L’orso Live@Quirinetta 13/05/2016

Giovedì scorso sono andato a sentire L’orso live al Quirinetta.

Vi sarete resi conto che qui a Cheap Sound troviamo particolarmente interessante la programmazione del Quirinetta. Il teatro, in pieno centro di Roma, ha offerto per tutta la stagione una vasta e variegata selezione di artisti che hanno reso davvero speciale un posto che, molto probabilmente, è destinato ad accogliere (insieme al Monk) tutta quella musica che prima si poteva ascoltare solo al nostro amato e compianto Circolo degli Artisti.

Ieri sono andato a sentire L’orso (di cui trovate info qui), band nordica che ho sempre ascoltato (poco) solo dalle casse del computer. Arrivati fuori dal locale, io e la mia compagna di merende nonchè fotografa di Cheap Sound Elisa abbiamo subito pensato che avremmo assistito ad un concerto in un Quirinetta deserto. In realtà, appena entrati ci siamo resi conto che la platea era piuttosto gremita da un pubblico piuttosto eterogeneo. Molto bene.

Inizia il concerto, e più va avanti, più mi rendo conto di non capire propriamente cosa stia succedendo. Vedo tutto il pubblico fomentatissimo, ragazze urlanti, ragazzi pure. Ma io non capisco proprio il mix di electro-indie-POP-rap che la band propone. Sarà stato, inizialmente, per colpa dell’audio non proprio ottimale. Sebbene pieno e bello rotondo, mi è sembrato che il suono uscisse indistintamente dall’impianto, coprendo spesso e notevolmente la voce. Aggiustato questo problema tecnico, posso dire che il concerto mi è piaciuto a momenti alterni. Alcuni bei pezzi si sono alternati ad altri davvero troppo pop e banali, a mio avviso. Ma questa è un’opinione personale. Tant’è che il resto della sala continuava a ballare e cantare a squarciagola ogni singolo brano. Il fomento generale, dettato probabilmente dall’ottimo approccio al live della band, è stato costante tendente al crescente, tanto che la platea ha fatto un’enorme difficoltà a lasciare che i quattro componenti lasciassero il palco definitivamente. E credo che questo, al di la di tutto, sia il risultato che ogni band seria vuole ottenere con il proprio lavoro.

Un po mi spiace non essere stato inghiottito da tutto l’entusiasmo presente in sala, ma non per questo ho passato una serata spiacevole.

Sarà stata l’uscita dell’ultimo degli Stone Roses, chissà…

 

l'orso
L’autore mentre pregusta il momento in cui tornerà a casa

 

Foto di Elisa Scapicchio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *