It’s Up 2U! – Seconda Serata | Intervista ai Vincent

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Dopo il successo della prima serata, domani sera a Largo Venue torna It’s Up 2U!: lascia quello che vuoi in cassa, ritira la scheda del giudice e decidi tu chi tra gli artisti partecipanti si aggiudicherà il premio in denaro. Questa volta si contenderanno la vittoria Levriero, Bouganville, L’Ultima Fila, Giuseppe Avellis e Vincent.
Abbiamo avuto modo di conoscere personalmente quest’ultima formazione, che ci ha raccontato qualcosa in più sul suo trascorso.

I Vincent nascono nel 2014 nella provincia romana, dall’incontro di Matteo Galoni (voce/basso/chitarra acustica), Lorenzo Lupi (batteria) e Massimo della Vecchia (chitarra elettrica). I testi sono composti in italiano, le chitarre sono calde e ricercate, la batteria rompe l’apparente calma. Un sound rock che esplode in finali intimi e coinvolgenti.

I Vincent pubblicano il loro primo EP Lì Sospeso nell’aprile del 2014 un progetto che contiene 4 brani e che porterà qualche mese più tardi alla realizzazione del video di “Vieni a prendermi”. Numerose le apparizioni live e le partecipazioni a concorsi, soprattutto nell’ambito della scena musicale romana e della sua provincia.

Il primo album, Partire dal Meglio, ha visto la luce nel 2018.

Ascoltandovi, si viene riportati immediatamente ad atmosfere pop-rock tipiche degli anni 2000. Che tipo di influenze hanno portato a questo sound?

Beh, negli anni 2000 eravamo tutti più o meno adolescenti, gli ascolti che fai a quell’età sono molto viscerali, probabilmente ti rimane qualcosa, anche se non te ne accorgi. E in questo pop-rock credo si racchiuda il grunge e il post-grunge, il british pop, il blues, questo credo sia più o meno quello da cui veniamo, adesso sta a voi fare l’abbinamento “chi ascolta cosa”.

È sempre bello incontrare un gruppo che pone le chitarre al centro dei propri arrangiamenti. Come si collocano i Vincent all’interno di questa nuova scena musicale, che della chitarra sembra essersi dimenticata?

Non so dove possano essere collocati i Vincent, ma non abbiamo deciso a tavolino che musica fare. Quello che si ascolta in Partire dal Meglio è frutto di un lungo processo compositivo di conoscenza reciproca, di tentativi, errori e correzioni fatte insieme. Inoltre la grande cura dei suoni e dei dettagli di Massimo ci permette di usare le chitarre anche in modo non  convenzionale, a volte sembrano quasi dei synth.

Tra Partire dal Meglio e il vostro primo EP sono trascorsi 4 anni. Non credo sia un caso che dal disco traspaiano una sapienza arrangiativa e una cura del dettaglio notevoli… è questo il motivo di questi anni di silenzio?

Dovete sapere che i Vincent nascono in tre, ovvero la formazione attuale. Dopo il primo EP diventano cinque e poi tornano in tre, quindi mentre scrivevamo i brani e selezionavamo quelli secondo noi meglio riusciti, abbiamo anche dovuto capire di volta in volta che direzione dare agli arrangiamenti. Delle volte avremmo voluto essere anche più sbrigativi, ma abbiamo preferito riflettere un po’ di più su ogni brano per capire se ci soddisfava, se effettivamente ci rispecchiava e come sarebbe stata la resa live. Un processo indubbiamente lungo che però musicalmente ci ha fatto maturare, sia come singoli musicisti, che come identità di gruppo.

Come si affronta la trasposizione live, in trio, di un album così ricco di piccoli dettagli?

Molto banalmente con delle sequenze di tastiere non troppo invadenti per rimpiazzare quei vuoti che la registrazione in studio ti permette di riempire aprendo semplicemente un’altra traccia. E in più cercando di avere il suono più “grosso” possibile con il proprio strumento.

Vincent è sicuramente un nome particolare per un gruppo. Spiegateci la storia dietro a questo nome.

Siamo partiti dall’idea di dare alla band un nome proprio di persona in cui noi, ma anche chi ci ascoltava, si potesse identificare. Abbiamo vagliato davvero tante opzioni fino a quando ci siamo accorti che la soluzione era proprio sotto i nostri occhi. Infatti una delle prime canzoni a cui abbiamo provato a dare forma in uno dei nostri primissimi incontri, si intitolava proprio “Vincent” – idea ispirata e che fa riferimento al famoso pittore. “Vincent”, è presente nel nostro primo EP Lì Sospeso ed è una della canzoni alla quale siamo inevitabilmente più legati.

Perché una città come Roma ha bisogno di serate come It’s Up 2U! ?

Io direi che il mondo della musica in generale ha bisogno di eventi che promuovano la musica originale con lo spirito di It’s Up 2U! . C’è molto fermento in questi giorni e noi daremo tutto giovedì sera per contribuire a renderla una realtà ancora più forte di quella che è.

It’s Up 2U! ti aspetta domani a Largo Venue.

Link evento facebook

Apertura Porte: h21:30
Start: h22:00
Ingresso: It’s Up 2U!

Premio Up2U!
La band vincitrice della serata si porta via il malloppo dell’Up to you.

ExtraUp2U!
Un pannello selezionato tra i migliori addetti ai lavori e musicisti della scena italiana parteciperà alla serata e premierà una band con una data fissata nella programmazione del Largo Venue.

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