MONK | Pinguini Tattici Nucleari + Mudimbi + John Canoe

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John Canoe, Mudimbi e i Pinguini Tattici Nucleari: tre artisti molto diversi, ma che susseguendosi con i loro set hanno dato vita ad una serata varia e davvero interessante, che lascia ben sperare per il proseguo delle loro carriere.

Lo scorso venerdì ad animare il palco del MONK ci sono stati i John Canoe, Mudimbi e i Pinguini Tattici Nucleari. Tre progetti sicuramente molto diversi fra loro, tutti relativamente giovani, ma che hanno mostrato una confidenza col palco ed una dote di intrattenimento notevole. Oltre, ovviamente, a delle proposte musicali assolutamente interessanti.

Ad aprire la serata sono stati proprio i romani John Canoe, una delle scommesse di Bomba Dischi, un power trio di matrice garage rock che ha già riscosso vari consensi in diversi festival dentro e fuori dall’Italia. I tre qui giocano in casa e si vede: fra un pezzo e l’altro se la ridono e scherzano col pubblico, creando un clima famigliare e coinvolgente. Bel sound – compatto ed ammaliante – e perfomance precisa ed efficace, tanto che non sono pochi i semplici curiosi che restano colpiti dal loro live. Bella, tra le tante, la rilettura in chiave surf rock di Insane In The Brain dei Cypress Hill.

Più avanti è stata la volta di Mudimbi, a pochi giorni dalla sua partecipazione a Sanremo Giovani, assolutamente sorprendente sul palco del MONK. Carismatico ed istrionico, è riuscito a catalizzare su di sé con la sua presenza scenica e le sue trovate visive (riuscitissime, c’è da dire) le attenzioni di tutta la sala, in delirio già dopo pochi minuti dall’inizio del suo set. Si potrebbe pensare che questo sia semplicemente un modo per attirare l’attenzione o magari per sopperire a possibili lacune musicali, ma nel suo caso è stata una prova di versatilità e talento, già che i brani di Michel, il suo album d’esordio, hanno trovato in questa dimensione live il loro naturale completamento. Rap, pop, dance-hall e dubstep si mescolano fra loro, con Mudimbi che ha stile e personalità da vendere anche e soprattutto dal vivo. Certo, è mancata “Il Mago”, il brano in gara a Sanremo Giovani, ma ci sono state le riuscitissime Donne, Schifo e Scimmia, oltre in generale ad una prestazione, come già sottolineato, maiuscola. “Andiamo a vince’ ‘sto cazzo di Sanremo!” gli urlano dal pubblico, ed è difficile non essere d’accordo.

I più attesi della serata erano però senza dubbio i Pinguini Tattici Nucleari. Per la band bergamasca, salita definitivamente alla ribalta nazionale con l’ultimo Gioventù Brucata,  il Monk rappresentava senza dubbio una prova importante. Il risultato in questo senso è stato più che positivo, anche grazie ad un pubblico affezionatissimo che col suo calore ha spinto per oltre un’ora la band capitanata da Riccardo Zanotti. Apertura affidata alla saltellante Sciare, poi tanto pogo, liberatorio ed intenso, fra pop-rock, funk e reggae. Si pesca soprattutto dall’ultimo album, ma c’è spazio anche per pezzi più vecchi (“Cancelleria”, e la mitica “We Want Marò Back”), mentre i Pinguini, affiatatissimi, mettono in scena uno spettacolo spigliato e ben collaudato. In questo clima i brani, per quanto comunque molto fedeli alla loro versione studio, ne guadagnano in dinamismo e potenza, perdendone forse così si vadano a perdere un po’ tutte quelle sfumature ironiche che ne caratterizzano i testi. Certo, Zanotti prova a recuperare quest’aspetto con siparietti improvvisati quasi cabarettistici con i fan in delirio, dimostrando proprio quanto il rapporto col pubblico sia già consolidato e ben amalgamato, ma la sensazione è che la forza di questo spettacolo risieda proprio nel dinamismo e nella potenza di certi brani eseguiti dal vivo e nella loro capacità di trascinare il pubblico. La chiusura è quasi telefonata: prima “Irene”, poi il bis di “Tetris” e infine la cover a cappella de “La canzone dell’arrivederci”, che pesca in quell’immaginario dell’infanzia caro tanto a chi cantava quanto a chi era lì per ascoltare, in una comunione assoluta fra pubblico e artista che sembra essere proprio la vera forza live dei Pinguini Tattici Nucleari e di una serata davvero ben riuscita.

di Patrizio Ruviglioni

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