Dieci anni bellissimi porta I Ministri al Monk

Il tour decennale de I soldi sono finiti ci ricorda che non solo il buon vino acquista sfumature preziose negli anni ma anche un gran disco

I Ministri arrivano a Roma, con due date del loro Dieci anni bellissimi tour, 15  e 16 dicembre al Monk, che straordinariamente riporta sul palco i dodici brani del loro primo disco I soldi sono finiti.

Noi di Cheap Sound non ci siamo lasciati scappare l’occasione di vedere sul palco la band milanese per la prima delle due serate romane, con ospiti per l’apertura i nostri amati Joe Victor.

Niente spazio per l’effetto nostalgia o romanticismi strappalacrime: I Ministri sfoderano la stessa grinta e lo stesso appeal di una band combattente che celebra le proprie radici senza riluttanza.

Ed è così che Divi, Davide Autelitano, Federico Dragogna e Michele Esposito ricordano al pubblico del Monk che sì, il tempo passa e forse le loro uniformi portano addosso il segno di tanti live, tanti palchi e molto sudore, ma che i valori, quelli che ti senti attaccato alla pelle, quelli no, non cambiano mai.

Dopo un anno che li ha visti in giro per l’Italia con il tour del loro ultimo disco, Cultura generale, I Ministri ripartono dalle origini, da quelle tracce che hanno segnato il loro debutto, regalando al pubblico riunito al Monk per l’occasione, fatto di vecchi e nuovi fan, l’emozione di ascoltare canzoni ormai colonna sonora delle loro vite, suonare ancora attualissime e gonfie di sentimenti.

A livello emotivo forse è stato proprio questo uno degli elementi di maggiore forza del live: l’intensità e la ruvidezza dei loro testi, a braccetto con suoni rock poderosi, cantati ed eseguiti con trasporto e senza risparmiare nessuna energia. Dragogna suona la sua chitarra tra ritmi velocissimi ed arpeggi quasi in apnea, ad occhi chiusi, Divi, da front man istrionico,  canta, suona e coinvolge il pubblico, Esposito è una furia sulle sue pelli e raccoglie più di un’ovazione. Tutto questo e molta energia è il trio milanese sul palco!

Il pubblico, benché non troppo numeroso, segue appassionato, balla, canta a squarciagola i testi conosciuti alla perfezione, sottopalco si poga, più indietro qualcuno si abbraccia: declinatele pure come volete ma il live de I Ministri è stato un bel mix di emozioni autentiche e buon alt rock italiano, lontano da certe tendenze “da salotto bene”,  questo live è stato di pancia e sudore.

Penso infatti che la forza del loro live, soprattutto di questo tour decennale dei  I soldi sono finiti, risieda nell’autenticità di ognuno di loro  immutata nel tempo e nella capacità di dire tutto anche se fa male, come lo stesso Divi ha detto dal palco: « Siamo convinti che i sentimenti abbiano dei suoni, e molte volte i suoni migliori sono quelli che fanno più male», lanciando proprio una delle canzoni più attese ed intense del live:  “Le mie notti sono migliori dei vostri giorni”.

Le due ore successive sono state un susseguirsi di brani amatissimi ed eseguiti con grande affiatamento della band:  “La Piazza” è stata cantata da tutti con emozione, accompagnati dagli arpeggi di Dragogna, così come ha regalato molto l’esecuzione di “Muri di cinta” e “Sangue dal naso”.

Il sotto-palco si scatena su “Il Camino de Santiago” e “La sacra quiete”, mentre la mia preferita in assoluto rimane “Piano per una fuga”. Nessuno a casa deluso viste anche le due cover “Ma chi ha detto che non c’è” di Manfredi e il ritornello di ” Pablo” di De Gregori, giusto a far levare qualche pugno in alto.

Un live intenso, degna celebrazione di energia e potenza di un disco che queste caratteristiche le ha da sempre: la band saluta il pubblico della prima serata romana con “Abituarsi alla fine”  tra assoli lunghissimi, scariche di batteria e crowd surfing di Divi su ondate di braccia levate di una platea letteralmente inebriata da due ore di live.

Confesso che per dieci minuti ho valutato di vedere anche il secondo live, ma io sono tra quelli che nel 2006 il disco l’ha comprato appena uscito, venendo a casa dall’ufficio.

Immancabile la set list, anche se come avrete capito non ci sono state grandi sorprese:

La mia giornata che tace

I nostri uomini ti vedono

I soldi sono finiti

I muri di cinta

La sacra quiete della sera

Il mio compagno di stanza

Le mie notti sono migliori dei vostri giorni

Lo sporco della Grecia

Il sangue dal naso

Piano per una fuga

Il camino de Santiago

Non mi conviene puntare in alto

Encore:

La piazza

Ma chi ha detto che non è: (Gianfranco Manfredi cover)

Pablo (Francesco De Gregori cover) (Solo ritornello)

Meglio se non lo sai

Diritto al tetto

Abituarsi alla fine

The Way You Look Tonight (Frank Sinatra song) (Outro)

Foto di Luisa Ricci

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