BATTITO | Al Rashõmon la Roma che non dorme

Battito

Roma non dorme. Non lo dico io ma lo dicono i fatti. Roma non dorme in tutti i sensi. Roma batte. A farla battere venerdì notte ci ha pensato Battito, una piccola realtà che sicuramente nel breve si espanderà, portando nella capitale nomi dell’elettronica abbastanza importanti ma ancora sconosciuti al grande pubblico, come Baths o i Grandbrothers nelle scorse settimane. Stavolta è toccato a Christian Löffler e Lusine.

In apertura ci ha pensato Altrimenti (nome d’arte di Adriano Cava) a scaldare le anime notturne del Rashõmon: con il suo nuovissimo album “Una Incredibile Attesa” il giovane musicista romano dipinge da subito paesaggi apocalittici, con voci che sembrano evocare qualcosa come un rito fatto da qualcuno che brama salvezza.

Subito dopo sale in console Lusine e il suo inizio è davvero magico: ero seduto appoggiato ad una colonna e non avevo bisogno di altro.. Accompagnato da ottime grafiche (che si evolvono molto bene anche nel live successivo) nelle note dei primi pezzi si notano chiaramente delle gocce che scendono bagnando la cassa dritta sui quarti, quasi a sciogliere un impero tecnocratico non troppo lontano da questo tempo.. Da qualcosa che scende si trasformano poi in qualcosa che sale e sotto di noi si creano scale che ci portano in alto da qualche parte, meravigliandoci dei colori più chiari che intravediamo.

Il concerto è molto vario: si passa da un suono stile chitarra elettrica che somiglia al barrito di un cucciolo di elefante ubriaco a ritmi più incalzanti quasi acid funk! Poi parte l’IDM e il bacino dei presenti inizia ad oscillare, accompagnato da un’armonia più mobile con accordi ritmicamente più spezzati. Ad ascoltare sotto al palco c’è Christian Löffler e con una calma mista a grande precisione decide di salire e dare il suo contributo alla serata.

Inizia con delle melodie di pianoforte che assomigliano ad una ninnananna ma basta poco per essere completamente spostati da un basso penetrante e deciso che fa crollare il terreno sotto i nostri piedi ed io sento pezzi della mia faccia che cadono (forse colpa del volume un pò troppo alto al quale le mie orecchie ancora non sono abituate). Alterna quindi atmosfere musicali diverse, come quando percussioni simili a spari di pistola con relativi proiettili che scivolano per terra incontrano armonie più serene e distese rispetto ad una malinconia di base. La parte centrale è decisamente ripetitiva ed esprime un’angoscia latente quasi tangibile, con la cassa in 4 che diventa interessante quando spezza il ritmo, pur giocando molto bene coi mallets, i chops vocali e con i poliritmi. Nel finale si scatena e riesce a far emergere una dolcezza e una speranza alla quale avevo quasi rinunciato, come il lieto fine di una fiaba. Con l’ultima traccia decide di bruciare tutto con un fuoco ed un’energia che non mi sarei mai aspettato rispetto agli ascolti dei suoi dischi, decisamente più pacati. Il pubblico impazzisce e lo riempie di applausi!

Io e la mia valigia quindi usciamo lasciandoci alle spalle una serata molto interessante, all’insegna di un’ambient-techno di qualità difficile da scovare.. Stasera siamo riusciti nell’intento, grazie a Battito.

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