REPORT | Lo Stato Sociale @ATLANTICO Live

Lo Stato Sociale + Atlantico Live = sold out.
E a Roma si sapeva, perché il quintetto emiliano alla Capitale piace, ci entusiasma, sa farci divertire.
Arriviamo un po’ tardi con questo report, perché era necessario pensarci un po’; che scrivere di una delle band più controverse dal 2009 a oggi non è affatto facile. Curiosi, a metà tra la parodia di un gruppo indipendente da nessuna pretesa e una realtà artistica impegnata, che sguazza nel tessuto sociale tra satira e polemica.
Lo Stato Sociale + Atlantico Live = duemila persone.
Piuttosto scontato per una delle band più amate e odiate del momento.
Eppure, senza schierarsi, senza decidere una delle due parti, è evidente che lo show diverte. Dannazione se diverte.
Tralasciando le due migliaia di teste attorno a me completamente in fissa, che cantano, cantano e ancora cantano, Lo Stato Sociale tira su uno spettacolo degno di nota – certo ben diverso dai concerti cui sono abituato, ma degno di nota.
La cassa in quattro è una religione, riff facili, melodie divertenti, testi che sono quelli che sono, ma vi voglio parlare del live e non voglio scendere in merito alla questione “Stato Sociale sì / Stato Sociale no”.

La gente si diverte e lo fa in modo genuino, l’atmosfera è rilassata, è gioia pura, perché – citando i beneamati – “se in due è amore”, in duemila “è una festa”.

E’ la seconda volta che vedo Lo Stato Sociale live. E’ la seconda volta che esco da un locale dopo aver visto Lo Stato Sociale e non sento nulla. Il divertimento non prosegue, non ho una sensazione di felicità implacabile nel petto – come il più delle volte mi succede in concerti di artisti da duemila e più persone -, non sento nulla di diverso.
Se vi state chiedendo se è un bene o meno vi dico che, no, non lo è.
E’ questo il mio dubbio su Lo Stato Sociale: bello tutto, bella festa, ma poi? Dopo un concerto del genere, perché non continuo a riflettere sulle frasi lanciate a caso – pompose ai limiti del finto e forzato – da Lodo &Co.?
Non so. Attendo con ansia il terzo live e nel frattempo penso, penso, penso.


Giulio Falla

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