Le Anteprime Di Cheap Sound | Macchina del Fango – Insetti

La Macchina del fango nasce nel 2011, su iniziativa del cantautore Alessandro Zappulli. Alla formazione si aggiungono, negli anni successivi, il bassista Alessandro Scerpa, il batterista Andrea Biasich e il violinista Stefano Sirilli. Dopo un EP pubblicato nel 2015 dal titolo l’Uomo Immaginario, ed un intensa attività live, il gruppo pubblica nel 2017 il primo LP dal titolo Insetti.

È un piacere per noi di Cheap Sound presentare in anteprima  Insetti, lp autoprodotto e registrato presso il Boiler Studio di Roma.Di seguito l’intervista al cantante e leader della band, Alessandro.

Per il disco cliccate qui!

Enjoy!

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La “Macchina del Fango”, un’espressione abbastanza “scomoda” che rievoca situazioni e momenti storici politici italiani non del tutto “felici”. Da Indro Montanelli a Roberto Saviano, passando per le inchieste di Camilla Cederna. Quanto c’è effettivamente di “politico” nei tuoi testi e nella vostra musica?

Dipende da cosa si intende per “politico”. Non siamo un gruppo militante, anche se ognuno poi naturalmente ha le proprie idee politiche, ciò che maggiormente ci interessa è parlare di una condizione sociale che si sta facendo via via sempre più animale, sempre meno umana. Sappiamo che “Macchina del fango” è un termine preso in prestito dal giornalismo per indicare i meccanismi di diffamazione, ma personalmente ritengo che possa avere anche un significato più ampio: fa parte della macchina del fango tutto ciò che svilisce la condizione umana, gettandola nello sconforto per imposizione dall’alto. Se cercare di far prendere coscienza di questa situazione è politico, allora c’è della politica in quest’album.

Siete una formazione romana, qual è però il vostro rapporto con la capitale e come vivete il degrado e la corruzione politica, artistica e soprattutto culturale della “città eterna” degli ultimi anni?

È sempre difficile parlare di Roma in così poco tempo e spazio, e soprattutto senza dire banalità. Troppe sono le sfumature tra l’orribile ed il meraviglioso e questo riguarda naturalmente anche l’arte e la cultura. Per quel che mi è capitato di vedere negli ultimi anni ci sono molte realtà interessanti, spesso messe in piedi da giovani, riguardanti musica, teatro, poesia e fotografia. L’arte si rivela sempre un’ eccellente modalità di reazione ad ogni insoddisfacente situazione sociale.

Passiamo alla musica, non si può non notare una grande influenza di quello che è stato a mio avviso, uno dei migliori gruppi italiani di sempre, ovvero i Diaframma. Mi riferisco al periodo post- Sassolini, in cui l’estro e la genialità di Fiumani sono riuscite ad emergere completamente. Oltre ai Diaframma, quali sono i vostri ascolti e quali di questi è possibile ritrovare nel vostro disco?

I nostri ascolti sono molto variegati, se presi tutti insieme. Non ti saprei dire se la musica che ascoltiamo ha effettivamente avuto un influenza sul nostro modo di scrivere e suonare, mi piace pensare che la musica che si ascolta influenzi in parte la personalità di ognuno di noi, il resto lo fanno le esperienze, il carattere, le situazioni che ci ritroviamo ad affrontare. Grazie a questo insieme di cose si sviluppano il carattere e la sensibilità di ognuno, che trovano poi una forma di espressione nella musica o in altre forme d’arte e di comunicazione.

Parlateci di voi, sappiamo che siete attivi da molto tempo, ma solo ora siete riusciti a pubblicare il vostro primo disco. Come mai?

Per le motivazioni più banali che affliggono la maggior parte dei gruppi: cambi di formazione e mancanza di denaro. Una volta risolti questi problemi, il tempo necessario a realizzare questo album è stato circa un anno.

I tuoi testi sono caratterizzati da un forte criticismo nei confronti della società e più in generale del genere umano moderno. Sento una forte tendenza se non proprio una voglia, di un ritorno al passato, in cui rapporti umani erano più genuini e non era tutto così digitalizzato e standardizzato. In pezzi come “l’uomo immaginario” o “La ballata degli insetti” si percepisce maggiormente la tua malinconia quando posi il tuo sguardo sul mondo. Siamo curiosi di sapere il tuo pensiero a riguardo.

Non lo definirei un vero e proprio ritorno al passato, sono dell’idea che in passato si vivesse decisamente peggio rispetto ai giorni nostri. Sono anzi decisamente favorevole al progresso, alla tecnologia, allo sviluppo dei social network che permettono connessioni un tempo inimmaginabili tra le persone. Ritengo tuttavia indispensabile conservare il proprio lato umano, parlare, guardarsi in faccia, uscire di casa, dedicarci alle persone e alle attività che amiamo. Credo che questo sia assolutamente possibile anche oggi.

Quando riusciremo a vedervi dal vivo anche fuori Roma? È in cantiere un tour lungo la penisola? Progetti futuri?

È tra le cose in programma. Autoproducendoci, non abbiamo nessuno al momento che segua il nostro booking, o la promozione. È tutto un lavoro in autonomia al quale avremo tempo di dedicarci, adesso che l’album è  stato completato.

Grazie mille ad Alessandro, e complimenti alla Macchina del Fango, speriamo davvero di vedervi live al più presto!

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