L’Angelo Mai non si arrende e prova a volare

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Afterhours6 aprile 2014, una domenica pomeriggio assolata e calda ci accoglie alle porte di Parco di San Sebastiano. Ovunque striscioni, maglie, adesivi colorati di rosso e nero inneggiano un unico slogan: “L’Angelo Mai non si tocca/ l’Angelo Mai non deve morire”.
I fatti sono conosciuti, ma degni di essere riproposti, ancora.
Il 19 marzo 2014 è brutalmente ferita l’esperienza quasi decennale dell’Angelo Mai. Si parla di “associazione a delinquere, estorsione, violenza privata”, termini che a nessuno verrebbero mai di associare all’attivismo culturale e sociale, imperniato sullo sviluppo dell’arte e della musica e da sempre vicina alla più cruda realtà urbana della nota associazione.
L’autogestione è stata trasformata in reato, gli artisti in criminali.
 L’Angelo Maicome ha rilevato Roberto Ciccarelliè la prova dell’esistenza di un consorzio umano dell’abitare insieme. Per altri, invece, dimostra l’esistenza di un’associazione a delinquere. Un fatto umano, politico e artistico trasfigurato in un reato penale. Questo è l’abisso dov’è precipitata Roma.”
All’Angelo Mai la musica non cambia, ma si fa più forte.
Angelini D'erasmoDopo l’ennesimo parere negativo del gip Riccardo Amoroso sul dissequestro della struttura avanzato dal Comune, a dare un secco no alle accuse infamanti e alla cecità delle autorità, probabilmente quattromila persone: ragazzi, studenti, politici, artisti, professori universitari, bambini, famiglie sono accorse in questa clemente giornata primaverile.
Insieme con il “Comi­tato popo­lare per la lotta della casa”  il rifiuto del dis­se­que­stro è pub­blico e rock.
Il picnic già si è svolto e alle ore 15, in una non convenzionale Woodstock romana inizia un caos ordinato di canzoni, discorsi, poesia, rabbia e partecipazione.
Non si tratta solo di un concerto, ma è molto di più. Ogni singolo artista, ogni uomo o donna porta la propria esperienza, la propria faccia, il proprio nome.
S’inizia con Piero Pelù, ospite a sorpresa con Manuel Agnelli.
Seguono in ordine sparso: Massimo Andreozzi; Roberto Angelini, con adorabile figlio a seguito, che accompagnato da Rodrigo d’Erasmo delizia il pubblico in un momento di riflessione e commozione. Mike Cooper, Lorenzo Corti, Enrico De Fabritiis, Tommaso Di Giulio; Diodato che, come lui stessa ha affermato prima dell’esibizione, è cresciuto come uomo e come artista grazie all’Angelo Mai.
Epo, Gnut, Sandro Joyeux, Luminal; Pino Marino che mostra orgoglioso la sua maglia con scritto: “Cacciare un angelo? Mai.”
Le Naphta Narcisse, Operaja criminale, Orchestraccia, Leo Pari, Max Passante, Simone Prudenzano, Milo Scaglioni, Riccardo Sinigallia, The Niro, Luca Tilli, Giovanni Truppi.
Punto di massima della manifestazione il live degli Afterhours, ormai al calare della sera, tra Bye Bye Bombay e Angelo Mai 6 AprileQuello che non c’è. Manuel Agnelli, presente fin dal primo pomeriggio, pone l’accento prima ancora d’iniziare: “Noi non siamo con l’Angelo Mai. Noi siamo dell’Angelo mai.”
A seguire poi il reading di Pierpaolo Capovilla, del Teatro degli Orrori, con Giulio Ragno Favero e Kole Laca.
Forse, ne abbiamo dimenticato qualcuno, ma quello che non abbiamo dimenticato è il senso di coesione, il messaggio duro e sentito di chi da anni lotta per una cultura, un mondo, una Roma diversa.
Perché, come recita lo slogan della manifestazione “È indispensabile essere liberi.” e nelle terme di Caralla, quella domenica è così che ci siamo sentiti.

Luisiana Levi

VIDEO
Roberto Angelini – Vulcano
Roberto Angelini – FioriRari
Riccardo Sinigallia – La revisione della memoria/Buonanotte
Pino Marino – Lo strozzino
Roberto Dell’Era – Le Parole

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