Live report: Labaro Rock 2013!

labaro-rock-2013Oramai sono 11 anni che la prima settimana settembrina per i ragazzi di Labaro vuol dire una sola cosa: Labaro Rock. Una rassegna musicale organizzata dall’associazione Occupiamoci di… che da tantissimi anni dà spazio a musicisti romani e non, su un piccolo palco allestito nel Parco Marta Russo e che al contempo collabora con altre realtà romane quali Fusoradio, La tua fottuta musica alternativa, CheapSound e All Togheter Now.
Personalmente ho conosciuto il Labaro Rock solo da pochi anni. La prima settimana di settembre a Labaro non ci sono solo band dai generi e dalle storie più diverse e disparate, ma un gruppo di ragazzi pronti ad accogliere nella loro realtà sempre nuovi amici e nuove esperienze ed a condividerle sotto forma di musica con chiunque si accinga a riempire la base del piccolo palco.
Dopo qualche anno che partecipi anche solo come spettatore non puoi non sentirti di casa. L’atmosfera è amichevole e rilassante. Su uno sfondo a metà strada tra natura e cemento si sono esibiti durante i vari anni artisti di fama nazionale come Giorgio Canali, Il Muro del Canto, gli Eva Mon Amour ed artisti che invece stanno ancora intraprendendo la scalata a palcoscenici importanti dello stivale come Mary in June, I Quartieri, Marcello e il mio amico Tommaso giusto per citarne alcuni.

Il 2013 a Labaro si presenta con un folto numero di gruppi: 11 per l’esattezza. Come da tradizione si spazia molto nei generi musicali anche nella stessa serata, ma andiamo con ordine:

Giovedì 5 settembre.

Quintetto Imperfetto: 5 non più tanto giovanissimi musicisti che mettendo insieme strumenti e voglia di suonare e calcano i palchi portando con loro un cantautorato coinvolgente, melodico e molto ispirato, ritagliato bene per il palco del Labaro. Subito dopo a scanso di problemi legati ai volumi troppo alti sul palco salgono i MinimiTermini: un gruppo che negli ultimi tempi (ma anche in passato) sperimenta tanto con l’elettronica e con i suoni provenienti da chitarre e sintetizzatori, una voce molto accattivante ed un progetto da tener d’occhio perché in rapida crescita. In chiusura della serata, nel meltin pot musicale si aggiungono le sonorità pop gioviali di Marcello e il mio amico Tommaso che proprio da pochissimo hanno presentato il loro disco Nudità; c’è chi li assocerebbe ai Kings of Convenience o a qualche altra realtà indie folk di oltre alpi, io invece li ascolto e riesco solo a pensare al fatto che una serata così eterogenea non poteva che concludersi con delle melodie e degli strumenti che richiamano così tanto la natura da ricordarmi di essere in un parco, quindi non resta che sedersi sull’erba e farsi trasportare dal clarinetto e dalle storie strambe ma familiari cantante da Marcello.

Venerdì 6 settembre.

Sul palco del Labaro si sono alternate realtà come sempre diverse, ma composte da ragazzi con tanto in comune. Si inizia con i Wogiagia veterani del Labaro con la loro crew reggae  riempiono il palco di sonorità trascinanti e profonde che fanno ballare ed al contempo riflettere. In chiusura con i Not For Money si passa alla musica rock con chitarre e voci urlanti che tengono svegli e attivi.

Sabato 7 settembre.

Penultima serata, ad esibirsi sono tre gruppi ricchi di musicalità e di buone speranze. I primi sono i The fucking shalalalas: duetto romano che negli ultimi mesi si sta facendo apprezzare molto; chitarra , violino e voci diverse ma ben accordate tra di loro, sono un gruppo che cattura il pubblico dalla prima nota e anche se non apprezzi il genere devi fermarti ad ascoltare. Subito dopo ci sono i Dianetica e qui il gioco inizia a farsi serio, sul palco del Labaro sale la potenza di due chitarre ed una batteria che tengono svegli e spaccano il suono con il loro Rock veramente duro. In chiusura la scaletta vuole gli EilDentroEilFuoriEilBox84: ironici, impegnati, interessanti e per fortuna che sono usciti da quel box 84, sanno piacere e anche non volendo piacciono, tra i miei preferiti.

Domenica 8 settembre.

Dopo tre giorni pregni di musica, gente, vino, birra e panini arriva l’ultima serata, quella di domenica, con artisti d’eccezione, vecchie glorie del palco del Labaro e nuove proposte romane.
Si inizia con qualcosa di coinvolgente per far avvicinare la gente al palco. A suonare è Giancane (direttamente da Il Muro Del Canto) cantautore sociale, giovane, vicino ai giovani che si sa far voler bene e se non gliene vuoi è solo perché sei una cattiva persona. La gente aumenta pian piano per le vere BOMBE con un cuore enorme i romanissimi Boxerin club che non si smentiscono mai, perfetti e limpidi ci trascinano tra prati e spiagge con le loro chitarre ed il loro ukulele, tutto splendido: alberi, musica e la voce di Matteo; Labaro si è trasformato da borgo periferico di Roma a la casa di tutti o dove tutti vorrebbero vivere e la chiusura è delle migliori; un contesto amichevole come quello che si è venuto a creare con le prime due band non può che chiudersi con i buffi e simpaticissimi Bicchiere mezzo pieno che tra battute e zaini in spalla, dato l’imminente riapertura delle scuola romane, ci accompagnano verso la chiusura dell’undicesima edizione di questo Labaro Rock.

In conclusione posso solo aggiungere che data la gratuità dell’evento, Labaro Rock è soprattutto un regalo che i ragazzi di questo piccolo quartiere della periferia romana fanno a tutti, il tutto contornato da passione, amore e tanta familiarità.

Nino Yob

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