Primo Maggio 2018 | Musica e chiacchiere dal dietro le quinte

© Beatrice Ciuca
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La pioggia, durante il Concertone a piazza San Giovanni, è un dogma e anche se il giorno prima il clima era afoso, il Primo Maggio lei ci sarà, facendoci apprezzare la musica anche per la sua impermeabilità.

Il backstage dell’area stampa è un labirinto nel quale, perdendosi, si possono trovare personaggi di vario genere con i quali scambiare due chiacchiere in simpatia. Si sente un vento diverso per questo Primo Maggio, il quale non fa altro che soffiare armonia, amicizia e unione in questo giorno di festa. Gli artisti presenti nella line up si rincontrano, abbracciandosi e aggiornandosi sulle novità riguardo i loro progetti. La scaletta di quest’anno è veramente formidabile e va a formare una testuggine da combattimento resistente e difficile da scalfire. Ogni artista, nel suo, dona al Concertone una parte di sé, facendosi conoscere a parte del pubblico e facendo divertire, ballare e cantare a squarciagola chi è lì per lui. Il primo maggio di quest’anno è riuscito, quindi, ad unire e far conoscere quel lato della musica italiana fuori dai grandi circuiti, e sono sicuro che molti, quando torneranno a casa, andranno ad approfondire alcuni dei nomi presenti.

Da sottolineare anche la reazione dell’organizzazione al caso Cosmo. Il furgone con la strumentazione dell’artista è stato aperto e saccheggiato, ma SIAE e MOKKE’S hanno risposto al grido d’aiuto del cantante sostenendolo e donandogli un contributo utile per potergli permettere di esibirsi sul palco del Concertone.

Dietro le quinte, gli artisti che passano vengono travolti da microfoni, registratori e fogli pieni di domande.

Cheap Sound non aveva nulla di preparato e ha deciso di agire d’istinto, guidato dall’arte dell’improvvisazione

Dopo una fila estenuante, arrivo tra le braccia degli Zen Circus.

Sarò romantico. La prima volta che vi ho ascoltato avevo 14 anni. Ora ne ho 24. Cosa ne pensate di tutto quello che avete creato?

Noi pensiamo che quello che abbiamo sempre cercato di fare è basato su un patto non scritto con il pubblico e con noi stessi in primis soprattutto, che è quello di raccontare tutta la verità, nient’altro che la verità di quel preciso momento storico che stiamo vivendo, senza filtri. Quello che abbiamo continuato a fare è cercare un senso di empatia collettiva: non cantando che andrà tutto bene ma nemmeno pensando che andrà tutto male per forza, ma riconoscendoci nei propri difetti. Questa è la costante dai tuoi 14 anni ad oggi. Siamo stati bravi se tu ti sei riconosciuto nei tuoi errori, li hai resi parte di te e ti sei sentito meno solo nel mondo.

Subito dopo, slitto in una stretta di mano con Willie Peyote.

Se ti avessero detto che con la tua musica saresti arrivato a fare vari sold-out in giro per lo stivale, saresti salito sul palco del Primo Maggio, avresti fatto incazzare Belpietro, ecc. cosa avresti risposto?

Tutto questo uno non si aspetta di farlo ma se lo augura. Quello che mi ha fatto più piacere è stato far incazzare Belpietro, che comunque salutiamo e speriamo che segua il Primo Maggio perché gli dedicheremo lo stesso pezzo che gli piace tanto (“Io non sono razzista ma…”)

Suonerai allo Sziget e tra le altre cose, nel giorno di esibizione di Kendrick Lamar.

Sì, suoneremo allo Sziget lo stesso giorno di Kendrick, subito dopo di lui. Avevo fatto la battuta che allo Sziget ci sarei andato per suonare e non come spettatore…è successo!
Mi fermo anche il giorno dopo che ci sono i Gorillaz, così facciamo filotto.

Spostandomi, scorgo Federico Dragogna dei Ministri.

