“Abbiamo voglia di sentirci di nuovo italiani”: intervista ai Linea 77@Civitavecchia Like Woodstock

Linea77 4Quest’estate il Like Woodstock di Civitavecchia ha deciso di chiudere la sua terza edizione con una serata all’insegna della follia e del rock. A sancire la fine della manifestazione civitavecchiese sono stati invitati infatti due dei mostri sacri del rock nostrano: i Linea 77 ed Il Teatro degli Orrori. L’intervista ai due gruppi era d’obbligo anche se incontrarli non è stato facile. Tuttavia a pochi minuti dall’ascesa dei Linea sul palco siamo riusciti a scambiare due chiacchiere con Dade, storico membro della formazione e neo eletta seconda voce della band, che ci ha parlato del nuovo disco del gruppo, dei loro obiettivi, dell’abbandono di Emiliano e del desiderio ti tornare a sentirsi fieri del proprio Paese.

CHEAPSOUND Parliamo de La speranza è una trappola, l’ultimo lavoro in uscita dei Linea 77.

LINEA 77 Sai, quando si parla di ‘lavoro’ mi prende sempre un po’ di … mi sento un po’ strano nei confronti della gente che lavora Linea77 2davvero. Noi alla fine ci divertiamo quindi sì, è vero che abbiamo fatto un lavoro e tutto quello che vuoi, però è un lavoro che ci consente anche di divertirci ed esprimerci.

CS Allora intendiamo “lavoro” come un obiettivo che tentate di raggiungere.

L77 Ok. Guarda l’obiettivo che noi tentiamo di raggiungere probabilmente non sappiamo ancora quale sia. Diciamo che il nuovo disco, se così lo possiamo chiamare, è un disco di cui siamo molto, molto soddisfatti. E’ la prima volta che decidiamo di non fare un vero e proprio disco di dieci, dodici canzoni ma di dividerlo in due parti, se non tre, adesso stiamo ancora decidendo. La prima parte, che si chiama per l’appunto La speranza è una trappola, ha sei pezzi che sono venuti dopo un periodo un po’ travagliato a livello personale ma anche lavorativo all’interno della band con un cambiamento di formazione abbastanza epocale, prima che per tutti per noi. Quindi è stato un lavoro in cui, riguardandolo ora, con occhi diversi rispetto a quelli con cui lo abbiamo suonato, riconosciamo di avere un’ adrenalina che non sentivamo da anni. Adesso a rivederlo credo che sia stato un ottimo passo verso il futuro che però si concretizzerà con il prossimo disco che arriverà verso novembre.

CS Perché “La speranza è una trappola” per i Linea 77?

L77 Perché abbiamo visto un’intervista di Mario Monicelli del 2010 e ci ha proprio aperto gli occhi vedere un ultraottantenne fare un discorso così lucido e cattivo nei confronti di questo Paese che noi amiamo tanto e allo stesso tempo odiamo tanto, un po’ come tutti gli italiani. Pensiamo spesso che abbiamo proprio voglia di sentirci di nuovo italiani, di non vergognarci di esserlo quando andiamo in giro all’estero. Perché un po’ ti vergogni di dire di essere italiano no? Vorrei tornare ad essere fiero di questo Paese per il quale miei nonni hanno combattuto e sono morti. Insomma questo è un disco molto pregno di contenuti ed il prossimo lo sarà ancora di più.

CS Quindi ad oggi, a vent’anni esatti dal vostro esordio del 1993, volendo fare un bilancio in che modo definiresti ciò che cosa i Linea 77 sono stati, sono e saranno?

L77 Dopo vent’anni i Linea 77 sono più giovani, più scemi, più vogliosi, più adrenalinici di quelli che erano nel ’93. Ma non è una cosa tanto per dire, te ne accorgerai probabilmente già questa sera. Sul palco in questa formazione c’è un clima di amicizia, di rilassatezza veramente calmante. Abbiamo già dimostrato quello che dovevamo dimostrare e ora non ce ne frega più un cazzo di niente.

Linea77 3CS All’uscita di Veleno, il primo singolo di La speranza è una trappola, avete rilasciato delle dichiarazioni che hanno suscitato numerose polemiche. Molti hanno interpretato infatti alcune vostre frasi come un messaggio rivolto a Emiliano, che aveva da poco abbandonato la band. Era effettivamente così?

L77 Guarda in realtà le abbiamo lette anche noi, ne abbiamo lette di tutti colori, alcune veramente deliranti e simpatiche. Certe anche da raccoglierle in un piccolo libro da rileggere ogni tanto. Però in realtà no.

CS Ma è vero che Emiliano è stato invitato da voi a lasciare la band?

