Cheapsound per Rock in Roma: I Justice

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I Justice a Roma non capitano praticamente mai, io li aspettavoda tantissimo, perché ogni anno capitava di sentire qualcuno che diceva:” eh pare che poi quest’anno vengano pure i Justice ” e poi niente, non li vedevi mai.
Alla scoperta di una loro data all’interno dei concerti rock in roma il desiderio si è quasi tramutato in obbligo (“anche avessi un esame il giorno dopo, ci vado lo stesso”).
E’ stata tra l’altro la prima esperienza all’ippodromo delle capannelle, che bisogna dirlo è veramente un ottimo posto: spazioso, non convenzionale ma che si presta all’esigenza, e che  comunque si trova a Roma, quasi al raccordo ok, ma  a Roma.
Arrivando lì per le 8 e mezzo c’è stato modo di apprezzare la location e di sentire l’apertura. Va segnalato che non c’era una grande ressa, sarà che il posto è grande, ma mi è stato possibile arrivare (durante il concerto vero e proprio e non all’apertura) ai piedi del palco, avendo anche abbastanza spazio per ballare,saltare e scalmanarmi.
Apprezzatissima la line up proiettata sugli schermi  con  segnato l’inizio di ogni artista: 21.00 dj pone – 22.15 Justice e così via che ci faceva capire chi stesse suonando in quel momento e se c’era il tempo di mangiare un panino.
Per quanto riguarda l’apertura una nota di demerito per Young Mush e una di merito per Dj Pone. Il primo ( primo in assoluto quella sera ad aprire le danze) ha attaccato con pezzi sicuramente non da warm-up, anzi da serata rave bella inoltrata (tant’è che alcuni pezzi si sono sentiti nell’aftershow di zedd), insomma totalmente inadatto al momento.
Dj pone invece ha stupito in maniera estremamente positiva. Il francese, membro dei Birdy nam dam, ha iniziato con una selezione electro/hip-hop/ moombathon che ha davvero scaldato l’atmosfera e la folla, poi ha continuato a crescere con tracce sempre più ardite, da mr. oizo a qualche cosina dubstep. da segnalare un uso smodato del filtro e uno smodato divertimento  chiaramente leggibile sul suo volto durante la performance.
Alle 22.15 come segnalato sui tabelloni il palco è stato rivelato per il concerto. quando i tecnici hanno tirato via il lenzuolo nero che copriva la scenografia di rack di attrezzature analogiche nella quale si andava ad incastrare perfettamente la croce illuminata,  la folla non ci ha visto più. Chi gridava Justice, chi intonava “We are Your Friends” e quant’altro, chi applaudiva  pregustandosi il momento.
L’ingresso sul palco è stata meno scenico del previsto a dir la verità. sono saliti e la musica è iniziata. Anche se con teatralità certo.
Si inizia con una rivisitazione di Bach in puro stile distorto-Justice.
Poi è un susseguirsi di tracce del nuovo album “Audio,Video, Disco” e del vecchio Cross (in realtà senza nome) mischiate fra loro, con gli acappella di una canzone e le basi di altre.
Non era chiaro che strumentazione realmente stessero suonando, ma era evidente che avevano una possibilità di manipolazione piuttosto ampia, campionavano i loro stessi suoni e riproponevano le tracce sotto una nuova veste.
Dico che non era  chiaro perché in realtà il duo era visibile solo dal busto in sù, perché nascosti dietro la fantastica scenografia che porta la firma Justice:
Due quadrati formati da 9  amplificatori marshall ciascuno, la cui griglia protettiva era stata riempita di minuscoli led luminosi che si accendevano col tempo della musica. in mezzo a questi due quadrati come detto un gioco di tetris in cui varie attrezzature analogiche (credo non funzionanti) si incastravano lasciando lo spazio per la croce luminosa.
Questa parte centrale poi era mobile: per due volte durante il concerto si è aperta in due metà  per lasciare spazio ad un pianoforte digitale con il quale prima Gaspard Augé e poi Xavier De Rosnay si sono esibiti (memorabile Gaspard su D.A.N.C.E).

Il pezzo più bello è stato il singolo “audio,video,disco”  (che da il nome al disco):  è durato quasi dieci minuti e ha fatto davvero muovere tutti, sentendolo su disco non da quest’impressione ma Live è davvero un’altra cosa.
Insomma il concerto è stato molto molto bello. Se vogliamo proprio trovare delle pecche è stato un po’ breve ( un’ora e mezzo grosso modo) considerando che erano partiti un po’ “soft” e che il divertimento vero è stato nella seconda parte.  Inoltre non hanno suonato quasi niente di inedito, salvo come detto rivisitare praticamente ogni singola traccia. ma nulla che faccia presumere l’uscita di un nuovo disco o simili. D’altronde tra il Cross e quest’ultimo ne sono passati di anni…
Per fare contenti anche coloro che magari volevano ballare fino a tardi al termine del concerto era previsto un Aftershow dj-set di Zedd su un palchetto ausiliario.  Il tedesco non delude mai se si vuole sentire un po’ di electro-house alla moda, però alla lunga risulta un po’ monotono.
Bisogna dire che sarebbe cosa buona se la formula di questo concerto venisse copiata, anche solo in parte, per altri eventi durante l’anno. Iniziare alle 9.00 una scorpacciata di 4 ore di musica ritrovandosi nella casa dolce casa per le 2.00 ha i suoi vantaggi.

PS Per chi non avesse compreso appieno la scenografia date le mie scarse capacità, consiglio la visione del video, uno dei tanti che potete trovare su YouTube.

v.b.

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