LIVE REPORT | Inesatto @Dal Verme

Il Cristo Fluorescente sale sul palco con la tranquillità di uno che sta andando a una festa. Perché di questo, in fondo, si è trattato: una festa per inaugurare l’uscita di un disco potente, originale, di classe. Quasi sempre è il secondo capitolo per gli Inesatto, trio post hardcore che ha fatto tremare le pareti del circolo Dal Verme.
Introdotti dalle suggestioni elettroniche di un personaggio barbuto e inquietante, i ragazzi si presentano sul palco con un pubblico ancora ipnotizzato dall’house disagio del nostro amico (che, tra l’altro, ha registrato Quasi sempre al Boiler Studio).
Sulla gente piovono colpi sintetici dispari e riverberi da ogni dove, creando un vortice artistico ed emotivo raro, essenziale. Di quelli che, nella scena alternativa romana, e italiana in generale, rimangono unici e da non perdere. Tutto questo viene affrontato con il sorriso sulle labbra e la sensazione che se si sta assistendo a tutto ciò, in qualche modo, è per la precisa scelta di condividere con questi tre ragazzi un pugno di emozioni dritte in faccia, dove fanno più male.
L’elettronica si attenua, i ricordi degli anni novanta sfumano piano piano e si arriva al fatidico momento del primo pezzo, imposta la tonalità di una serie di colpi e sfumature, indecisioni e attimi intensi. In brevissimo tempo si crea un clima di impalpabile tensione, gli spettatori diventano partecipi di ciò che il cantante sta urlando. Di ciò che, in qualche modo, in qualche momento, ha provato e continua a provare, fino a diventare musica e canzone. Il tutto scorre veloce con molta malinconia, attenuato dalla minima consapevolezza di essere vivi lì e in quel momento, cercando magari il silenzio. O il rumore, la distrazione, la distanza.
Si festeggia, al circolo Dal Verme, e il colore delle facce è rassicurante; rende possibile, per qualche ora, credere che un gruppo di valore come gli Inesatto possa fare dei passi in avanti per il solo fatto di sapere come imbracciare chitarra e basso, come colpire i componenti della batteria, come aggredire un’esistenza mai banale, sublime.
A giudicare da ciò che questi ragazzi hanno creato e continueranno a creare, si può dire che non sarebbe sbagliato collocarli tra quella manciata di altri gruppi che, come loro, rappresentano canzone per canzone un modo di intendere le cose e i giorni, quei gruppi in stile HHAVAHH o Action Dead Mouse, indimenticabili anche se legati solo ad un breve periodo, a una giornata in particolare.
Il sole sorge quasi sempre, la vita continua quasi sempre, la sera si dorme quasi sempre, i giorni neri sono belli quasi sempre, il silenzio fa rumore quasi sempre, un contatto è indispensabile quasi sempre. Le parole sono utili quasi sempre, le sfumature sono importanti quasi sempre, concerti come questo sono imperdibili quasi sempre, le coincidenze non sono importanti quasi sempre.
Gli Inesatto, commuovono, sempre.

Stefano Bottero

 

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