E’ arrivata La Pioggia!

Prima di cominciare c’è una premessa fondamentale: se siete di quei personaggi che dovunque c’è qualche elemento pop pensate che non sia una musica degna, potete smettere di leggere, perché i La Pioggia sono inequivocabilmente legati al pop.
Personalmente, credo che dare un’etichetta sia facile, e che bisogni sempre approfondire: quindi, è vero che ascoltando l’ep dei La Pioggia, li etichetteremo come rock-pop, ma questo non sminuisce di certo il lavoro che questi ragazzi di Roma hanno fatto. 
Il primo approccio con questa band, non in giro da troppo tempo, è subito positivo: il nome del gruppo è intrigante e così la copertina del disco. Anche la formazione, grande e variegata, ci fa sperare per il meglio: Giorgia Imperatori alla voce, Andrea Coclite alla chitarra e alla voce, Giulio Bodini basso, Gabriele Biffoni alle tastiere, Bogdan Apostoaei alla batteria e Anna Pirri al violino.
Cinque pezzi, alcuni simili fra loro, ma comunque suonati molto bene – i musicisti sembrano tutti molto preparati – e in un modo tutt’altro che scontato. Infatti, se lo schema generale ci fa dire che i La Pioggia sono un gruppo pop, ci fa cambiare idea l’originalità negli arrangiamenti e,considerando anche che sono autoprodotti,è sicuramente un gran bel risultato.
Guidati dalla bellissima voce di Giorgia Imperatori, sono notevoli, davvero, gli intrecci nella sezione ritmica. La chitarra fa il suo, senza lasciare però dei momenti veramente memorabili nell’arco dei cinque pezzi, a differenza delle tastiere che hanno in mano la melodia principale del pezzo – a mio parere – più bello del disco: Immobile. Fra le scelte più interessanti, oltre alla violinista, le contrapposizioni fra la voce femminile, pulitissima, con quella maschile, in particolare in Senza Foglie.
Pecca assoluta del gruppo, ma dal mio punto di vista non fondamentale, sono i testi. Apprezzabili perché scrivono in italiano, cosa non molto comune, però veramente non riescono a convincere, e sono proprio questi testi che danno al gruppo la temibile etichetta “pop” accanto a quella rock.
Alla fine, comunque, l’ep dei La Pioggia, è una produzione molto interessante, piena di influenze nascoste che vengono fuori man mano ascoltando e, assolutamente da non sottovalutare, ben registrato!
In bocca al lupo a questo gruppo giovanissimo, talento ce n’è tanto, aspettiamo con ansia le prossime mosse discografiche!
F.B. 

Autore: La Pioggia
Titolo: La Pioggia
Etichetta: Autoprodotto

TRACKLIST
1 – Quando Pioverà
2 – Perdersi
3 – Il Tetto
4 – Senza Foglie
5 – Immobile

LA PIOGGIA
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No Comments

  • pop non mi sembra un’etichetta così temibile…. smiths, belle and sebastian, bowie, love, zombies, rem, xtc, byrds e portrei continuare all’infinito…

    • Sono d’accordo, ma ci sono persone che il pop lo disprezzano a prescindere… io sono un fautore della teoria – che poi è tutt’altro che teoria – che il pop sia semplicemente ciò che piace. Diceva Vittorio Nocenzi (Banco del Mutuo Soccorso) in una famosa intervista che il rock progressivo era il pop degli anni ’70!

  • eh, allora mi chiedo perché quando parli dei testi, che posso no tranquillamente non piacerti, ricaschi sul discorso pop/non-pop…cioè è un discorso che ti interessa a livello personale oppure no? non si capisce bene, perché succede la stessa cosa quando parli di arrangiamenti (quali sarebbero gli arrangiamenti pop, quelli non originali?a me in genere sembra il contrario, se non è il pop un genere di arrangiamenti….).entri molto poco nel merito sia quando critichi che quando elogi secondo me. ho l’impressione che tutta la recensione sia permeata da un pregiudizio mascherato… non so.

