Epicentro | Intervista a Iosonocobalto

epicentro

Giovedì 18 gennaio: siamo ad In Vino Veritas e la band di Iosonocobalto  inizia a prendere confidenza con il locale e sistemare gli strumenti per il concerto di questa sera. Abbiamo così un pò di tempo  per scambiare quattro chiacchiere con la cantautrice torinese Serena Manueddu che con questo pseudonimo ha appena pubblicato l’ep d’esordio Epicentro.

Uscito l’8 gennaio e disponibile su tutte le piattaforme e store digitali, Epicentro è un lavoro intrigante e avvolgente, esaltato dalla bellissima voce e dai testi intensi dell’autrice che tra qualche ora si esibirà sul palco del locale accompagnata dal fedele ukulele. Nell’attesa,  ne abbiamo approfittato per farle qualche domanda.

Allora, eccoti di nuovo a Roma…

Si, non è la prima volta che suono a Roma. Avevo già suonato l’anno scorso a Le Mura, dove ho conosciuto Antonella (Ragnoli di Cheap Sound n.d.r.), a cui è piaciuto subito il progetto e mi aveva proposto di ritornare il prima possibile. Si è presentata l’opportunità ed eccoci qui, appena arrivati dopo esser partiti questa mattina da Torino (come quattro grandi amici)!

Raccontaci come è nata  Iosonocobalto.

Iosonocobalto è una mia idea: questo è lo pseudonimo con cui ho composto tutti i  brani. Ho registrato il disco al Lobster Studio di Monasterolo di Savigliano dove ho conosciuto Alessandro Osella che ha riarrangiato i miei pezzi insieme ad un altro produttore (Stefano Casalis) e ha suonato la chitarra e il basso in tutto Epicentro. Mi piacciono molto le sue idee e come pensa la musica.  Mi accompagna live insieme al resto della  band, come rinforzo  per la mia voce e il mio ukulele. Riguardo la band, il primo del gruppo che ho reclutato è stato il batterista Francesco Cormaglia: ci conosciamo da un tantissimo tempo e avevo piacere di condividere questo progetto con lui. Poi durante le registrazioni ho conosciuto Alessandro e tramite lui, Lorenzo, il bassista. Loro già si conoscono da un pò  e condividono un altro progetto musicale. Già dalla prima prova tutti insieme l’amalgama era molto buona. Sono degli ottimi dipendenti! (ride… e anche la band! n.d.r.)

Come è stato il periodo delle registrazioni?

Non c’era un’idea chiara, avevo dei provini che sono stati rielaborati da Alessandro. In più i provini erano tutti con strumenti elettronici e suonava tutto un pò finto, mentre sull’ep ci sono gli strumenti veri e la differenza si sente tantissimo. Inizialmente “Mareggiate” era in un modo, ma suonata con un batterista vero (Sandro Serra, un mio carissimo amico, coautore del brano) che ha anche improvvisato molto sul pezzo, il risultato finale era quello che volevo.

Avevi dei dischi dei riferimento? Dei modelli-guida?

No, in generale – anche quando compongo – non voglio mai ispirarmi o tendere a qualcosa che ho già sentito. Ma se dovesse succedere è normale, si è abituati a comporre la musica che sentiamo. Tanti mi hanno detto Carmen Consoli, i Beatles… Carmen Consoli tra l’altro non l’ho mai sentita bene: sono andata ad ascoltarla dopo che mi era stato detto più di una volta.

Foto di Georgette Pavanati

I testi invece come nascono?

Dipende. Spesso e volentieri non mi prefiggo di scrivere: non c’è mai stato un momento in cui mi sono detta: “Ok, adesso devo scrivere un pezzo!” Di solito formulo un pensiero, lo interiorizzo, lo modifico, lo estendo e alla fine diventa una canzone, se credo che quella cosa sia valida. Poi dipende, “Alice” è stata scritta abbastanza a tavolino perchè era il  compito estivo del mio insegnante di canto che mi ha spinto tantissimo verso il cantautorato. Non so cosa ci ha visto, ma mi ha esortato molto a comporre. Mi ha detto: “Basta: questa estate invece di studiare 12 brani me ne fai uno tuo!”

Qual è la storia dei brani finiti in Epicentro?

