Le Mura |SAT NAM release party@ Lanificio28/02/17

A 3 anni dall’ultimo EP Ah! Ah! , la band romana tutta rock’n’roll, devozione e latitanza presenta il primo long-playing targato Maciste Dischi, con un release party e festa di carnivale  dalle tinte psych ed in grande, grande stile per il loro nuovo sisco SAT NAM .

Parcheggiare a Via di Pietralata fa sempre schifo, ma arrivo in tempo. La fila per entrare al Lanificio 159 è considerevole e popolata di gente mascherata e pronta ad una notte di bagordi (è pur sempre carnevale e stasera ci pensa Radio Sonica a ricordarcelo), ma sgomitando tra i vari Joker, Harley Quinn ed un Calcutta guadagno la mia posizione al bancone e mi godo i concerti d’apertura aspettando che Le Mura vadano on-stage.

Conosco la band fin dai tempi della prima autoproduzione e ne ho seguito la crescita artistica attraverso le fatiche in studio e sul palco, fino a quest’ultimo lavoro che li proietta di diritto tra le migliori realtà del panorama musicale italiano.

SAT NAM, fresco di uscita, è un album dove emerge tutto il gusto e l’essenza del rock’n’roll che questo Paese venera e ambisce come il pane, ma a cui troppo spesso, purtroppo, non concede la gusta dose di fiducia nonostante l’ambizione e lo straordinario talento.

Una rinnovata maturità nei testi, la cura maniacale dei suoni e l’attitudine in your face trovano una valvola di sfogo nelle mani dell’attenta produzione, perché il compito di riuscire ad incidere quello che questi ragazzi fanno sul palco, rendendogli giustizia, non deve essere stato per niente facile. Impressioni confermate da una sala gremita (300 per la Questura) e calorosamente stretta sotto il palco.

Il relase party di SAT NAM comincia con “Tutto mi sta portando a te”, ed è davvero tutto perfetto. Il suono è veramente un muro, sul palco ci sono quattro cavalli impazziti e l’acustica è il massimo:  Le Mura sono on-stage!
Il ritmo concitato della sezione ritmica (Bruno alla batteria e Motoreddu al basso) è ossa e muscoli della struttura dei pezzi. Sono incollati tra di loro, aggressivi, colpiscono e schivano con precisione incalzante, l’atmosfera è febbrile.

Il concerto prosegue ed emergono tutte le caratteristiche che fanno de Le Mura quello che sono. In testa c’è la chitarra di Gabriele. Marchio di fabbrica del suono della band, dirige l’orchestra per quasi due ore a colpi di riff e assoli sulla Les Paul, con un range di suoni che spaziano dal sintetizzatore digitale al fuzz più grintoso, fino al delay più spaziale che possiate aver mai sentito in un concerto rock. L’overdrive su “Whisky Facile” di Fred Buscaglione spedisce tutti sulla Luna. Praticamente comanda il pubblico saltando sulla pedaliera.

Andrea, cantante e penna incisiva, tiene il palco con voce ferma, grossa, espressiva. Parla, recita, grida e si muove avvolto da un’aura sciamanica che gli tiene incollati gli occhi del pubblico. Praticamente impossibile distogliere lo sguardo.

Intanto la festa si anima e il pubblico balla, c’è spazio anche per gli ospiti importanti come Gabriele dei Joe Victor e Bob Angelini. Il concerto non perde mai di intensità, ritmo o attenzione, sul palco tutto gira veloce e nel modo giusto, ogni movimento è preciso e coordinato.

Fiori all’occhiello della serata, ovviamente a gusto di chi scrive, “Tilt”, “Che Cazzo Mi Frega” (evocativa a dir poco) e il primo singolo “Tapis Roulant”.

Ci sono un sacco di modi di fare musica, altrettanti di suonare il rock’n’roll. La prospettiva per cui è meglio uno piuttosto che l’altro la fanno gli obbiettivi, le aspirazioni, la passione e la coerenza. La fanno la professionalità ed il professionismo, la fanno le scelte, il sudore sul palco. Da quello che ho visto io, il modo de Le Mura è il modo giusto, SAT NAM ne è la prova.

Foto di Francesca Romana Abbonato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.