    • Non è un discorso personale, solo parlando dei La Pioggia ho voluto mettere anche un po’ della mia idea del pop, cercando di spiegare – evidentemente fallendo – come sia sbagliato pregiudicare dal pop. Lo ritiro fuori in tutto l’articolo perché è il tema che guida l’articolo.
      Io non ho detto che i testi siano “pop” ma che sono i testi che danno al gruppo quell’etichetta, indiscutibilmente. Se fai sentire ad una persona qualsiasi senza particolari nozioni musicali (e questo è il target di persone per cui Cheap Sound scrive, non solo per gli addetti ai lavori come tutti i siti di questo tipo) i La Pioggia che cantano in italiano, cosa che già dà alla gente il diritto di dire “questi fanno le solite canzoni italiane”, peraltro con testi, scusatemi ma è l’unica critica che faccio al gruppo che a me in realtà è piaciuto, come credevo di avere scritto, non sono particolarmente originali. Questa cosa dà immediatamente l’etichetta “tipico poppaccio italiano”, ed io ho detto che gli dà l’etichetta purtroppo sminuendone il valore reale.
      Non mi sembra di aver parlato di arrangiamenti pop, ho parlato di uno schema pop: canzoni non troppo invasive, né lente né veloci, chitarra che arpeggia, senza soli o momenti “esagerati”, melodie semplici, ma non è una critica, perchè, come ho detto, gli arrangiamenti sono originali: sono originali quando entrano le tastiere, sono originali perchè si avvicendano le voci, entra il violino… sono tutte cose che mi sembra di aver detto e comunque che non mi sento in dovere di spiegare o ritrattare più di quanto non stia facendo.
      Io ho parlato del pregiudizio che un ascoltatore sicuramente avrà ascoltandoli la prima volta, non ho parlato con pregiudizio mio, anche perché suono in un gruppo pop (non pop-rock, pop e basta) da anni e non me ne sono mai fatto un problema. Forse sei tu che hai letto la recensione col pregiudizio che comunque non sarebbe stata scritta bene perché mi sembra – non solo tu – che per la recensione dei La Pioggia – peraltro una delle più buone da un bel po’ su questo sito – si stiano muovendo troppe acque.
      Su cos’è un arrangiamento pop non ho capito bene la domanda, ma il fatto che io pensi che non sia un genere con dei canoni sempre uguali, non significa che oggi il pop abbia degli schemi d’arrangiamento molto particolari…comunque mi dispiace se la recensione è sembrata fatta male, aspettiamo con ansia i vostri commenti, o anche le vostre recensioni, così potremmo metterci sul banco degli imputati a turno!
      ciao

  • in ogni caso,continuo a dire ceh c’è pop e pop. Stimo Filippo come persona in quanto è un mio amico e mio “collega” anche se, per quanto mi riguarda, la recensione è più cche sopra le righe per un gruppo che, se lo avessi recensito io, avrei completamente stroncato. Poi, ultima cosa, e te lo chiedo per favore, non puoi citare gli Smiths come pop paragonandoli a questo di pop: sarebbe peggio che bestemmiare in chiesa davanti al Papa.
    detto ciò, noi siamo un blog di recensioni musicali. Non vi attaccate troppo a quello ceh diciamo, ce ne sono mille di persone che fanno la cosa che facciamo noi e magari alle altre 999 piacete da morire. purtroppo siete incappati in un gruppo di ragazzi poco buonisti, anceh se, da quanto ho capito, con voi Filippo lo è stato abbasstanza.
    un saluto, Matteo

  • Caro Matteo,
    io non faccio parte della band. infatti mi chiamo Luigi, vedi luigi fra i membri della band? io no. conosco questi ragazzi e di critiche gliene faccio giornalmente, ho provato a fare un dibattito, credo che la funzione della critica sia anche questa. oppure no?
    io non penso che Filippo sia stato stronzo e anche se lo fosse stato non ci sarebbero comunque problemi, è giusto che sia così. io ho commentato la recensione perché ci sono capitato e mi piace parlare di musica, e immagino piaccia anche a voi, conosco il lavoro di cui si parla e lo commento. non credevo di creare ‘sto casino’. io non penso che sto EP sia la cosa più fica mai uscita, anzi, ho anche io le mie riserve, diverse dalle vostre magari… mi scuso, però se non gradite i commenti vi suggerirei di disattivarli.

    sugli Smiths… beh sono la mia band preferita, di certo non la paragonerei con nessuno a livello di grandezza, era solo per dire che il termine “pop” vuol dire e non vuol dire, non da alcuna indicazione né di genere e tantomeno di qualità di un prodotto. sbaglio?

  • Ma le critiche sono molto ben’accette!
    Tutto quello che facciamo lo facciamo anche, e non solo, per svegliare un po’ di teste…quindi: critica all’infinito!
    L’unica cosa che vi chiediamo è di leggere bene prima di partire in quarta sul commento.

    Il Pop, vuol dire e non vuol dire, insomma…diciamo che, a mio parere, l’accezione vergine di Pop (che sta per popolare) vuol dire, giustamente, poco e nulla (un po’ come ‘alternative’ o ‘indie’). Non sono accezioni musicali, piuttosto di tendenza o di mercato.

