Primo Maggio 2019 | Potere alle parole

Il Concertone del Primo Maggio è tornato e ha deciso di dare importanza alle parole
attraverso la nuova leva cantautorale italiana.
Una line-up densa, colorata e attuale.

Dal 1990, l’appuntamento con il Concertone del Primo Maggio, in Piazza San Giovanni a Roma, è un appuntamento fisso, per alcuni sacro e insostituibile. La musica è sempre stata la protagonista indiscussa e grazie a lei, messaggi sociali importanti hanno trovato il modo di arrivare a tutti, indistintamente.
Ma i tempi cambiano e con loro anche la musica e i protagonisti che calcano, ogni anno, quel palco.
Ad esibirsi è stata la musica italiana attuale e soprattutto indipendente che, da tempo ormai, tiene in pugno il mercato musicale.
Una line-up corposa che per alcuni punti ha riportato artisti presenti nell’edizione passata, ma che grazie ad altri ha potenziato e reso ancora più forte questo “Frankenstein” musicale.
Un Primo Maggio che ha riportato nel pubblico molti più giovani rispetto alle edizioni precedenti e che ha dato un’importanza maggiore alle parole e ai testi delle canzoni. La nuova leva cantautorale italiana presente risponde, proponendo il proprio mondo musicale fatto di tanta poesia, riflessioni e denuncia sociale.

Primo Maggio

A dir poco emozionante il momento in cui si è spezzato il flusso musicale facendo salire sul palco Ilaria Cucchi, ormai simbolo della lotta per la giustizia, che ci ha fatto credere di più nella frase “La legge è uguale per tutti“.

Altro momento toccante è stata la consegna della targa SIAE di Dori Ghezzi a Francesco Motta, vincitore del Premio De André come miglior interprete, che riproduce il primo deposito di Fabrizio De André, “Carlo Martello ritorna dalla Battaglia di Poitiers“, del 1965.

I dati parlano chiaro: con una media di 1.210.000 spettatori davanti la tv, si è raggiunto l’8.7% di share rispetto al 5.8% dell’anno scorso; dal 2013, la 29° edizione è stata la più vista e seguita nella fascia d’età che va tra i 18 e 34 anni.

Nel backstage, l’aria che si respira è di complicità e amicizia. Nella frenesia generale, siamo riusciti comunque a fare qualche domanda, cercando di capire cosa si prova a suonare in un contesto così forte e potente.

La Rappresentante di Lista

Veronica Lucchesi: «Molto emozionati e molto curiosi. Curiosi di sapere cosa succederà a noi e che tipo di energia ci sarà con il pubblico.»
Dario Mangiaracina: «Come vediamo la nostra musica oggi? Una bellissima pennellata di colore in mezzo ad una tela arcobaleno. Se vediamo questa la line-up come anche quella di Taranto, vediamo proprio come la musica italiana di oggi, la cosiddetta “indie” se vuoi, è una costellazione di colori e noi siamo un colore che rende quest’arcobaleno ancora più variegato.»

La Municipàl

Carmine Tundo: «Quest’anno ci siamo sentiti un po’ più a casa. Abbiamo avuto la possibilità di fare le prove e il fatto di fare più brani ci ha permesso di esprimere più sfaccettature della nostra espressione musicale. Ci siamo divertiti molto, anche perché avendo una band più ampia, il suono che abbiamo portato è stato sicuramente più corposo e potente rispetto a quello dell’anno scorso.»

Pinguini Tattici Nucleari

Riccardo Zanotti: «È stato veramente bellissimo e ci aspettavamo un riscontro caloroso, anche in una giornata piovosa come questa, ma abbiamo ricevuto qualcosa che è andato veramente oltre le aspettative. Vedere il pubblico cantare le nostre canzoni ci ha veramente spiazzato. Mi sono lasciato tutte le ansie che avevo alle spalle e mi sono buttato a cantare nella parte di palco più vicina al pubblico.»

Come avevamo già scritto nel precedente articolo riguardante la line up, iCompany è stata molto attenta e quest’anno, ancora più dello scorso anno, hanno portato a casa un ottimo risultato.

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