Gold Panda, Civil Civic, Andrea Esu | Monk 12/11/2016

Bentornato in Italia, Gold Panda, in una serata affollatissima al Monk di Roma, aperta con la proiezione di “Interstella 5555” (Daft Punk + Leiji Matsumoto, c’è da aggiungere altro?). A completare la line up anche i Civil Civic e un ispiratissimo Andrea Esu che ha fatto ballare tutti fino alle prime luci dell’alba.

Giungiamo al Monk mentre sul palco c’è Aaron Cupples che scuote la folla imbracciando una chitarra e Benjamin Green cha fa “head-banging” suonando il basso; tra loro, lì nel mezzo, una miriade di effetti, pedaliere e sintetizzatori: sono i Civil Civic. La formula è semplice quanto efficace, suonano un post-punk tiratissimo e divertente, che ammicca agli anni ’80 così come va molto di moda oggi, ma non si prendono troppo sul serio e il revival è solo una scusa come un’altra per scatenarsi sul palco. Ci piacciono parecchio e quasi dimentichiamo che da lì a poco salirà sul palco un produttore amatissimo a presentare il suo ultimo album ispirato dal Giappone.

L’inglese che si cela dietro al nome d’arte Gold Panda entra in scena in punta di piedi, appoggia la tazza di tè d’ordinanza – impossibile vederlo senza mentre sale sul palco – in un angolo della console, si toglie giacchino e zaino, e inizia il suo set. Non so se vi è mai capitato di assistere ad un suo live o dj-set, la particolarità è che il ritmo è sia pulsante che colorato, ovvero riesce con estrema naturalezza a dare forma ad un incedere deciso che ha comunque anche una controparte onirica ben in evidenza.

Non fa eccezione la serata in questione, Gold Panda di tanto in tanto butta uno sguardo su una folla che danza sorridente su sonorità che rispetto al passato sono diventate più da club; riesce ad avere un controllo sull’esibizione incredibile, seleziona i pezzi con i giusti tempi e aumenta gradualmente i bpm per dare la sensazione di un viaggio a velocità crescente. La controparte visuale, dietro le sue spalle, ci parla del suo amore per il Giappone – tanta parte del set sarà dedicata al suo ultimo disco in studio Good Luck And Do Your Best che ha preso spunto proprio da un viaggio nei sobborghi di Tokyo – attraverso una sequenza di foto cittadine alternate ad effetti colorati al caleidoscopio; anche la musica sovente richiama atmosfere orientali attraverso l’utilizzo di campionamenti di campanelli e strumenti a corda tradizionali.

Quando si ha la sensazione che l’esibizione stia per volgere al termine, viene proposta una versione dilatatissima di “You”, tratta dal debutto discografico Lucky Shiner del 2010, che poi si trasforma in un finale “techno oriented” ma pur sempre rischiarato dal un loop di carillon e legni. Un altro centro, l’ennesimo, di Mr. Panda.

l pubblico inizia a defluire ma ad interrompere il flusso che porta all’esterno del locale romano è Andrea Esu. Il fondatore di L-Ektrica e mente dietro ad alcune delle più interessanti realtà elettroniche contemporanee come il festival romano “Spring Attitude” alza i bpm e attraverso una mistura di techno e disco-music porta il pubblico fino alle prime luci dell’alba.

Una serata davvero niente male.

Foto di Luisa Ricci

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