Prima di un anno fa non avevo mai scritto un pezzo. Ho una Moleskine sui cui appunto delle cose e dopo aver scritto e suonato il primo pezzo in un locale (io già mi esibivo dal vivo facendo solo cover), una ragazza alla fine di “Alice” è venuta da me e mi ha detto quanto si rispecchiasse nel brano…

Il che mi ha fatto pensare: forse ho delle cose da dire anche agli altri, non solo alla mia cameretta! E da li sono andata a ripescare delle cose che avevo già scritto, aggiungendone delle nuove. Poi si, mi piace scrivere bene: quindi dopo l’impulso, levigo un attimo il tutto, però fondamentalmente sono canzoni molto spontanee.

Accade spesso che le persone si rispecchino nelle tue canzoni?

Si, capita più spesso che le persone si ritrovino in quello scrivo. E anche il motivo del mio pseudonimo: nel momento in cui dico Iosonocobalto  anche tu sei cobalto! L’ho proprio voluto perchè scrivo di situazioni, non di me. Ovvio, scrivo in base alla mia esperienza, ma dò anche voce a tutte le cose che la gente si vergogna di dire riguardo se stessa. Delle debolezze, delle fragilità, le cose più tenere che non esprimiamo con facilità. E neanche io: ma nella forma della canzone ho trovato la forza di esprimerle.

Perchè proprio il color cobalto?

Io sono una pittrice. Ho un pò abbandonato quel tipo di arte però è una cosa che fa ancora parte di me. I miei testi sono tutti scritti per immagini e il cobalto è un colore che rispecchia la mia musica e mi piaceva un nome che collegasse le due realtà.

Hai tradito la pittura con la musica…

Si, sono proprio su due piani diversi. Il sollievo che mi da la musica è immediato, mentre la pittura è molto più sofferta da quel punto di vista: io sono una persona molto introspettiva  e la pittura accentua questo aspetto, mentre la musica  mi ha liberata da tutto ciò. L’arte è un mezzo di comunicazione, il tuo: per quanto lo veicoli in cose diverse non lo puoi tradire, è il modo in cui ti esprimi.  Che sia un’immagine, una tela, una canzone, un cortometraggio, una torta!

Rimanendo sul concetto di immagine… la tua? Che lavoro c’è dietro il contesto fotografico e video che accompagna quello musicale?

Cerco sempre di essere me, in tutte le cose che faccio. Se fai così non sbagli. Ho fatto fare le foto del disco ad una ragazza (Georgette Pavanati), delle foto uscite sui social ad un altro fotografo (Vito Delaurentis), il video ad un altra persona ancora e lo studio di registrazione non aveva niente a che fare con tutto questo! Di tutte le foto, ho scelto io l’atmosfera e il mood, come  per il disco. Per il video ho fatto lo storyboard! Cerco sempre di fare tutto con coerenza.

Foto di Georgette Pavanati

Parlami un pò di Torino…

E’ la mia città, ci sono nata, mi appartiene e io le appartengo. Anche i locali che frequento li sento molto affini. Torino, come penso anche Roma, è una città grandissima e ci sono i posti più disparati e diversi. Si può scegliere dove si sta meglio anche in base alla musica! Io ho frequentato scene diverse: prima del progetto solista stavo con una band punk-rock ed ero più legata alla scena hardcore torinese, ma nascevano intanto intanto i vari Daniele Celona, Levante, Eugenio in Via di Gioia (che forse sono ancora qualcosa di diverso). Poi è subentrato il rap con Willie Peyote: c’è una mescolanza di cose che si trovano spesso a collaborare, non ci sono posti dove trovi solo hip-hop, cantautori, etc. etc.

I tuoi gusti musicali? Cosa ascolti?

Ascolto tutto. Tranne il thrash metal perchè non vado molto d’accordo con le urla dei cantanti! Ma ho veramente ascoltato qualsiasi cosa: quando ero piccola avevo un debole per l’Hip Hop, RUN DMC e Beastie Boys su tutti. Cose che con quello che faccio io non c’entrano nulla! Ultimamente mi sono più affezionata alle cantautrici americane: peccato che in Italia non hanno molto riscontro… è una roba folle!

Epicentro è appena uscito e sappiamo dove ascoltarlo: per quanto riguarda i prossimi live?

Allora: 8 febbraio al Gorilla 2.0 , poi  l’11 marzo al MaM Recording Studio: una data a cui tengo molto, li hanno suonato Gazzè, Fabi, Silvestri… Un un bel posto dove girano belle persone!

Così, se non avete la fortuna di essere tra il pubblico della data romana di Iosonocobalto, sapete come recuperare!

Foto di copertina: Vito Delaurentis

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.