è per tutti noi e non solo mio. Quando ho saputo della premiazione sono rimasto piuttosto stupito dato che il nostro genere è molto lontano da quello che va di moda ora, però non posso nascondere che ci ha fatto davvero piacere, soprattutto perché è un riconoscimento che viene dagli addetti ai lavori e dai direttori artistici, dunque gente che ha puntato su di te invitandoti a suonare nel suo locale o nel suo festival. Il fatto che la nostra esibizione gli sia piaciuta così tanto da indicarci fra le migliori performance non può che riempirci di gioia.

A proposito di live e locali, ci sono dei ricordi speciali legati ad una data del vostro ultimo tour?

R. Ogni live club in cui abbiamo suonato aveva una sua specificità: un gestore pazzo, un fonico simpatico, un camerino felice. Tra gli stimoli più belli che tengono viva questa cosa di girare e fare musica insieme c’è anche quello di conoscere situazioni e persone molto divertenti.

Come vedi la situazione della musica dal vivo?

R. Probabilmente la spina dorsale di questa scena live è tutta nella passione di quei direttori e gestori di live club che continuano a supportarla. In questo mondo non c’è quasi mai una convenienza economica o una gratificazione sociale per quello che viene fatto, anzi spesso si viene mortificati per la scelta di portare avanti questo tipo di attività tra le numerose difficoltà. Purtroppo questo è un problema sociale prima ancora che economico.

Soddisfatti del loro premio come Best Live fra le nuove proposte i Canova, che poco meno di un anno fa incontravamo alle prese con le prime interviste per l’uscita di Avete ragione tutti, il loro LP che li ha portati in tour per più di 100 date. Un paio di domande rubate anche a  Matteo Mobrici e Federico Laidlaw.

E’ passato circa un anno dalla prima data del tour e oggi vi ritroviamo con questo prestigioso premio. Come state vivendo questo momento?

M. Siamo davvero molto contenti per questo premio! Per un anno abbiamo viaggiato in tutta Italia e abbiamo conosciuto tante persone interessanti.  Oggi ad esempio siamo di nuovo a Roma, una città che quest’anno ci ha dato due grandi soddisfazioni: il concerto ad aprile al Monk, nato come una scommessa e poi diventato un sold out, e il concerto all’Ex Dogana insieme a Gazzelle, un altro evento che a ripensarci fa quasi impressione.  Questi due live sono stati delle tappe fondamentali per capire in che direzione stessimo andando e infatti il resto del tour si è rivelato poi molto positivo e pieno di bei ricordi. Diciamo che siamo partiti per suonare e ci siamo ritrovati coinvolti in esperienze davvero belle, proprio come quella di stasera.  Lo ricorderemo sicuramente come un periodo molto positivo della nostra vita. 

F. Certamente il tour non cambia di molto il nostro futuro: dopo questo periodo molto fortunato ci metteremo in discussione esattamente come abbiamo fatto un anno fa e come faremo più avanti anche nei prossimi anni.

Il premio Best Live 2017 non poteva che andare ai  Fast Animals and Slow Kids! Abbiamo fatto quattro chiacchiere anche con Alessandro Guercini, che per un soffio non si è aggiudicato anche il riconoscimento del M.E.I. come best guitarist della scena indipendente nazionale! 

Vi aspettavate di essere nominati miglior band dal vivo del 2017?

A. Onestamente no! Ci sono tantissimi bei tour in Italia quest’anno che meritavano di esser premiati oltre al nostro! Non siamo grandi fan delle competizioni in musica, però ricevere un premio del genere, che mette in evidenza tutto il lavoro che sta dietro ad un tour come quello di Forse non è la felicità”, non può che averci reso particolarmente fieri e al contempo grati per l’incredibile crew che ci ha sostenuto durante questi mesi.

C’è stato un concerto in questi ultimi mesi a cui siete rimasti particolarmente affezionati?

A. Un live che sicuramente non dimenticheremo è quello del 9 settembre a Desio: nonostante le previsioni meteo fossero tutto fuorché buone, complice il fatto che chi organizzava il concerto era gente veramente “cazzutissima”, abbiamo deciso comunque di salire sul palco e di crederci fino in fondo. Alla fine un centinaio di persone sono rimaste lì con noi nonostante le intemperie, dall’apertura delle porte fino all’ultima canzone.  Non lo scorderemo mai.

Cosa ne pensi della musica live in Italia?

A. A me sembra che il suo stato di salute sia ottimo. Quest’anno abbiamo suonato più o meno ovunque lungo lo stivale e abbiamo sempre trovato un pubblico interessato alla musica e coinvolto in quello che l’ambiente musicale ha da offrire, gente che si sofferma a sentire il gruppo spalla ed è disposta a dare una possibilità anche a generi musicali che non ha mai sentito prima del concerto. Anche a livello organizzativo è importante sottolineare l’impegno e la dedizione che abbiamo sempre riscontrato da parte di organizzatori e promoter. Insomma penso che questo sia un ottimo momento per la musica dal vivo.

 

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