    Ma è anche vero che il Pop, di luogo in luogo, ha le sue particolarità (chiamiamole) tecniche specifiche. Vedi quello americano, che ormai sempre più spinge verso l’R’n’B (a volte travalicando e crollando inesorabilmente verso pesudo sonorità elettroniche), vedi quello italiano che permane sullo schema A-B-A-B-C-B-B (alternativo se c’è un assolo sul primo dei due ultimi B) e ha temi ricorrentissimi, triti e ritriti, ma che, volente o nolente, sono nella nostra tradizione italiana. Certo, possono cambiare aspetto, ma da Modugno, a Mina, ai Negramaro, ai Controsenso (per scendere un po’ sull’underground) alla stessa Pioggia le tematiche sono quelle.

    Questa è l’unica cosa che rimprovero da sempre al Pop italiano, ma che in realtà non posso rimproverare.
    E’ un po’ come rimproverare a un pesce di nuotare…circa…

    R’n’R

    Giulio

  • ma infatti mi rendo conto che il discorso sul “pop” è infinito e ha miliardi di sfaccettature (un po’ come l’eterna discussione sul termine ‘indie’)… io prima di ‘criticare’, e ci terrei a sottolineare che non ho mai insultato nessuno (ci mancherebbe!), ho chiesto soprattutto spiegazioni perché magari la mia chiave di lettura o il mio modo di intendere la recensione è differente da quella di Filippo.

    Io ho provato in prima istanza a capire l’opinione del recensore nei punti che ritenevo poco chiari e irrisolti per poi dare le mie valutazioni personali sul lavoro. Non mi sembra di aver usato toni eccessivamente critici.
    Ad esempio sul discorso delle chitarra sono piuttosto concorde, non sono di certo il punto forte di questo EP, in particolare per un problema (o una scelta,boh) di produzione (ma questo posso dirlo perché ho visto la band dal vivo diverse volte).Riguardo l’aspetto dei testi non concordo, non tanto per la qualità in sé che temo sia un aspetto troppo soggettivo per valutarlo serenamente, quanto sul fatto che un testo possa essere una marca per il genere.

    detto ciò mi fa rosicare Matteo che mi ha risposto in modo presuntuoso non curandosi del fatto che davanti non aveva né un fan e tantomeno un membro del gruppo. tu pensi che io sia un buonista o che non accetti le recensioni negative? anche io ho scritto qualche recensione negli ultimi anni e ho stroncato diverse band (ammesso che questo ti/ci renda molto cool) e mi sono beccato gli “insulti” quelli veri, io qua ho fatto solo qualche appunto e ho espresso la mia opinione. “purtroppo SEI incappatO in un ragazzO poco buonista, anceh se, da quanto ho capito, con voi LO SONO STATO”

  • Giusto per chiarire tutta la questione… mi permetto di intervenire.

    Sono Andrea, e suono nella Pioggia.

    Personalmente trovo la recensione ben scritta e anche condivisibile nei punti critici, non era assolutamente nostra intenzione scatenare questo putiferio (anche perchè non siamo mai intervenuti nella discussione, nè direttamente nè indirettamente!).

    Nessuno di noi vuole sminuire il lavoro che fate, che avete fatto e che farete, e anzi avete il nostro totale supporto, che rimane invariato sia in caso di elogi che di stroncature.

    E’ importante parlare di musica indipendente, che lo si faccia in maniera positiva o negativa è una cosa del tutto indifferente all’importanza del discorso in sè. Di conseguenza, e qui mi taccio, volevo semplicemente ringraziarvi non tanto per aver recensito l’EP, ma soprattutto per averlo ascoltato.

    La cosa importante che voglio che si capisca (ed è il motivo per cui sono intervenuto direttamente) è che nessuno del gruppo ha intenzione di fare la scenetta di quello che rosica nei commenti… o come capita, di quello che sotto finto nome va lì e commenta “non è vero, sono fighissimi spaccano tutto meglio dei Pink Floyd”.

    Detto questo, vi auguro davvero buon lavoro, e spero che tornerete ad ascoltare le nostre cose (se ce ne saranno)!

    Buona serata,
    Andrea Coclite

  • È inutile che rosichi luigi! Non posso starea guardare chi sta o meno in un gruppo, basta presentarsi. Detto ciò mi spiace di esserti sembrato scontroso, ma avevo ritenuto esser stato un attacco quello che hai fatto al blog e alla recensione. Comunque fidati che si, Filippo è stato fin troppo buonista ma per motivi che ti riguardano ben poco. Ed è piuttosto ridicolo mettersi a correggere gli errori ortografici in commenti di questo tipo.

    In ogni caso, sebbene sia un genere che non mi piace, auguro a La Pioggio, come a tutti gli altri gruppi del mondo, di continuare al meglio il loro percorso.

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