Intervista ad Unminutodisilenzio per l’uscita del singolo “In tronco”

Abbiamo intervistato Federico Petitto, in arte Unminutodisilenzio, per parlare dell’uscita del suo ultimo singolo “In tronco” e di tante altre cose molto belle

Ciao Federico,  grazie mille per quest’intervista e complimenti per il tuo lavoro. Vorrei farti un paio di domande per “celebrare” quest’uscita.

Innanzitutto partiamo dalla scelta del nome, UNMINUTODISILENZIOPerché questo nome e soprattutto perché questa scelta stilistica di abolire gli spazi?

Grazie di cuore a te e complimenti a voi per la crescita di Cheap Sound! Si fa musica per esprimere/capire sé stessi e per dare qualcosa agli altri. Fare unminutodisilenzio è un bisogno mio e di tutto un mondo occidentale che vedo in affanno continuo. Se devi riprendere fiato, se devi ritrovarti, è giusto che ciò avvenga senza dare spazio ad altro.

“In tronco” è un pezzo tutto acustico, a cosa è dovuta la scelta di non registrare il brano con altri strumenti?

In tronco è un vecchio brano a cui sono molto legato. Non sarà presente nei futuri lavori perché ha un sound e contiene concetti che in gran parte si sono evoluti. Volevo comunque condividerlo perché racconta un vissuto in cui molti giovani o ex giovani si possono ritrovare. Farlo con una chitarra ed una voce, in maniera così essenziale, ha reso tutto più confidenziale. Così tutto profuma più di legno.

Più di “precocità” le parole del tuo brano mi hanno trasmesso un forte senso di precarietà, anche un po’ indotto da frasi come “Non so cosa fare voglio nella vita” e “Siamo solo parentesi”, per non parlare de ” I ragazzi si trascinano come nonni a cui il tempo non appartiene più”; qual è il vero messaggio che intendi trasmettere?

Quando hai 20 anni fai tante cose per pura passione, idealizzi, sogni. Ad un certo punto però devi gettarti in un mondo fatto di calcoli e competizione. O diventi parte dell’ingranaggio consegnandoti ad una vita fatta di ansie da prestazione oppure ti arrendi all’apatia. Si può scegliere una terza strada, fatta di piccoli passi, tentativi, evoluzioni nel tempo. Dove sta scritto che deve essere già tutto chiaro e definitivo, così presto?

Non si può negare in effetti che non hai tutti i torti…Con la frase finale spiazzi un po’ gli animi degli ascoltatori. Si scorge una certa voglia di rivalsa nei confronti del mondo della musica o è soltanto una presa in giro, una provocazione, come ai suoi tempi fece Cristicchi con quella che divenne poi la sua hit, “Vorrei cantare come Biagio Antonacci”?

Esatto, è una provocazione, un’estrema ammissione di colpa. Ogni artista vive una contraddizione originaria: se proprio deve esser disperato, spera comunque che la sua opera venga apprezzata, oppure comprata. Confessarsi con ironia è il modo migliore di dire la verità.

Parlaci dei tuoi progetti futuri. Tour, disco, altri singoli…

Uscirà un nuovo singolo a febbraio, che agirà in contrasto con In Tronco. Si chiamerà infatti “La felicità” e sarà un brano di riconciliazione con la vita, in cui comunque resterà chiara l’impronta del progetto. Poi gireremo un po’ con la band per lo stivale e lavorerò alla registrazione di altri brani.

Infine, parlaci di te, di Federico. Musicalmente sei cresciuto ascoltando chi e cosa? Suoni solo la chitarra? Da quando hai iniziato a scrivere canzoni? Di cosa ti occupi a parte che di musica?

Spero di non annoiare! Ho iniziato ad ascoltare la musica d’autore abbastanza tardi, fino a 18 anni ascoltavo le ballate romantiche o malinconiche alla radio o alla tv. Poi un’infarinata di emo-punk mi ha avvicinato alla musica suonata…male! Dopo aver scritto canzoni alla Jovanotti (la zeppola ha aiutato molto), ho trovato la mia dimensione in un infinito background di musica indie italiana ed internazionale. Magari un giorno faremo un’intervista a parte!!! Per me la musica potrebbe esser benissimo esser nata negli anni ‘80-‘90. Quanto a me, nella vita mi occupo anche di promuovere progetti musicali, di bussare al mondo della scuola e di aspettare Godot. Come dice mio padre, io “vivo di speranza”.

Perfetto, e di speranza allora vivremo anche noi. Grazie Federico e non resta a tutti noi che goderci “In tronco”, buona visione!

 

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