L77 Chi ci conosce personalmente sa che questa cosa non è proprio possibile, soprattutto umanamente: non siamo persone che cacciano altre persone. Siamo stati per vent’anni insieme come dei veri amici e lo eravamo ancora…probabilmente lo siamo ancora, anche se non ci sentiamo più. E’ successo che ad un certo punto le due strade erano veramente incompatibili e non è la solita stronzata che si dice quando i Metallica si sciolgono. Tanto è vero che non ci siamo sciolti perché volevamo assolutamente continuare. Probabilmente voleva continuare anche lui però voleva continuare in un modo che noi non sentivamo nostro, non riuscivamo proprio a sentire nostro. Però prima di arrivare a questa decisione è passato un anno. Un anno in cui, adesso te lo posso tranquillamente dire, al posto di La speranza è una trappola c’erano undici pezzi pronti, finiti, che però non ci piacevano. Era come se ci fossero state cinque persone delle quali quattro andavano a destra e una a sinistra, e non c’è la sinistra giusta o la destra giusta. Non c’è nessuna parte giusta. E’ che non stavamo andando tutti nella stessa direzione e noi questo l’abbiamo patito e abbiamo cercato in tutti i modi, e se lui è un uomo e ha i coglioni potrà tranquillamente dirtelo, di andare d’accordo e trovare una via di compromesso. Non c’è stata storia e alla fine basta. E’ un po’ come quando ami qualcuno, come una relazione d’amore che finisce: continui a voler bene ma non sei più innamorato.

CS Continuiamo a parlare dei Linea 77. E’ al momento in preparazione La Speranza è una trappola (part.2) e purtroppo le registrazioni sono state così intense da impedirvi di andare allo Sziget Festival di Budapest.

L77 Per fortuna abbiamo già avuto la possibilità di partecipare allo Sziget tanti anni fa perché è un festival stupendo ed è stata un’esperienza bellissima. Eravamo vogliosi di tornare dal momento che c’erano anche gli LNRipley con cui abbiamo fatto un pezzo quindi sarebbe stato il bel coronamento di una fine estate. Purtroppo Tozzo si è infortunato al polso, infatti speriamo che questa sera vada tutto tranquillamente.

CS Ma avete intenzioni di farli uscire nello stesso modo in cui avete presentato La speranza è una trappola (part.1)? Facendo uscire prima tutti i singoli e poi solo successivamente presentando l’ Ep nel complesso?

L77 No, no. Basta. Facciamo uscire tutto insieme. E chiudiamo i commenti su youtube, te lo dico già adesso (ride, ndr). Basta non se può più!!

CS Da dove nasce la decisione, per un gruppo affermato come voi, di dare alla luce un Ep presentando prima tutti i singoli?

L77 Abbiamo provato, ci siamo voluti confrontare con una roba nuova, diversa. Abbiamo deciso di farli uscire così separatamente per dare spazio alle canzoni, perché alla fine alcune canzoni te le perdi. Perché magari alcune sono talmente belle in un disco di dieci che tre diventano i singoloni a cui dai importanza e le altre le conoscono solo i fan più accaniti. Invece questa volta abbiamo voluto dare un mesetto di tempo ad ogni singola canzone per essere ascoltata per bene. La prossima volta però non lo facciamo più perché ci siamo rotti i coglioni e vogliamo far uscire tutto subito.

CS E che risposta avete avuto? Prima parlavamo della chiusura dei commenti su youtube…

L77 Decisamente migliore del disco tutto di botto. A parte la rottura di coglioni biblica che sapevamo sarebbe venuta fuori. Ma guarda, ti dirò la verità. Probabilmente verrà fuori pure adesso. Ma ce la porteremo avanti per anni, anni e anni. Ad un certo punto però diventano anche un po’ ridicoli loro stessi.

CS A che punto siete con questa seconda parte? E a quanto pare anche con una terza!

L77 Per quanto riguarda la seconda parte siamo abbastanza a buon punto nel senso che abbiamo scritto otto, dieci pezzi, ora non ricordo bene. Ne abbiamo scelti sei e li abbiamo registrati. Abbiamo scritto cinque testi, per adesso. Sono delle bombe nucleari, molto, molto, molto cattivi. Forse anche troppo. Insomma sono dei testi che i Linea 77 non hanno mai avuto, secondo me.

CS In italiano?

L77 Si, in italiano. Però pesanti, pesanti da cantare. Almeno questo è l’obiettivo per noi (io sto scrivendo anche i testi in questo momento insieme a Nitto). Vogliamo scrivere pezzi talmente reali, pesanti e crudi che ti darà quasi fastidio cantarli. Come quando vedi un incidente per strada, no? Vuoi guardare ma non vuoi guardare. La stessa cosa.

Linea77CS Siete contenti di scrivere in italiano? Trovate nell’italiano potenzialità maggiori che nell’inglese?

L77 Siamo molto contenti. E’ la nostra lingua quindi ritiriamola su. Rispetto all’inglese troviamo molte più potenzialità ma anche molte di meno. Nel senso che la melodia in italiano se ne va a fanculo. Però come significato riesci a dire cose molto , molto più interessanti.

CS Ultimissima domanda prima di mandarvi sul palco: oggi partecipate al festival Like Woodstook qui a Civitavecchia. Tre anni fa vi esibivate invece a Cesena sul palco di un altro Woodstock, quello dei 5 stelle. Guardando indietro come considerate quella esperienza con gli occhi di oggi?

L77 Io ci ho pensato spesso a quel concerto, non ero tra i fautori della cosa. Personalmente non ero uno dei cinque in prima fila per fare questa roba. L’abbiamo fatta… (ride, ndr), poi è successo quello che è successo. Probabilmente dovrebbero venire altri due dei Linea che hanno sostenuto in prima persona la partecipazione. Non sono il membro più giusta a cui fare questa domanda. Diciamo che da una parte sono contento di averlo fatto, dall’altra no.

CS Meglio Woodstock 5 stelle a Cesena nel 2010 o Civitavecchia Like Woodstock oggi?

L77 Meglio Woodstock del ’69.

Alice Ignazi 

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