Intervista agli Is Tropical: “close your computer and fuckin’ play”!

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Is tropical 2Appena entrati si respira subito un area londinese, di quei locali di East London vicino Shoreditch, dove l’audio è un po incerto e la birra scorre a fiumi.
Invece siamo a Roma all’Atlantico inaugurando la sua nuova stagione di Euphoric con gli IS Tropical.
La band si divide tra i vari ragazzi che sono venuti a intervistarli, e mi si avvicina  subito il batterista (Dominic) con  capelli arruffati, una tutona stile pigiama e si propone : “Vengo io…Mettiamoci su questo divano però, che sono troppo stanco. Sono tre notti che non dormiamo. Ieri a Vienna è stato bellissimo, ma ci siamo rovinati e stasera dopo il concerto faremo un after party a casa di un amico e quando saremo ubriachi andremo a tirare le uova al vaticano ! Abbiamo ancora dieci giorni di tour… finirò all’ospedale!
Diventiamo subito grandi complici e per tutta l’intervista sembriamo due vecchi amici che  si raccontano gli ultimi anni trascorsi. Dominic si siede accanto a me, si guarda intorno, e come se avesse appena realizzato dove stesse suonando commenta:
Questa stanza mi ricorda  la scena del film ‘This is Spinal Tap’ (docu-film sulla band anni ’80 Spinal Tap, ndr)  quando arrivano nella base militare e suonano uno show veramente di m***a! Questa stanza è uguale!  Oddio spero non  finirà come nel film!”.

CheapSound Come vi siete conosciuti tu e gli altri ragazzi?
IS Tropical Io, Simon Milner (voce, synth, chitarra, basso) e Gary Barber (synth, chitarra, basso ntr), suonavamo tutti in una punk band. Eravamo solo un gruppo di  cinque amici allo sbaraglio. Ci riunivamo nei locali di notte e le paghe erano in droga. Non era molto serio devo ammettere! Due lasciarono il gruppo, rimanemmo solo io, Gary e Simon e così abbiamo deciso di iniziare qualcosa di serio, ma nessuno di noi suonava  uno strumento prima di creare gli IS Tropical e infatti nel suonare “we are still pretty shit”.Ma è bello migliorare invece di essere il top! 

CS Come mai la scelta di un nome come IS Tropical per un gruppo inglese? Voi siete di Londra giusto ?
IT Si, della parte North East. In quel periodo vivevamo in una casa senza riscaldamento senza luce ed elettricità. Eravamo in 10 nella stessa stanza, tutti senza un soldo. Ognuno faceva  qualcosa di artistico: chi suonava, cantava o pitturava, e  questo è stato di grande ispirazione.  Tutti però cercavamo una via di fuga e per noi il nome IS Tropical era quello che ci faceva arrivare più lontano. Inoltre noi volevamo un nome che non avesse molto senso. Ad esempio  il nome Radiohead : è troppo ovvio, spiega già tutto! 

CS All’inizio però coprivate la vostra faccia durante le performance. Come mai?
IT Volevamo che le persone fossero più concentrate sulla nostra musica che su di noi! Abbiamo sempre cercato di lasciarci tutte le porte aperte: volevamo fare pop music ma potevamo benissimo finire a suonare tecno. Non volevamo che la nostra immagine ci ‘condannasse’ in un certo senso. Siamo stati liberi di esplorare come volevamo, senza lasciare  che le persone potessero  decidere per noi chi eravamo e che musica dovevamo fare. Non volevamo essere classificati come il classico gruppetto inglese hipster. Ma poi questa domanda ci ha perseguitato e rispondere era diventato troppo fastidioso quindi… abbiamo lasciato perdere. Ricordo benissimo la prima volta che siamo saliti sul palco senza maschere! E’ stato divertentissimo guardare le nostre facce orribili mentre suonavamo. E poi finalmente riuscivamo a comunicare anche con i tecnici! E’ decisamente più facile. 

Is tropical 1CS Nuovo album I’m Leaving: qual’è la cosa più stravolgente di questa esperienza?
IT Sicuramente lavorare con il nostro producer (Luke Smith). In verità, volevamo fare anche il primo album  con lui ma non ci siamo riusciti, non avevamo l’esperienza adatta, così abbiamo fatto trecento (300!) concerti in due anni e arrivati nello studio eravamo veramente pronti a incidere un buon album. 

CS Che suoni vi hanno  ispirato durante l’incisione  dell’album?
IT In quel momento ascoltavamo Frankie Vallei e Bowie dell’80. Luke Smith è in grado di realizzare qualsiasi sound e questo ha stimolato molto la nostra fantasia. Fino a quel momento noi non ci consideravamo una vera band. Appena iniziato a lavorare, Luke ci sosteneva e ci diceva che eravamo bravi e che quello che stavamo facendo era valido. Nessuno ci aveva detto nulla di simile prima e registrate con questo spirito è stato incredibilmente bello. 

CS Realmente quanto vi sentite cambiati dal primo album Native to?
IT Ma prima eravamo semplicemente degli stupidi! Avevamo paura di fare buona musica, a ogni canzone eravamo come dei ragazzini eccitati e non pensavamo a registrare delle canzoni di buona qualità. Ora abbiamo capito cosa vogliamo fare veramente e non essere solo un gruppo di amici che si diverte a fare musica.

CS Ci sono dei gruppi con i quali avreste voluto collaborare o con cui collaborerete?
IT Amerei fare una canzone con Phil Spector “behind the desk”. O magari con qualche gruppo della Motown Company come The Miracles  (la band di Smokey Robinson) e suonare sulle loro musiche tropical e R & B. Al momento stiamo lavorando con molti amici per realizzare cover. Come Rose Dougall, la cantante del gruppo inglese The Pippets, e i Telegram, un gruppo molto forte di Londra.

CS Finito il tour vi prenderete un break o inizierete subito a scrivere nuove canzoni ?
IT In verità noi abbiamo già iniziato a scrivere canzoni, ma questo per noi è normale. Scrivere è quello che facciamo quando non lavoriamo. Io ho un piano a casa e lo suono  per rilassarmi. Non abbiamo mai sentito la pressione di scrivere canzoni, non abbiamo mai pensato che sia una cosa  seria! Lo abbiamo sempre fatto “for fun, you know what I mean?”. 

CS Che consiglio daresti a un nuovo gruppo che prova ad emergere? E che pensi del music business di oggi ?
IT “Music business is shit!” E’ incredibile  quanto ci stiano mettendo ad adattarsi alle nuove tecnologie. Il business DEVE reagire. Assomiglia un po’ a un ragazzino che dice : “No! Questa cosa non è giusta! Non la voglio fare!”. Ma comunque lo show business non è che una macchina di soldi come tante altre. Si sa, dove ci sono i soldi c’è la m***a! Ma fa parte del gioco no?  Molte  band contemporanee si focalizzano solamente sulla produzione di album. Realizzano 6 canzoni  punto. Ma si sente che sono troppo pensate! Meglio scrivere molte cose, invece di focalizzarsi così tanto su una. Le canzoni  suono buone senza  creare suoni troppo elaborati. Un consiglio? “Close your computer and fucking play!”.

CS Una frase in italiano per salutare i lettori di cheap sound ?
IT “Io sono il conte Dracula! Minchia!”

Martina Martorano

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