Kamchatka: una partita a Risiko contro l’Indie e il Grunge

Un suono graffiante caratterizza tutte e nove le  tracce de “Il Mio Nirvana” album suonato dai Kamchakta, prodotto dall’etichetta indipendente Kiu Kiu.

I testi  trattano una diversa  tematica  per ogni canzone. La prima traccia è un indiretto  ringraziamento ai  gruppi che evidentemente avranno  segnato la  vita dei tre componenti romani. Elogio che  appare già limpidamente dal nome stesso  dell’album.
Gli altri pezzi parlano di emozioni varie: innamoramento,voglia di evadere, illusioni, rimpianti e tante altre tra le più diffuse emozioni adolescenziali. Oscillando tra la rabbia e le frustrazioni non viene una gran voglia di ridere. Ma questo è un prezzo da pagare se decidi di rifarti al grunge degli anni ’90, non troppo antico ma quanto basta per sembrare antiquato. E spesso chi cerca l’ispirazione e non l’originalità rischia di scadere in qualcosa di già sentito, visto o masticato. E’ un peccato che la diversità dei temi non si rispecchi anche nelle sonorità che per quanto siano state partorite da persone musicalmente istruite non si diversificano più di tanto tra un pezzo e l’altro. Se i suoni si addattassero di più ai temi e meno ad uno stile autoimposto a priori verrebbe fuori qualcosa di assolutamente unico. Hanno una firma molto forte che li incatena a un sound un po’ monotono ma che può venire apprezzato dai più affezionati di questo genere. La band romana è composta da Alessandro Lepre Grerre alla chitarra e alla voce, Andrea Bucci alla batteria e ai cori, Manuel Tevar Sanguigni al basso e ai cori. Ogni componente sa come usare il suo strumento e la voce del cantante è interessante e coinvolgente. Dovrebbero solo slegarsi da questo stile saturo. Mi dispiace solo di non averli sentiti live per potere capire come esce il suono dal palco.

E.C.

 

Tracklist:

1. Il mio Nirvana
2. L’ultimo incanto
3. Piup
4. Addio miei falsi dei
5. Alla continua ricerca di equilibrio
6. Strega
7. Weiss
8. Lo scontro finale
9. Un’altra vittima

 

MySpace

Facebook

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *