La Batteria @Monk 21/01/17

Lontano dall’hype avvengono i miracoli: sonorità vintage sempre attuali grazie alla bravura e alla passione di artisti nostrani: La Batteria

La Batteria è una di quelle formazioni che secondo me non ti stanchi mai di vedere live: hai la più che solida percezione che raramente andrai a casa con le orecchie insoddisfatte e sei sicuro che ascolterai sonorità oltre le mode e l’hype, solo ottima musica che ha creato un immaginario culturale di riferimento, suonata da musicisti in splendida forma.

La Batteria è un salto nelle sonorità degli anni a cavallo tra la fine dei ’60 e gli ’80, fatta di prog rock, funky cenni electro-pop… sì l’immaginario è quello dei film poliziotteschi, gli occhiali a goccia e qualche pantalone a zampa di troppo ma il gusto è vintage e non nostalgico, sempre giocato sul filo della sperimentazione e ritmi incalzanti.

I quattro musicisti romani mancavano da settembre, ultima apparizione il live a Villa Ada, in occasione del quale avevano eseguito interamente Tossico Amore, rivisitazione della colonna sonora del film “Amore Tossico” di Claudio Caligari: serata di grande pathos sia per l’ambientazione suggestiva, sia per l’allora recente scomparsa del regista, le cui immagini del film avevano reso ancora più intensa la performance musicale.

La Batteria, anche in indoor sul palco del Monk, ha regalato una performance davvero suggestiva e di grande livello musicale: l’atmosfera raccolta del club, la sala affollata già pima dell’inizio del live e la devozione ed il divertimento con cui il pubblico ha seguito l’intro live hanno amplificato le vibrazioni e il coinvolgimento emotivo scaturito dall’abbondante ora e mezza di brani in scaletta.

Sul palco Emanuele Bultrini, più a suo agio alla chitarra che alle presentazioni, David Nerattini alla batteria, preciso, tagliente quasi forsennato e tentacolare a tratti seguito a ruota dal suo socio nella sessione ritmica Paolo Pecorelli al basso, protagonista di scale mozzafiato e incursioni funk, e Stefano Vicarelli alle tastiere e svariate scatole magiche piene di bottoni ( un synth old school Patchani Analog Modular System da sogno!): questi i quattro cavalieri dell’apocalisse in chiave prog funk!

Applausi sostenuti fin dal primo pezzo, consistente anche la parte femminile tra le voci di approvazione del pubblico, piacevole sorpresa per un tipo di sonorità più legata ad un imaginario maschile… e poi diciamolo sono anche dei bei ragazzi questi musicisti!

Tornando alla performance La Batteria in un’ora e mezza non manca un colpo, snocciolando una scaletta incalzante, fitta e tesa: si parte con brani ben noti del primo disco La Batteria, come “Scenario”, dalle sonorità a tratti jazzate a tratti quasi acide, seguito da “Vice Versa”, brani che a quasi due anni dalla loro uscita rappresentano già la storia di questa band. Dai riff si passa ai suoni ipnotici dei synth anni ‘80 e si apre la sessione dedicata Tossico Amore, crescono i toni cuoi e i riff più grassi, per poi tornare a riaprire a suoni vintage e funky che caratterizza la produzione della band.

Tanta musica, tanti riff, scale di basso mozzafiato e groove mordenti a non finire, piatti e crash di batteria e ritmi ipnotici e synth a non finire ma soprattutto tanto wah wah… siamo sicuri che mai nessuno è andato in galera per eccesso di wah-wah?

Live eccezionale, arricchito da una cover davvero rara “Partita Agitata” di Remigio Ducros, un pezzo strepitoso riffoso in pieno stile ’70 nuovissimo ancora non battezzato e una super chiusura con Manifesto. La band non ha ancora salutato e poggiato gli strument che il pubblico nebriato già chiede a gran voce il “Bis”: sarà Tossico Amore a chiudere la serata con una splendida M17.

Applausi a La Batteria, applausi al pubblico che ha saputo godere della bravura e della passione di questi musicisti. Orecchie soddisfatte, adrenalina da live ancora addosso… Niente male questo venerdì sera al Monk!

E naturalmente a seguire la Set List:

Intro

Scenario

Vice Versa

M11

M29

M2

Incognito

Superbum

Partita Agitata

Doom

Chimera

Formula

Vigilante

Zero

Manifesto

Encore: M17

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