Gazzelle | Monk 03/03/2017

Dopo mesi di attesa e di mistero, finalmente Gazzelle ha un nome, un volto e anche un live d’esordio, che difficilmente dimenticheremo.

Today is gonna be the day” avrà pensato magari qualcuno svegliandosi la mattina di venerdì 3 marzo sapendo di passare buona parte della giornata ad ascoltare l’appena uscito Superbattito, disco d’esordio uscito con Maciste Dischi, (nostra recensione qui) di Flavio Pardini in arte Gazzelle, vedendosi già in prima fila al Monk la sera stessa pronto per l’attesissimo primo live del cantautore romano. Ecco, tra i “qualcuno” c’ero io. Appena entrato la prima cosa che vedo oltre al bar è un simpatico banchetto dove fanno lo “zucchero filato”, tanto per farmi ricordare che non è solo uno dei quattro singoli che sono usciti per anticipare il disco ma anche una strana cosa da mangiare. Mentre al posto dello zucchero filato prendo un vodka lemon apre la serata Giuseppe Catanzaro, ragazzo da tener d’occhio che prossimamente vedremo all’opera con un album che uscirà per Noia Dischi.

Tempo di finire di bere e il momento è arrivato, nell’attesa generale il misterioso Gazzelle sale sul palco e la prima cosa di cui mi rendo conto è che forse non sono solo i numerosi fan – che intanto hanno totalmente riempito il locale – ad essere sorpresi ma il primo è proprio lui. Un viso emozionato che lo accompagnerà dal primo pezzo con cui apre il live, “Balena” fino a fine concerto. Dopo il secondo brano chiamato “Nero” non presente nel disco sale sul Palco Leo Pari, che ha curato la supervisione artistica dell’album, per cantare con Flavio NMRPM (non mi ricordi più il mare), secondo singolo uscito che fa scaldare un po’ tutti. Sul palco salirà anche Wayne della Dark Polo Gang per mandare qualche cuoricino ai fan mentre Flavio prova a realizzare che il primo concerto “da Gazzelle” sta andando una bomba!

Mentre nella mia testa parte “Kids” degli MGMT che in realtà è “Meltingpot” , a mio parere forse il pezzo più bello del disco, la situazione davanti al palco inizia a farsi sempre più movimentata perché durante un concerto di Gazzelle di canzone in canzone, si può passare dal cantare fino a finire la voce come ho fatto con “Non sei tu” o “Quella te”, al ballare con “Demodè” come fosse un pezzo di Cosmo, fino a pogare con “Zucchero filato” come mi fossi perso in un live di Pop X.

L’ultimo brano si chiama “Un po’ alla volta”, e nonostante non ci sia nel disco fa restare tutti fermi, in silenzio ad ascoltare, prima di far partire un applauso che finisce solo quando Flavio torna sul palco per due bis.

Il concerto è andato oltre ogni aspettativa ed è finito, come questo report, dove si è parlato di Gazzelle anche senza usare la parola magica “Hype” che l’ha accompagnato dall’uscita del primo singolo ad oggi.

Foto di Elisa Scapicchio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.