Giorgio Canali & Rossofuoco @Wishlist Club 17/02/17

Venerdì 17 Febbraio siamo stati al Wishlist per il concerto di una delle personalità più prominenti, e forse sottovalutate, dell’alt. Rock nazionale.

Con otto dischi all’attivo – spalmati su una carriera quasi ventennale – un trascorso come produttore per Verdena e Le Luci della Centrale Elettrica e chitarrista dei CCCP Fedeli alla Linea (e le successive evoluzioni del gruppo, Consorzio Suonatori Indipendenti e Per Grazie Ricevuta), collaborazioni con band come PFM, Litfiba e Afterhours, Giorgio Canali è a tutti gli effetti un veterano del rock alternativo italiano ed è naturale che il mio approccio al suo concerto fosse quello di una persona sinceramente incuriosita, pur non avendo mai realmente approfondito l’artista.

Rimango subito perplesso che la scelta del luogo sia ricaduta sul Wishlist: senza nulla voler togliere al locale di San Lorenzo – che anzi per posizione e programmazione è tra i migliori a Roma, ma la cui capienza è quella che è – non mi sarei aspettato che uno con un curriculum del genere calcasse lo stesso palco su cui ho visto suonare numerosi altri musicisti, magari altrettanto interessanti, ma comunque più o meno esordienti. Non stupisce quindi che la sala sia piena, come mai l’avevo vista riempirsi fino a quel giorno.

Giorgio Canali è accompagnato, come da tradizione per i live in elettrico, dai Rossofuoco: Luca Martelli alla batteria e Marco Greco al basso. A livello esecutivo il concerto concede poche sorprese, in positivo: il set – della durata di poco meno di due ore – è tiratissimo, i ritmi serrati (poco spazio per momenti più rilassati con “Tutto è cosi semplice”, singolo di lancio dell’ultimo disco di cover Perle per Porci, e il classico “Nuvole senza Messico”) e nonostante la presenza di una sola chitarra, suonata da Canali stesso, il sound è pieno e compatto. La scaletta, che a fine serata scopro essere stata improvvisata sul momento, spazia su tutto il repertorio: si comincia con “Questa è la fine” (inevitabile il gioco di parole – spero fosse voluto) per terminare con “Lettera del compagno Lazlo al Colonnello Valerio”, e in mezzo anche una cover di Iggy e gli Stooges (“I wanna be your dog”). Dispiace per l’assenza di “Lezioni di poesia”, per quanto mi riguarda un piccolo capolavoro.

Quello che però colpisce di questo live non è né l’energia né tanto meno gli irriverenti brindisi fatti dall’artista tra una canzone e l’altra al grido di colorite bestemmie, bensì un discorso purtroppo legato al pubblico. Faccio la premessa per cui sono sempre ben disposto verso l’andare ai concerti di artisti che mi sono meno familiari, perché affascinato dall’idea di sentirmi accolto in un grande gruppo di amici le cui dinamiche vengo mano mano a scoprire nel giro di una serata. Al contrario, in questo caso l’impressione è stata quella di entrare in un locale gremito di completi estranei: pubblico silenzioso e tendenzialmente immobile, cosa che potrebbe pure andare bene se non ci fossimo trovati ad un concerto di netto stampo rock. Non saprei dire se questa sia la prassi nei live di Giorgio Canali & Rossofuoco, ma lo stesso front man sembrava lievemente stranito da ciò, lasciandosi anche sfuggire un “Siete stati un po’ fermi!”.

È quest’atteggiamento del pubblico che, pur non dipendendo minimamente dai musicisti, ha inevitabilmente dato all’esperienza complessiva del concerto un filo di disagio di troppo. Rimane però la voglia di risentire Giorgio Canali e i Rossofuoco in un contesto diverso, che magari possa rendere più onore al calibro dell’artista, sia per quanto riguarda la reazione degli spettatori ma anche per una location più ampia.

Foto di Gian Marco Volponi

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