Villa Aperta VIII – Calling For A New Renaissance | La bellezza per sé

villa aperta

La giornata inaugurale dell’ottava edizione di Villa Aperta è stata un tripudio di bellezza audiovisiva.

L’art pur l’art.
Quando l’arte è deprivata della sua funzione didattica ma assume i toni sfarzosi dell’autoreferenzialità nascono progetti incredibilmente belli, gioie per gli occhi da appendere alla parete delle esperienze.

Profumo francese e aria ventosa sulla terrazza di Villa Medici, splendida cornice di una delle serata più trendy della movida romana. Il sodalizio tra l’Academie de France à Rome e l’elegante dimora De’ Medici rinnova squisitamente un’esperienza raffinata come l’VIII edizione di Villa Aperta, una tre giorni (8-9 giugno) di musica e arte che si protrae dall’aperitivo a tarda notte.

Bonsoiré, je vous en prie.
Sorrisi smaglianti, pizzi neri, performance di luci acrobatiche proiettate su di un’architettura maestosa. Musica electro-pop, il tocco francese del visual artist Julien Ribot, che omaggia il cinema italiano e accompagna gli artisti alla console. Una sfilata di arguzie visive, d’altronde ad un passo da Trinità dei Monti, proprio sopra piazza di Spagna dove le luci arancioni della notte si fondono ai tetti romani, i cupoloni barocchi, lo stridio dei gabbiani; risulta credibile perfino il paradosso dell’intento rinascimentale, sagacemente scenografico. Una grande bellezza della vacuità, indubbiamente grande.

Pretty awesome this view, ah?
I fulmini in lontananza non spaventano la folla appollaiata sulla terrazza, uno spettacolo pirotecnico naturale tra chiacchiericcio e gin tonic. Qualcuno balla al ritmo dei Tiger & Woods, musica vintage. Un po’ di house anni 80 per scaldare l’aria quasi autunnale. Le proiezioni continuano, i due leoni in marmo all’ingresso del giardino sembrano prendere vita. Entra in scena il trio italiano Agents of Time – ritmi più aggressivi, techno – siamo al clou della serata.

Eppure la vera protagonista rimane Roma, madre tenera e incantevole di sprovveduti danzatori che non possono fare a meno di ammirarla da quassù, dove finalmente hanno senso quegli sparuti incostanti sprazzi di bellezza a cui tutti aspiriamo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.