Mish Mash in a Flash | Intervista al collettivo Sound Butik

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In collaborazione con il Mish Mash Festival, le nostre interviste lampo con i protagonisti della manifestazione – che si terrà nella splendida cornice del Castello di Milazzo dal 2 al 4 agosto. Questa settimana hanno risposto alle nostre domande i dj del collettivo Sound Butik, che farà ballare il pubblico del festival suonando dall’Island Stage.

Base a Palermo. Chi siete? Tutti di Palermo o estensione anche ad altre parti della Sicilia/Italia?

Siamo cinque amici con le radici ben piantate a Palermo uniti dal vinile e dalla buona musica. AD, Fr Pen, LC, Maso e Yougrent nascono e si fortificano proprio attorno al vinile e alle mille domeniche passate insieme a suonare e mangiare camembert!

Come organizzate il set: quanto e quando variare l’atmosfera musicale?

Approciamo il dance floor in maniera molto libera e umorale. Ovviamente teniamo conto del contesto dove andiamo a suonare, chi viene prima e dopo di noi. Considerando che suoniamo esclusivamente in vinile un minimo di preparazione c’è sempre, perché la borsa dei dischi ha una capienza limitata. Una volta chiusa la borsa però ci lasciamo guidare dal mood!

Motor City Drum Ensemble, Floating Points, Moodymann. Artisti che ricorrono nella playlist per il festival. Due parole su ognuno.

Di base c’è che tutti e tre impersonificano a modo loro la quintessenza della house music. Motor City Drum Ensemble è il più fisico dei tre, Floating Points unisce sostanza e cerebralità. Moodymann rappresenta il lato sexy della house!

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Quali sono le feste dove vi piace suonare? Le situazioni ideali?

Nella nostra città abbiamo dato vita a due stagioni dal nome “Invites” dove abbiamo ospitato Dan Shake, The Analogue Cops, Stump Valley, Alexander Nut, Okee Ru e tanti altri, ed è stato indubbiamente bello ed emozionante suonare in apertura per alcuni dei nostri dj preferiti così come vedere il pubblico palermitano divertirsi nel dance floor insieme a noi. Ma queste serate sono l’ultimo step di un viaggio iniziato tanti anni fa in feste organizzate nel centro storico e nella periferia della città con il nome di “Once”. Queste situazioni ci hanno permesso di solidarizzare intimamente sia tra di noi dietro la console che con il nostro pubblico. Lanciare dischi a rotazione solo noi cinque ci ha reso ancora più amici e connotato come una famiglia. Se c’è una situazione ideale che ci piace è sicuramente quest’ultima. Cinque amici e due bottiglie di gin!

Quanto in Italia il dj è visto come una riproduzione con dietro una faccia (ballare e chi se ne frega chi c’è) o quanto è visto come una figura musicale/di cultura ecc.. (insomma il RUOLO del dj)?

Noi riteniamo che per molti anni l’interesse del pubblico verso il dj sia stato sempre concepito e razionalizzato come semplice esecutore di una sequenza di brani, scevro da quel forte nesso e intimo legame che invece un dj ha con i suoi dischi, il momento in cui ha ascoltato per la prima volta una determinata traccia e in quale universo quell’ascolto lo abbia condotto ad esempio. Da qualche anno invece assistiamo ad un cambiamento rispetto al passato. La gente ti riconosce di più come persona, ti parla e ti chiede di più in merito a musica e dischi e non più esclusivamente di “metter dischi”.

Il pubblico italiano. Quanto è predisposto al divertimento?

Ti possiamo parlare del pubblico siciliano, visto che ci siamo sempre mossi tra i confini dell’isola. In tutte, ma proprio tutte, le situazioni dove abbiamo suonato abbiamo notato una voglia stratosferica di divertimento. Sicuramente il fatto che qui in Sicilia il clubbing di qualità stia emergendo in modo graduale, anche grazie ad altre organizzazioni passate come Deeds, e attuali come Rituals e Denshi Raw, ha aiutato il pubblico ad approciarsi alle serate con una mentalità meno da posing milanese e più spontanea e naturale.

Domanda standard fatta a tutti gli artisti: con chi collaborereste del festival?

Su tutti forse Indian Wells, le sue sonorità sono accattivanti e siderali. Il suo remix di Holocene è una traccia bellissima.

C’è un rapporto particolare che vi lega al Mish Mash?

Ci ha sempre contraddistinto e divertito l’idea di non rimanere circoscritti nella nostra città, ma di ascoltare e conoscere altre realtà a noi affini e dislocate nell’isola. Con diverse di loro abbiamo molto familiarizzato, per citarne alcune ad esempio Rituals, e quindi Santo e Pier. A Catania abbiamo tantissimi amici: Andrea Montalto, Alberto Costa, Andrea Normanno, ELIO, Salvatore Porto, Niki, Baffetto e i ragazzi che organizzano l’Ortigia Sound System. A Messina Danilo e Lelio di Denshi Raw. Importante è stata anche la collaborazione con il progetto 180 gr di Enzo Iannece, a.k.a N-Zino.

In questi quattro anni abbiamo stretto un numero enorme di amicizie ancor prima di chiamarle collaborazioni. In questo senso ringraziamo Gabriele e Dario per l’opportunità che ci stanno dando di suonare all’Island Stage del festival. Non vediamo l’ora di essere al castello!

Qui potete trovare tutte le info sul festival!

Mentre qui potete leggere tutte le altre interviste fatte agli headliner dell’edizione 2018.

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