Finn Andrews + Angela Baraldi | Biennale MArteLive

© Francesca Romana Abbonato
Finn Andrews of The Veils | Biennale MArteLive
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Finn Andrews of The Veils | Biennale MArteLive
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Finn Andrews of The Veils | Biennale MArteLive
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Finn Andrews of The Veils | Biennale MArteLive
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Finn Andrews of The Veils | Biennale MArteLive
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Finn Andrews of The Veils | Biennale MArteLive
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Finn Andrews of The Veils | Biennale MArteLive
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Finn Andrews of The Veils | Biennale MArteLive
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Finn Andrews of The Veils | Biennale MArteLive
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Finn Andrews of The Veils | Biennale MArteLive
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Angela Baraldi | Biennale MArteLive
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Angela Baraldi | Biennale MArteLive
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Angela Baraldi | Biennale MArteLive

La Biennale MArteLive porta a Roma il talento di Finn Andrews

E’ un mercoledì sera molto intenso, frenetico e vivo quello organizzato da MArteLive al Planet Live Club di Roma. Uno dei tanti eventi imperdibili della Biennale che animerà la Capitale e il Lazio ancora per due giorni, trattando d’arte in tutte le più sconfinate forme e derivazioni. La parte musicale vede presente tanti nomi illustri: Capossela, Orchestraccia, la coppia poetico-musicale Nuccini & Clementi, solo per citarne qualcuno.

Quando entriamo nel locale gremito abbiamo subito modo di riapprezzare live i Mòn e l’intenso set di Angela Baraldi. Manca un poco oramai alla mezzanotte e sul palco sale una figura allampanata, dai modi pacati e con cappello in testa. E’ Finn Andrews, leader dei The Veils, presente questa sera in veste solista.

La situazione venutasi a creare è unica. A pochi metri dal palco ci sono le altre sale e il via vai di persone che passano da un mondo all’altro – teatro, cinema, fotografia, pittura – non sembra volersi arrestare, eppure poco a poco un nutrito gruppo si assiepa sotto palco, per stare il più vicino possibile a contatto con l’artista. Si crea fin da subito una bolla in cui all’interno c’è spazio solo per chi è interessato al musicista, tutti gli altri non riescono a interferire nell’atmosfera creata. Andrews appena sale sul palco appare di buon umore, quasi sorpreso della presenza del pubblico e del calore con cui viene accolto.

Non è avaro di ringraziamenti e sorrisi. Ha con se “solo” chitarra e pianoforte, ma sembra esserci un’orchestra attorno a lui. Ora: non scopriamo certo oggi il talento cristallino del musicista diviso tra la natia Londra e la Neo Zelanda materna. Una carriera nel mondo della musica quasi scontata, visti i “misfatti” del papà Barry, fondatore degli XTC e musicista di Iggy Pop e David Bowie. Nomi di poco conto, insomma…

© Francesca Romana Abbonato

Nonostante l’importanza del nome paterno Finn crea fin da subito una identità forte e autentica e non c’è disco dei The Veils al di sotto della vera bellezza. La sua voce dal vivo è di una potenza e calore raro, capace di comunicare immediatamente le emozioni e le storie che la animano. Il cantante ride e scherza con il pubblico che applaude e incita, soprattutto quando il beniamino si siede al pianoforte e con faro bianco puntato davanti muove le dita sui tasti ipnotizzando i presenti. Anzi, ci concede addirittura il piacere di ascoltare in anteprima alcuni brani inediti, appuntati ancora su dei fogli di carta. Brani a dir poco magnifici, ovviamente.

Senza nemmeno rendercene conto, il tempo vola e brano dopo brano la magia del live non è calata nemmeno per un istante: Finn Andrews si conferma come uno dei talenti più preziosi in circolazione e la bellezza di questo live ha davvero riempito il cuore di tutti i presenti.

Non è questo lo scopo dell’Arte?

 

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