I Musica Nuda a Villa Ada, tra jazz e sperimentazione vocale

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Volver a Sur, i Musica Nuda tra musica jazz e sperimentazione vocale.

O si ama o si odia la bella Petra Magoni dei Musica Nuda, un fascio di nervi e sonorità vocali che inondano Villa Ada nel freddo invernale di una serata anomala. Il magnifico duo jazz si esibisce tra un misto di ironia ed eleganza. Il pubblico si mantiene su una robusta linea quarantenne, come se la musica jazz, la buona musica, fosse destinata solo a vecchi ammuffiti di un’altra epoca. E’ vero anche che questi due maestri indiscutibili si definiscono archeologi della musica, ma solo perché conservano un repertorio di cover alquanto anomalo e cercano costantemente di ripristinare un legame tra quel cantautorato di nicchia idolatrato da uno zoccolo duro di fan ma sconosciuto agli amanti del pop italiano anni ’70.

Non mancano pezzi del nuovo album Verso Sud, in cui compaiono elementi finora estranei al duo: un tocco blues, canzoni popolari napoletane come Passione e influenze argentine come quella di Astor Piazzolla e la sua bella Vuelvo a sur. Il tratto schizofrenico della scelta dei pezzi, che non si sofferma mai su un solo genere ma diviene parte integrante dello stile sperimentale dei due, risulta così la caratteristica più rilevante delle loro performance, in quanto, nonostante la presenza di pezzi propri nel repertorio musicale di Ferruccio Spinetti e Petra Magoni, più volte i musicisti hanno ricordato la volontà di godersi la musica come si fa col cibo. E’ quella scelta stilistica così spensierata che li rende perfettamente in grado di fare pezzi propri ma di rendere ancora di più con delle cover evergreen.

Quei cammelli di battaglia che la Magoni e Spinetti non negherebbero mai al pubblico: Roxanne, Guarda che Luna, Come together, roba da cover band di ragazzini che ritrova però un senso del tutto particolare, stupefacente e inedito nelle note del contrabbasso di Ferrucci e nelle corde vocali di una camaleontica artista. Lei ha un atteggiamento sul rock andante, nervosa, eclettica, voce stridente, quasi fastidiosa a volte. Ci si chiede quanto sia necessario tutto questo virtuosismo vocale. Petra è incontenibile, raggiunge vette da capogiro per poi lasciare tutti spiazzati, orecchie tese a cogliere quella nota che mai arriva. Lui serafico, pacifico, quasi arreso alle voluttà sonore della compagna. E invece quel contrabbasso spazia dal jazz al blues, solo e indiscutibile nell’assenza musicale di una band, un’orchestra, un quartetto d’archi. Più nudi di così c’è solo la musica.

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