Spaghetti Unplugged Fest | Una festa per risorgere

La primavera è arrivata e si sente!

Spaghetti Unplugged Fest è esplosa come una bomba all’idrogeno in quel di Largo Venue, in pochissimo tempo diventato fulcro della vita notturna del Pigneto. L’atmosfera, condita con risate, abbracci e strette di mano, è frizzante e gioiosa. L’evento è andato oltre la musica, facendo incontrare e rincontrare persone con gusti musicali diversi ma con la stessa voglia di divertirsi e svagarsi in questo Giovedì Santo.

Santa è la musica, che riesce ad unire così tante persone che vogliono, almeno per un po’, premere il tasto off e staccare i fili dalla quotidianità. La quantità di serotonina prodotta è alta, rendendo l’aria leggera e navigabile. Stesse sensazioni che si avvertono anche nel backstage, nel quale colleghi musicisti si rivedono, magari dopo tempo, e approfittano della situazione per aggiornarsi sui propri lavori e registrazioni varie, brindando e sorseggiando birra.

Tutto questo, grazie a Spaghetti Unplugged che ha cresciuto e cullato artisti, ora su Spotify. Un open mic domenicale a San Lorenzo, che ha potuto offrire a chiunque volesse di esibirsi davanti ad un pubblico ed incrementando notevolmente la scena romana.

La serata, come già detto in precedenza, ha avuto varie sfumature passando dal pop alla trap, dal folk all’indie, rendendo il palco una playlist veramente piacevole, guidata da Valentina Correani e Pietro D’ottavio con energia e complicità.

Pubblico ed artisti si sono fusi, diventando un animale mitologico in grado sprigionare energia positiva tanto potente da far tremare i muri.

Vincitore del contest è Galil3o. Esibendosi con “Parte di me” ha creato un crescendo emozionale notevole portando una bella complicità con il pubblico, interrompendo il pezzo al momento del ritornello per poter farlo ricantare. Bel modo per entrarci in contatto.

I 10 artisti protagonisti, approfittando di un clima sereno e piacevole, si sono lasciati andare dimostrando di che pasta sono fatti.

Germanò e Mèsa, cantando i loro pezzi, hanno dimostrato umiltà e tenacia, tenendo molto bene le redini del palco e facendo scivolare le dita sulla chitarra in modo liquido. L’etichetta “Bomba Dischi” ha decisamente capito le loro potenzialità.

A sorpresa, vediamo salire Viito che, all’unisono con la folla, cantano “Industria Porno” e “Sei Bella come Roma”. Interessante il terzo membro sul palco che aggiunge ai brani quel pizzico di elettronica che non fa mai male. Tra i due singoli pubblicati, inseriscono un inedito senza, però, svelarne il titolo, anticipando così il prossimo tassello del puzzle.

San Diego e Leo Pari, sguinzagliando le loro tracce wave, hanno dominato il palco facendo divertire il pubblico e facendolo ballare, come anche Pretty Solero e Sercho con le loro rime taglienti.

I Veeblefetzer hanno pennellato la serata con dei bellissimi colori creati dall’intreccio di folk, reggae, rock ‘n’ roll e gypsy swing. Un calderone di energia e vitalità ha fatto infuocare gli animi di tutti i presenti, creando un turbine di emozioni generato dal movimento del loro mestolo magico.

Galeffi si è fatto sentire, con la sua voce dolce e potente allo stesso tempo, permettendo al pubblico di cantare a squarciagola i suoi pezzi più famosi. Bellissima la reinterpretazione di “Pop Porno” incrociandola per un attimo con “The House of the Rising Sun”. Chiasmo interessante e inaspettato.

Giancane, come sempre, si è tolto la museruola sprigionando una carica e una grinta, trasmessa con successo al pubblico che lo seguiva cantando e saltando ad ogni pezzo.

Anche i Joe Victor, aprendo le danze con “Love Me” e chiudendo la serata con “Simply the Best”, hanno semplicemente fatto esplodere quella bomba all’idrogeno di cui vi parlavo all’inizio. Travolgenti e spaziali, hanno smosso qualcosa all’interno di ognuno dei presenti, i quali vedevano le loro gambe lasciarsi trasportare dal ritmo della loro musica.

Parola chiave della serata: BOOM!

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