MI AMI Festival 2018 | 10 motivi per innamorarsi

mi ami

Abbiamo dovuto rinunciare alla giornata che vedeva Calcutta e Michielin al timone, ma in compenso durante il Day 2 del MI AMI Festival abbiamo avuto modo di assistere al lato più indie rock di una tra le più importanti manifestazioni di musica indipendente in Italia.
Di cose che ci sono piaciute ce ne sono state tante, ma queste in particolar modo.

1. La magia di Colapesce
Come in tutto il tour, Lorenzo e band, vestiti da preti, celebrano la messa di Infedele al MI AMI. Vicino a noi c’era l’Idroscalo di Milano, ok, ma è sembrato davvero di esser “Sospesi” in una bolla di magia a metà tra il Mare di Sicilia e una luna in cui specchiarsi. Non è mancato lo spazio per vecchi brani, per il rituale eucaristico che ha visto Lorenzo scendere tra la folla a distribuire l’ostia e non è mancata nemmeno l’occasione per riflettere sulle grandi qualità, spesso tralasciate, di Colapesce come musicista oltre che cantautore, con la favolosa Adele Nigro e soci a costruire un groove perfetto. Citando la mia compagna d’avventure musicali Veronica dico che «Se le messe fossero così, le chiese sarebbero tutte piene!».

2. La garanzia dei Tre Allegri Ragazzi Morti
“Occhi bassi”, “Il mondo prima”, “La mia vita senza te”, “Alle anime perse”, “Puoi dirlo a tutti”, “Signorina Primavolta”, “La faccia della luna”, fino a “In questa grande città – La prima cumbia”, per citarne alcuni. Non puoi non conoscerle, non puoi non averle sentite, non sai nemmeno quando e come sia successo, ma sono un pezzo della tua crescita. E poi Davide Toffolo, neanche a dirlo, ha un carisma raro da trovare. La folla densa per uno dei momenti più corali, emozionanti e (per altri come me) forse anche un po’ nostalgici della serata.

3. La leggerezza dei Joe Victor
Era la prima volta che li sentivo dal vivo. Pazzi, scanzonati, leggeri e colorati. Decine di maxi-ciabatte color giallo banana si agitano sotto al Palco Havaianas. In particolare su “Charlie Brown” e “Disco Folk Genial” la gente vestita da infradito gigante si scatena per trovare quiete nella chiusura affidata alla cover di “Simply the best” di Tina Turner. Una performance davvero divertente.

4. La personalità dei Vanarin
Per chi non li conoscesse, ecco una lacuna da colmare assolutamente. Sul Palco Mi Fai suonano sia pezzi del loro primo EP che del disco d’esordio e dal vivo diventano ogni volta più interessanti, energici, precisi e coinvolgenti. Ma qui non parlerò della loro carica live che pure è evidente ma della personalità forte che li distingue, con una scrittura mai banale e gli arrangiamenti corali e ricercati che però non diventano mai complessi ma restano anzi deliziosamente pop. Noi che eravamo lì sotto ci siamo autonominati “Il pubblico dei presi bene”.

5. Luca Ferrari dei Dunk/Verdena
Prima di suonare lo vediamo aggirarsi tra la zona street-food, gli stand, guardarsi attorno, bere qualcosa, poi è giù ad ascoltare Mésa, poi i Vanarin, è dietro di noi a sentire i Prozac+. Vive il festival e vive la musica. E poi quando sale sul palco e si siede alla batteria, questa è un’altra storia che, se non la conoscete, è ancor più necessario recuperare.

6. La timidezza di Gigante
Eravamo curiosi di sentirlo dal vivo e non ci ha deluso, col suo ukulele, la camicia colorata e quel timbro un po’ scuro tra Anthony and The Johnsons e Arnór Dan, che fatichi ad associare alla delicatezza quasi impacciata di questo giovane artista. L’ukulele non è scomparso, se non in pochi momenti, sotto l’onda risucchiante degli altri strumenti e il suo sound europeo più che itpop ci ha fatto passare sopra alla fatica di decifrare alcune parole dei suoi testi.

7. La muscolarità dei DUNK
Piacciano o meno i DUNK sono dei musicisti da paura e hanno regalato al Day 2 del Mi Ami il suo unico vero momento di rock puro, nel loro stile che, come dicevamo nella nostra recensione del disco, non ha bisogno di ragionamento. Nati quasi per gioco dalla voglia di suonare insieme, scambiarsi idee, vedere dove la musica li portava, sanno traferire sul palco questa sensazione di musica per la musica, di vera energia sonora come in una jam session ma pensata, costruita e infine arricchita dai testi di Ettore Giuradei.

8. La sorpresa di Mèsa
Su Cheap Sound abbiamo ascoltato molto il suo disco d’esordio e confesso il  timore che la donna di Bomba Dischi, dal vivo, potesse essere un po’ calante vocalmente e poco avvolgente nelle sonorità. Mi sbagliavo. Mèsa canta e fa musica con grande consapevolezza oltre a tenere il palco con altrettanta disinvoltura. Un nutrito fanclub di fedelissimi sottopalco suggerisce che le cose per lei stanno andando già alla grande.

9. La cazzimma di Maria Antonietta
Siamo arrivati tardi, al MI AMI è difficile star dietro a tutto. Tardi ma in tempo per ascoltare quanto basta a confermare che, nel pullulare di artiste giovani e giovanissime, Maria Antonietta si pone diversi gradini sopra a tante. Lei, che tra l’altro la musica la fa da tanto, di composto ha la fisicità delicata e i capelli tutto sommato disciplinati, ma è una vera ribelle, una musicista e una donna nelle cui storie, nella cui rabbia intelligente, nella cui indipendenza, tante di noi si riconoscono. Fortunatamente però ha un pubblico misto che conquista facilmente dominando il palco come una regina con lo scettro in mano.

10. Le “Pastiglie” dei Prozac+
1998 – 2018, il compleanno di uno dei pochi pezzi pop-punk italiani diventati popolari per fino tra le mamme in coda al supermercato: chi ci è cresciuto alle medie, chi era già adolescente, chi aveva solo sei anni eppure la conosce. Sono bassa ma riesco comunque a intravedere Eva Poles, la voce di Acido Acida, ancora bellissima mentre sotto al Palco Pertini la folla è gremita e non di soli nostalgici. Prima ancora dell’attesissimo tormentone con immancabile e discreto pogo, ci si scatena già un po’ su “Pastiglie”. Ed è subito punk, psicofarmaci, droghe, disagio; ed è subito Anni Novanta, anzi no… facciamo pure Duemila. Anzi, facciamo proprio 2018 al Mi Ami.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.