Per Indies/Oldies: The Saint Ep, Jarman!

Non conosco i Jarman. Non ho la più pallida idea di chi siano e di come siano fatti. Non so perchè il fato ha voluto che tra le email di redazione, oggi pescassi proprio questa. So solamente, in maniera piuttosto convinta, che mi piacciono molto.

The Saint EP è uscito nel dicembre del 2010 ed è formato da quattro brani…strumentali. Fin’ora non mi era mai capitato di recensire un lavoro completamente strumentale, ma ben venga! Tutti e quattro i pezzi seguono un coinvolgente susseguirsi di ritmiche che si intersecano perfettamente tra di loro e tra un brano e l’altro. I suoni e le parti sono perfette, niente da dire agli esecutori, che svolgono tutti ruoli perfettamente coerenti all’atmosfera che le tracce si preoccupano di creare. Ora, direte voi; ma non ci si annoia ad ascoltare quattro brani rock (non proprio rock, ma che nel rock rientrano) esclusivamente strumentali? Non c’è il rischio che siano tutti uguali? La mia risposta è: SI. Ma attenzione, c’è un ma… Ad un primo ascolto distratto The Saint EP potrebbe tranquillamente essere scambiato per un lavoro che conta un’unica traccia infinita e monotona (che, per quanto mi riguarda e per come sono articolati i pezzi, non sarebbe affatto male come cosa), senza capo né coda. Ma già ad un secondo ascolto, magari un attimo più attento alle varie sezioni e cercando di focalizzaresi sulle diverse parti degli strumenti, si capisce perfettamente che la voce, in una band del genere, non serve.  Perchè cantare quando è la chitarra he può “melodicizzare” le armonie degli altri strumenti?! A mio avviso, questa è una cosa pazzesca! Mi piace da morire, è un punto di forza incredibile (oltre alla già citata “perfezione” delle linee degli altri strumenti). La chitarra fa la voce, e tutti sono più contenti: gli “strumentalisti” non hanno motivo di lamentarsi della “solita voce”, gli altri possono allegramente fischiettarsi le loro benedette melodie, in assenza delle quali la musica sarebbe concepita solo come una ammasso informe di suoni…bhà! Comunque. Il mio pezzo preferito è sicuramente quello che apre la cavalcata di The Saint Ep, che si intitola Kubrick in September, ma, in generale, nessuno tra i quattro mi suscita dissenso. Tra l’altro, i titoli sono una figata!

Bravi Jarman, ce siete piaciuti!

Yeah, M.C.

TRACKLIST

1) Kubrick in September
2) The Saint who Taught Mussels Being Wiser
3) Bioluminescence of The Deep Sea Creatures
4) The Scene of Exclusion & The Obscene of Inclusion

JARMAN
Facebook
Bandcamp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *