IMURI | La scommessa di Garrincha Dischi

IMURI sono una di quelle band che si chiude in saletta fino a quando non gli esce il sangue dalle dita.
Abbiamo parlato con Lorenzo Castagna, voce e ideatore del progetto, di quanto la musica sia una questione di attitudine in continua mutazione.

Com’è nato il progetto IMURI? Tra l’altro, su Spotify ho notato che prima vi chiamavate I.MURI e ora avete cambiato in IMURI.

Come tutte le realtà di provincia dove, purtroppo o per fortuna, non c’è tantissimo da poter fare arrivi al punto in cui ti rompi e cerchi in qualche modo di darti da fare: avere una band mi ha sicuramente permesso di evadere e mi ha aiutato, offrendomi la possibilità di dare un senso alla vita. Per la questione del punto stiamo ancora risolvendo, visto che dobbiamo accorpare le due pagine. Semplicemente c’è stato un problema di dominio per via di un’artista giapponese che si chiama, per l’appunto, Imuri e quindi abbiamo avuto un po’ di problemi a inserire il nostro nome – che tra l’altro non indica un nome proprio di persona ma il concetto di muri, barriere. Il punto ci è servito solamente per poter inserire il nostro nome sui social.

Traffico mentale è stato il vostro primo disco – 10 tracce che sudano e grattano con le unghie muri di cemento. Chat Hotel è più raffinato, ma non ha dimenticato la tecnica. Com’è avvenuto questo passaggio di sound?

Mi viene fatta notare spesso questa cosa, anche perché in molti hanno avvertito di questo “cambiamento”. Semplicemente – essendo esseri viventi in continua mutazione ed evoluzione – come la vita, è giusto che cambi anche la musica. Rimango sempre un po’ amareggiato quando i fan o, comunque, chi ascolta la propria band preferita, si fossilizza sul passato dicendo “era meglio il primo disco” oppure “nel secondo eravate più potenti”. Il cambiamento è una cosa sana e normale, anche perché poi uno si può anche rompere le palle di suonare o scrivere sempre la stessa cosa. Quando hai vent’anni fai un certo tipo di musica, ma a trenta le cose cambiano e per forza di cose ti rifugi in altro.

Chat Hotel è stato ben accolto da Garrincha Dischi, tanto da farvi diventare la loro nuova scommessa. Come definiresti la vostra musica rispetto a tutto quello che il mercato musicale italiano ci sta offrendo? Qual è la vostra unicità?

Credo che la nostra band sia, tra quelle italiane che ci sono oggi, quella più fuori dal coro. Ora la musica italiana si sta muovendo verso direzioni diverse che, a parer mio, non è neanche correttissimo catalogare in un pop generico. Per le persone che fanno musica suonata, che sanno suonare uno strumento e che continuano a credere in quello, si instaura una sorta di attitudine dalla quale è difficile separarsi. Questo ti porta ad avere non solo un approccio diverso dal punto di vista musicale ma anche dal punto di vista della scrittura di un testo, che diventa quasi un canone stilistico. Sicuramente la nostra musica non è facilmente fruibile, come quella di altri.

Chat Hotel è una critica a quest’epoca malata e dentro ha tutte le esperienze vissute da te e dal resto della band, immagino. Come lavorano IMURI quando devono produrre dei brani?

Questo disco è stato scritto interamente da me dalla prima all’ultima nota, inclusi i testi delle canzoni. Quindi, per cause di forza maggiore, si sente quello che sono io e che mi appartiene. Sono molto attaccato al concetto di band e al costruire insieme il sound. In un gruppo, ci sono sempre una o due persone che portano per primi delle idee sulle quali gli altri poi lavorano: c’è quello che scrive le strofe, quello che propone un riff per il ritornello e poi alla fine si arrangia tutti insieme. Per questo disco è stato differente, perché essendo in tour con i Management (ex Management del Dolore Post-Operatorio), non avevamo tempo per vederci e fare le prove. Intanto un componente se n’era andato via e io avevo già iniziato a scrivere il disco e alla fine mi sono messo a scriverlo tutto quanto e poi lo abbiamo arrangiato insieme.

Infatti, sappiamo che hai lavorato con i Management sia nella produzione del loro ultimo disco che nel tour 2017-2018. Hai avuto difficoltà, quindi, nello sdoppiarti come artista?

Abbiamo lavorato con loro per Un incubo stupendo, uscito nel 2017, e li abbiamo accompagnati nel tour, non come turnisti ma proprio come band. Ci siamo ritrovati ad arrangiare quel disco insieme a loro, ed essendo numericamente maggiori (3/5 erano IMURI), una grossa componente sonora proveniva dalla nostra band. Fondamentalmente, sentiamo quel disco anche nostro visto che c’è anche tanto di noi lì dentro. Non è stato semplice far coesistere le due cose anche perché, ovviamente, quando si è un autore, la situazione è diversa. Porti in giro i tuoi figli e quindi hai un occhio di riguardo per i tuoi lavori.

Qual è la band che ti ha acceso dentro la voglia di iniziare a suonare?

Molto probabilmente gli Iron Maiden, quando ero alle medie. Poi anche per la scena punk dell’epoca ho avuto una cotta e sono impazzito così tanto da comprarmi una chitarra e ho cominciato a suonare anche io.

Qual è il brano di questo disco che preferisci a livello musicale e quale quello che ti ha lasciato soddisfatto per la scrittura del testo?

Bella domanda.
A livello musicale ti direi “200 sigarette“. Per me, ci sono tanti aspetti all’interno di questo brano che sono molto interessanti: gli elementi orchestrali, il pianoforte, tantissimi suoni in sottofondo, tante sovrastrutture. Apparentemente sembra un brano semplice e orecchiabile, quando in realtà è molto complesso.
Per il testo, ti direi “I cosiddetti normali“. Racconta di una storia vera, di due pazzi innamorati l’uno dell’altro, che noi tendiamo sempre a guardare con un atteggiamento di scherno, dimenticandoci che loro hanno una sincerità e un’onestà che molti di noi possono solo sognare di avere. Come dico nel testo, noi che ci consideriamo “i cosiddetti normali” presi dai nostri stramaledetti cellulari

Chat Hotel è uscito il 21 dicembre 2018 per Garrincha Dischi/Manita Dischi

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.