Zen Circus | Il racconto della Diretta a Rai Radio 2 Live

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Il Circo Zen monta i tendoni negli studi di Rai Radio 2, in Via Asiago 10 a Roma. Ecco che è successo

Ad aprire le danze, Carolina Di Domenico e Pierluigi Ferrantini, le due voci di Rock and Roll Circus, con un “Grazie per essere qui, nonostante sia Sabato, per queste prove aperte”.

Partono con “Catene”, singolo che ha anticipato l’album Il fuoco in una stanza. Gli animi cominciano a scaldarsi e i nostri quattro cavalieri accendono la miccia di una bomba che esploderà verso la fine della diretta.
“Viaggiamo un po’ fra canzoni vecchie e nuove”, dice Appino, proseguendo poi con “La Terza Guerra Mondiale”, traccia omonima dell’album precedente.
È proprio un viaggio, quello che ci stanno offrendo, passando tra alcuni dei brani più significativi della band. La navicella spaziale sta scaldando i motori e la miccia, piano piano, si sta accorciando.
L’incredibile scioltezza di come si sentano a casa su qualsiasi palco è un qualcosa di commovente che ci fa riflettere su come il busking scorre più del sangue nelle loro vene.
Con “Non voglio ballare” mantengono stabilità sulla loro penultima fatica uscita nel 2016.
Affascinante il fatto di come Appino comunichi attraverso le sue canzoni, parlandoci, confidandosi con esse durante le esibizioni.

“Ufo” introduce un nuovo strumento all’interno della band: la tastiera.
Il Geometra Pagni entra in punta di piedi con “Il fuoco in una stanza”, facendo riprendere al gruppo la scia con il secondo singolo omonimo dell’album. Appino racconta di un quaderno che si scambiava con una persona a lui molto cara, e nel quale all’interno c’erano scritte frasi, tra cui il primo verso di “Il fuoco in una stanza”.
Si parla del tour, delle chitarre in via di estinzione e ci si chiede come mai il Circo Zen, nonostante non sia di moda e non aleggi sulla bocca di tutti, ad ogni disco e ad ogni tour ci sia sempre più gente a vederli, mantenendo comunque i fan di vecchia data.

Eravamo una risposta rock ad una domanda che nessuno aveva mai fatto!

Si prosegue la chiacchierata parlando del cambiamento, che nel caso Zen Circus, non ha mai portato a qualcosa di deludente. Con quest’album si sono presentati sotto altre vesti, più intime e confidenziali, mantenendo comunque la bellezza che li contraddistingue.

“ANDATE TUTTI AFFANCULO!”

E si ritorna a 9 anni fa, a bordo della loro navicella spaziale.
Durante l’esibizione di questo, che per molti è un inno, succede un qualcosa di magico. Appino decide di terminare la canzone buttandosi tra il pubblico, sedendosi per terra a gambe incrociate in mezzo ad un cerchio di persone. Appino si sdraia, si mette comodo e continua a suonare estasiato.

La manopola del gain gira da sola, i distorsori vengono portati al massimo della loro croccantezza, ed ecco che arriva “Ilenia”.

Si procede con l’ultimo album, suonando pezzi come “Sono umano”, “Questa non è una canzone”, “La teoria delle stringhe”, “Il mondo come lo vorrei”e “La stagione”.

“…ma la provincia crea dipendenza…”, dice il brano “Pisa Merda”, facendoci tornare al 2016.

Tornano i due capitani di Rock and Roll Circus sul palco, parlando della realizzazione di vari album e se ci sono mai stati problemi di incontro su un testo o comunque su un provino di una canzone.
“C’è una democrazia spietata tra di noi, che spesso porta ad accordi presi sottobanco…” dice ironizzando il Qqru.

“Molti di voi sapranno già di cosa si tratta, ma questa volta sarà impreziosita dal Geometra Pagni!”
Introduce così, Ufo, “Figlio di Puttana”.
Dieci anni fa, usciva questo pezzo…dieci!

Si passa poi a pezzi di spessore come “Nati per Subire” e “L’anima non conta”. Quest’ultimo – confida Appino – rappresenta il simbolo dell’amicizia tra i membri degli Zen Circus. Un pezzo che, come suggerisce Pierluigi Ferrantini, è diventato un inno, che in molti ha risvegliato qualcosa.

Momento toccante poi con “Caro Luca”, che vede protagonisti solo voce e tastiera.

Il Circo Zen sta smontando i tendoni, e come penultimo brano usano un’arma bianca: “Viva”.
Un brano che affonda come un coltello nel cuore di molti, senza far uscire sangue.

Non provo vergogna
Se mi date del pezzente
Certo io non ho il cash
Ma di essere attraente
Circondato da idioti
Non me ne frega niente

Terminano la diretta di due ore a Rai Radio 2 con un altro brano di “Andate Tutti Affanculo”: “L’egoista”.
Il pubblico, che all’inizio rimaneva sulla linea timida, alla fine si scatena, aggiungendo qualche incipit di pogo un po’ trattenuto, stringendo i denti.
Gli Zen Circus saranno in giro con 7 date molto speciali. Li vedremo a Roma il 1 Maggio al Concertone e il 4 Maggio all’Atlantico.

edfedf

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