La messa elettronica di Gigi Masin @Ex Dogana

masin

Domenica scorsa Luciano Lamanna e Gigi Masin hanno santificato l’Ex Dogana con una messa elettronica da brividi.

Questo articolo va dritto dritto nella categoria Dancing Shoes, in cui di tanto in tanto scriverò di qualche live ballereccio di dj/produttori/artisti vari. In questo caso, però, non c’è assolutamente niente di dancing da raccontare.

Domenica scorsa, poco prima di andare a letto e dopo un weekend pienissimo, ho realizzato di aver appena speso i migliori 5€ del fine settimana. Per una messa. Le ultime messe a cui ho partecipato sono state messe funebri, e prima di queste non ho memoria. Ed invece questa domenica ho pensato bene di spendere soldi per entrare nelle grazie della beatitudine. Si, dell’elettronica.

All’Ex Dogana, in occasione del finissage di Roma Arte ApertaIl Paradiso Inclinato“, mostra presentata da Achille Bonito Oliva dove si innalza la cattedrale di Edoardo Tresoldi, ho assistito ad una performance più unica che rara. Per due motivi.

Tutti coloro che conoscono un po la musica da club e che frequentano i locali romani, accostano il nome di Luciano Lamanna ad una tipologia di techno bella potente e graffiante. Domenica scorsa, l’ultimo hangar dell’Ex Dogana ha ospitato il lato più tecnico, artistico, particolare e sorprendente di Lamanna che, accompagnato da sintetizzatori modulari, mixer ed altre diavolerie elettroniche, ha proposto un set ambient/noise super particolare. Una vera chicca ed una grandissima sorpresa.

Ma se Lamanna ha vestito i panni del parrocchiano, il vescovo della situazione è stato interpretato dal Maestro Gigi Masin. Veneziano classe ’55, Masin ha fatto parte della scena musicale italiana ed internazionale dai primi anni 70, ricoprendo anche il ruolo di dj per diverse stazioni radiofoniche.

La sua messa è stata una cosa meravigliosa. Una vera esperienza sensoriale. Non so dire quanto sia durato. Ho chiesto agli amici che erano con me e nessuno di noi si è trovato daccordo. Credo che ognuno di noi sedendosi, sdraiandosi, chiudendo gli occhi o fumando una sigaretta, si sia ritrovato in un mondo tutto suo. A mente vuota e leggera, la ricerca di Masin di suoni perfetti ha come coadiuvato il cervello con la pancia, regalandoci (o per lo meno regalandomi) delle sensazioni difficili da capire e spiegare. Una bellissima performance in una splendida cornice. Ho ancora la pelle d’oca, e forse un po più di ordine nella capoccia.

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