Live report: Eva Mon Amour @BlackOutRockClub

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149381_10151199011247217_337104925_nFu più o meno quattro anni fa che sentii per la prima volta il disco d’esordio degli Eva Mon Amour e non potrò mai scordare di come mi facesse volare alto quel mix di tristezza romantica e ironia malinconica.

Per vedere gli Eva dal vivo invece ho dovuto attendere il 26 gennaio di quest’anno, quando la band si è esibita sul palco del sempreamato Black Out, in occasione della rassegna itinerante Ausgang.

Devo dire che, forse anche a causa del tempo che passa (sia per me che per loro), l’impressione non è stata tanto quella di un sogno romanticamente maledetto, quanto di live tirato, dai ritmi sempre sostenuti e dai suoni molto più potenti rispetto a quelli a cui ero stata abituata dai loro dischi (come è giusto che sia, d’altronde).

Ad aprire la serata verso le dieci e un quarto è salita sul palco la band romana il dOno, gruppo spalla dalle sonorità indie pop, o almeno così è sembrato a chi li ha visti esibirsi in quella formazione dimezzata. Dei quattro componenti originali della band infatti a salire sul palco sono stati solo Daniele Cedroni (voce e chitarra) e Andrea Fatale (chitarra) che hanno presentato quattro brani estratti dal loro ultimo album, Una sola moltitudine, uscito lo scorso 11 ottobre per la 29 Records, la stessa etichetta degli Eva. Dopo aver esordito con Mondrova, un pezzo orecchiabile che strizza l’occhio al cantautorato italiano contemporaneo, hanno intrattenuto il pubblico con quattro brani, l’ultimo dei quali colpisce per il suo titolo, per così dire, teatrale: Il vuoto scenico.

Sicuramente non sarà stata questa l’esibizione più riuscita della carriera della band che, forse penalizzata eccessivamente dalla formazione ridotta ed in particolare dall’assenza della sessione ritmica, non ha saputo trovare in questa versione elettroacustica la chiave migliore per esprimersi. Ci riserviamo comunque di ascoltare nuovamente questo gruppo, magari in formazione completa.

Sceso dal palco il duo romano giusto il tempo di bersi una birra e alle undici meno un quarto (o giù di lì) gli Eva Mon Amour salgono sulla scena e infiammano la piccola folla che li attendeva scalpitante con uno dei loro successi più apprezzati: Dimmi chi ti sposi. La serata si scalda subito con il ritmo incalzante che gli Eva sostengono con esperienza sul palco. Alla loro storica formazione (Emanuele Colandrea, Fabrizio Colella e Corrado Maria De Santis) si è unita la collaborazione di una tromba che ha saputo colmare il vuoto lasciato dal basso, grande assente nella band.

La batteria del Colella trascina il gruppo che emoziona il pubblico e lo fa ballare in preda a un ritmo convulso ed euforico capace di ricordare a tratti i momenti più folkloristici dei Mumford & Sons.

La serata procede con un andamento serrato.

Instancabili i quattro musicisti hanno continuato a suonare senza soste per riprender fiato. Si è andati da pezzi storici dell’album d’esordio del 2009, Senza Niente Addosso, che li ha lanciati verso il pubblico underground nazionale, a pezzi tratti dall’ultimo disco uscito lo scorso 2012, Lo specchio e l’aspirina.

Ci si è commossi così sulle note di Senza Niente Addosso e si è ballato, con un po’ d’amarezza, sulle riflessioni pungenti di Si stava meglio prima. Non sono mancate le citazione pirandelliane di Uno qualcuno, né i giochi di parole arguti di uno dei must degli Eva mon Amour: Indi. E ancora, le rivoluzioni del nuovo millennio con La tua Rivoluzione, l’esame di coscienza di Ci piace e, ovviamente, la title track dell’ultimo album, che manda in visibilio un pubblico che non cede mai alla stanchezza e continua a ballare fino alle battute di M’accorgerò, direttamente dalla Doccia non è gratis, che chiudono la serata.

Un concerto vivo e interminabile, che mostra un volto diverso degli Eva Mon Amour, meno malinconico e pessimisticamente nostalgico rispetto al disco, orientato verso un ritmo coinvolgente che testimonia l’abilità di questo gruppo di saper adattare le proprie sonorità ad un pubblico live.

A.I

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