Come vi sentite a stare qui, sul palco? Anche se non è nemmeno la prima volta. Differenze con i Ministri della scorsa volta al primo maggio rispetto ai Ministri di oggi?

Tutto e niente. Come diceva Kant, perché si dica che c’è un cambiamento vuol dire che qualcosa deve rimanere uguale e qualcosa deve cambiare. Diciamo che oggi veniamo qui per fare delle canzoni dove ci interessa molto, più che far vedere la nostra parte punk, far sentire quello che diciamo nei testi legato a questo giorno.

Essendo tu la penna del gruppo, vedi la tua scrittura più matura nel tempo, diversa, oppure ti mantieni sempre su una fantomatica linea guida?

Sempre per citare qualcun altro, Bob Dylan diceva che ogni cantautore scrive sempre la stessa canzone alla fine. Questo un po’ è vero, io forse ne scrivo due o tre tipologie.
Cambiano tante cose ma il punto è sempre che in ogni momento viene scritta una canzone che deve essere onesta rispetto alla tua persona di quel momento.
Questa è una cosa che voglio mantenere in modo da guardarmi indietro e vedere la strada che ho percorso. Le canzoni, a volte, capita che anticipino quello che sta per succedere; sono un po’ delle premonizioni.

Tra la gente, noto Davide Toffolo, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti.

Cosa ne pensi di questa line-up?

Beh, è interessante perché l’italia è il cambiamento e questo festival rispecchia questo cambiamento.

Dare una visibilità come questa, ad artisti relativamente piccoli, può essere rischioso oppure può essere considerato un bel trampolino di lancio?

Mi viene da pensare ai Bud Spencer Blues Explosion che non conosceva nessuno, e quando sono venuti qui tutti hanno capito che avevano una grande potenzialità.
È vero che può essere un rischio perché è un po’ un trampolino della verità. Per qualcuno funziona per altri no. Essendo un palco difficile da gestire, rimane comunque uno spazio figo con la quale confrontarsi.
Io sono venuto una volta sola e mi sono letteralmente cagato nelle braghe. Le storie degli artisti comunque sono complesse e ognuno metabolizza a suo modo la cosa.

Nel frattempo vediamo Antonio Razzi, ex senatore, nelle vesti di giornalista, che non poteva far altro che rincorrere i Ministri per fargli qualche domanda.
La risposta è stato un coro esilarante al quale hanno preso parte gli stessi artisti, urlando “Razzi, Razzi, Razzi…”

Incontriamo anche Wrongonyou.

Come stai vedendo questa tua “rinascita”? Speravi un giorno di trovarti qui, su questo palco?

La vedo bene (ride). Fortunatamente c’è un ottimo riscontro e tante soddisfazioni che stanno arrivando dall’uscita del disco, e vederlo, poi, in vinile mi fa emozionare parecchio. Cerco di cavalcare questa rinascita che c’è stata in me e continuo a sorridere. Da musicista c’è sempre stata la voglia di salire su questo palco, e il fatto che sia arrivato così in fretta mi ha veramente spiazzato e sono veramente grato di essere stato scelto. Questa line-up ha dato un bel segnale perché hanno messo da parte le “mummie”. Sempre con il massimo rispetto, perché sono quelli che hanno permesso di far nascere questi nuovi artisti, ma finalmente tocca a noi: i nuovi!

L’atmosfera che si respira è un’atmosfera piena di frenesia che va a creare una vera e propria giungla di giornalisti, artisti e artigiani del settore come fonici, backliners, elettricisti ecc.

Un Primo Maggio, come abbiamo detto, diverso ed elettrizzante che ha dato spazio a molti artisti che un palco così grande non lo avevano mai vissuto.
Dopo tanto tempo, abbiamo avuto un Concertone degno di questo nome, dove il pubblico sosteneva ogni artista e in particolar modo coloro per cui erano venuti.
Non si è mai smesso né di cantare né di saltare, e la musica è stata protagonista assoluta, vestita con i mille colori degli artisti che l’hanno tenuta per mano sul palco.

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