Johann Sebastian Punk | La recensione di Phoney Music Entertainment

L’intento è chiaro fin dal titolo “Phoney Music Entertainment”: tutt’altro che mero intrattenimento musicale ma teatralità, ricerca estrema, armonia e un pizzico di dissacrante ironia nel secondo lavoro di Johann Sebastian Punk. Astenersi perditempo!

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo”, declamava Cecco Angiolieri sfogando il malessere contro il suo tempo,  “s’i fosse vento, lo tempestarei; s’i fosse acqua, i’ l’annegherei ”.
E se Cecco fosse vissuto ai giorni nostri e col pallino della musica, sicuramente  avrebbe apprezzato la forza, l’ardore e gli alti ideali che permeano le creazioni musicali di Johann Sebastian Punk, alterego di Massimiliano Raffa, e che ritroviamo nel suo ultimo lavoro Phoney Music Entertainment.

«Distruggere per creare, sempre!», queste le parole che animano e guidano la sua opera:  disassemblare,  privare della forma classica ed originale le composizioni musicali, contaminarle con irriverenza per cedere a dissonanze e nuove sonorità.  E poi ancora creare sgomento e turbamento, con l’altisonante obiettivo di svegliare dal torpore le orecchie annichilite da musica semplice e contraffatta, “phoney” per l’appunto.

Phoney Music Entertainment è teatralità e varietà tra composizioni  rubate alle operette ridondanti di  spinette barocche miste a echi di dulcimer medioevali che cedono il passo, in un balzo stilistico e temporale, al pop di ritornelli più orecchiabili e moderni  fino allo stridente accostamento con ritmi quasi caraibici.

Phoney Music Entertainment, uscito ad ottobre per Aerostella MusicaFortissimo / Self – Pirames International,  è il secondo disco della produzione di Johann Sebastian Punk e vede la luce a 3 anni dall’esordio con More Lovely and More Temperate, del quale eredita stile e veemenza emotiva, ma tratta “la materia musicale” con maggiore ricercatezza stilistica, teatralità ed attenzione ai dettagli.

Tra questi non sfugge il carattere evocativo l’artwork del disco,una autentica chiave di lettura visiva dell’opera: su un orizzonte di un blu rarefatto di staglia in lontananza lo skyline di una città viva, circondata da deserti e montagne, bagnata dalle onde del mare a  cui si contrappone con violenza l’immagine di un’altra città, ma tetra e lambita da un mare placido e spettrale, proprio ad enfatizzare il contrasto e le diversità del mondo reale. Immagini che fanno da sfondo ad un vortice di elementi decontestualizzati e mescolati: frammenti di edifici, tastiere musicali, amplificatori travolti e sospesi nella corrente creativa a originare un universo nuovo, a vivere uno spazio differente, proprio come avviene nel processo creativo, o meglio caos creativo, di Johann Sebastian Punk.

Nascono così i nove brani che fanno di Phoney Music Entertainment un disco disilluso, ironico e romantico: l’overture è affidata alla solenne ed evocativa “Mankind Blues”, che rompe il silenzio d’attesa con le prime algide battute post rock, per cedere  a un crescendo di melodie più cristalline baroque pop fino ad una chiusura che stupisce con abbondanza di ottoni ed archi.  Contrapposta per lo stile essenziale ma limitrofa nella line del disco è “Confession”, brano intimista in cui la delicata esecuzione vocale di JSB la fa da padrone, sempre in bilico su specchi di melodie trasognanti. Un bel riff energetico in pieno stile british indie pop,  apre “Tragedy”, che in piena armonia col tema del pezzo lascia spazio ad un ritornello pop più decadente, mentre “Manifest Destiny” torna a sfumare i contorni con  loop di Telecaster e virtuosismi strumentali, tra richiami al barocco e digressioni dal pop all’elettronica non fanno altro che solleticare e divertire l’orecchio del suo ascoltatore.

Gli altri brani completano il ricco quadro di Phoney Music Entertainment, rendendolo un disco complesso e corposo, ricco di immagini musicali e citazioni stilistiche diverse e contrapposte che creano, nella particolare visione dell’opera di Johann Sebastian Punk, un’alchimia sonora del tutto originale e assolutamente avvolgente. Un disco da non lasciarsi scappare!

Vi consiglio di iniziare proprio da qui!

 

 

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