Giovanni Truppi @Monk 05/11/2016

Giovanni Truppi meglio di Superman: il cantautore napoletano meglio di un supereroe manda in orbita il pubblico

Il 5 novembre Giovanni Truppi non ha solo suonato e cantato al Monk di Roma… ma come una calamita umana ha attirato a sé tutto il suo popolo, vario ed eterogeneo, sotto al palco fino al bancone, stregato dalle sue note e dalle sue strofe.

A volte mi capita di assistere a live mossa da grande curiosità, più che per passione autentica verso l’artista… specialmente quando si parla di queste figure di confine, tra genio e follia che cantano la vita, l’amore il sesso e la rabbia con intensità e ingenuità allo stesso tempo e diventano quasi inconsapevoli portavoce generazionali.

E Truppi ha fatto la sua magia: Monk stracolmo come non si vedeva da un po’, pubblico eterogeneo arrivato da mezza Roma: lui con la sua semplicità, la sua schiettezza e la sua quasi follia è in grado di rapirli tutti.

Ad inizio set già quasi non si respira, figuriamoci se si riesce a vedere il palco da metà della sala!
Giovanni apre il suo concerto con “Scomparire”, regalando uno scorcio sulla sua anima romantica in una struggente esecuzione al piano. E poi ribaltone, torna alla chitarra e la scaletta si anima di uno dei suoi pezzi più ironici ed irriverenti “Nessuno”, che diverte e coinvolge il pubblico.

Il suono è buono, la band collaudata  regala una esecuzione pulita e piacevole, a supporto del cantato/parlato di Truppi, che talvolta sembra incespicare… ma è solo un vezzo.

Il live prosegue per circa un ora  mezza, snocciolando i brani più conosciuti dai suoi album: su “Ti ammazzo” il pubblico si  diverte, e poi “Lettera a Papa Francesco I”, “Pilota”, fino a “Stai andando bene Giovanni” e , all’enclosure, manda in delirio con “Superman”, pezzo stra-amato da tutte e tutti e “Hai messo in cinta una scema”, fatta in medley con “Giovinastro”.

Il risultato è che Truppi ha convinto tutti, anche me, che come al solito sono un po’ scettica davanti a queste grande folle. Lui colpisce per la sua semplicità, schiettezza, e così, in canotta bianca,fronte imperlata di sudore e chitarra in mano spiega in musica,  talvolta in modo quasi naif, dinamiche profonde dell’animo umano.

Non ho resistito e ho chiesto cosa piacesse così tanto di questo artista: una ragazza biondina che vediamo spesso all’ingresso di un noto locale di musica live a Roma di fronte ad un muro,  mi ha semplicemente detto «lui è straordinario, io lo adoro, adoro la sua semplicità nel dire cose che tu stesso non sapresti spiegare così bene a te stesso». Un altro amico che di carboidrati e open mic zona Verano ne sa parecchio mi ha detto una cosa analoga: «è geniale per certi versi e folle per altri. È quel genere di cantautore che non ti stanchi di ascoltare.»

Il mio amico punk che non è “Nessuno”, mi ha detto che apprezza tanto la sua ironia e il suo realismo, e la spontaneità che conserva nel cantare lo disarma… però rimprovera che non abbia fatto “Cambio sesso per un po’” e “Dormiamo nudi”. Mi ha detto anche che il pianoforte di Truppi è speciale, perché l’ha smontato e la reso portabile… si piega come la sdraio del mare.

Giovanni Truppi al Monk ha stravinto e chiude la sua serata tra gli applausi di un pubblico soddisfatto e divertito… Stai Andando bene Giovanni!

E in chiusura ecco la Setlist

Scomparire
Nessuno
Il Mondo è come te lo metti in testa
Sabino
Domenica
Lettera a Papa Francesco I
Pirati
Ti ammazzo
Tutto l’universo
Eva
Pilota
Respiro
19 Gennaio
Stai andando bene Giovanni

Enclosure

Superman
Giovinastro
Hai messo in cinta una scema
Amici nello spazio

Foto di Gian Marco Volponi

 

 

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