Amate gli Unicorni!

Bella pè tutti!

Ho preso un certo gusto a scrivere recensioni invece di concentrarmi sulla mia sessione estiva che sta lentamente andando a rotoli!
Qualche mese fa, precisamente il 4 maggio scorso, mi trovavo alla Locanda Atlantide, in quel di San Lorenzo, per la data di presentazione del primo album dei Controsenso, “La strada è di tutti (la verità è di tutti)”, e per sentire un gruppo di miei amici che avrebbe aperto la serata insieme ad altre due band. Il motivo per cui adoro andare in live club senza conoscere niente o quasi niente di quello che mi aspetta, è proprio il fatto di scoprire gruppi e rendersi conto di quanto sia bella la musica e quanto sia figa la gente che utilizza il suo tempo per crearla!
Tutto ciò, per introdurre una band che mi ha colpito parecchio , già soltanto dal nome: Love the Unicorn! Non li avevo mai sentiti, né avevo idea di chi fossero; dal nome però avevo intuito vagamente che genere potessero fare, ma in realtà non è semplice definirlo. La band si presenta sul palco con: due chitarre, un basso, una batteria, un cantante (…e grazie ar ca..) con un bellissimo/amatissimo/stimatissimo mini synth ( ed un taglio di capelli che lasciava intuire ancora di più il probabile genere musicale)…
Fatto sta che quanto detto fin’ora non c’entra nulla con la mia recensione: sarebbe abbastanza da fessi parlare di un gruppo due mesi dopo averlo sentito! Ed è dunque questa la ragione per cui sono andato in giro per il web a cercarmeli e ricercarmeli per sentire bene i loro pezzi senza il fomentante casino di sottofondo della gente che ti sente suonare live (…sbav!). Girando così, errabondo nei meandri dei siti tirati su per i gruppi indipendenti, ho trovato finalmente ciò che cercavo, ciò che mi serviva, ciò che oggi andrò a recensire: il loro EP, “Back to 98”!
Faccio una premessa rapida rapida; l’EP, per quanto mi riguarda, è figo! E’ figo perché riporta a certe sonorità che oggi son difficili da trovare in un gruppo che tenta di riprenderle, e questa è una gran cosa visto che ci troviamo in un momento della “storia” in cui è figa qualsiasi cosa sia vintage, in cui va di moda il datato (giustamente, secondo me), in cui moltissimi ragazzi cercano di riesumare stili e tendenze che purtroppo non ci appartengono. E secondo me, i Love the Unicorn, fanno esattamente questa cosa, ma la fanno in maniera particolare, fresca rendendo quasi nuovo ciò che invece è già stato. Si definiscono indie-pop, ma io aggiungerei anche “new-new wave” o comunque, da quello che posso immaginare, nostalgici di tutto quel movimento inglese a cavallo tra anni ‘80/’90 (Joy Division, The Smiths e via discorrendo…) che a me piace tanto e che mi rende molto felice ritrovare in un gruppo romano che riesce a modernizzarne i canoni, le sonorità e lo stile. Nel gruppo, però, rivedo anche l’indie più moderno: The Wombats primi tra tutti, Two Doors Cinema Club, e tutti questi gruppetti fighetti mezzi elettronici mezzi no.
Tornando a noi. “Back to 98” si compone di tre pezzi, ed il primo “True Love Kills”, ci porterebbe completamente fuori rotta se volessimo indovinare la tipologia di quelli che seguono. Il pezzo parte con un tappetto di suoni sintetizzati. La voce è morbida come l’arpeggio di chitarra di sottofondo. Mi piace, il tutto crea un’ottima atmosfera. Dà l’idea di essere un classico pezzo da “riflessione”, malinconico, come lo stesso titolo, e molto coinvolgente. L’ingresso della batteria nel ritornello, steady, semplice, completa il tutto alla perfezione. La traccia successiva è quella che dà il nome all’EP (o forse è il contrario, non saprei). In questa i toni cambiano: al primo ascolto, mi ha fatto pensare immediatamente all’estate e ad un viaggio in macchina con gli amici. Il pezzo è accattivantissimo, la linea vocale non ne parliamo, e tutti gli strumenti…mettono allegria, non c’è un cazzo da fà! Costante arpeggio di chitarra, la batteria varia tra sedicesimi e battute in levare, ed il basso è  costantemente ben presente e molto ben impostato; va dritto quando c’è da andare dritti, fraseggia quando ce n’è la possibilità (solitamente ogni quattro battute). L’unica pecca che ho trovato in questo pezzo è la particina solista di una delle due chitarre che non mi fa impazzire e, a mio avviso, allunga di quel tanto in più il tutto da limitarne un’assoluta ed indiscutibile figaggine. Mentre invece trovo azzeccatissima la parte “stoppata” verso la fine della canzone.
Si giunge così all’ultima traccia, decisamente la mia preferita. Il titolo non può non farci pensare al buon vecchio Morrisey ed alla sua simpatica combriccola di amici musicisti; “This Charming Girl”. A mio avviso, è veramente un grandissimo pezzo indie new-new wave (abbiamo capito cosa intendo). E’ perfetta. Ha tutto. Infatti mi fa rosicare parecchio che sia quella che su soundcloud.com abbia il minor numero di visualizzazioni! Del pezzo mi piace qualsiasi cosa: la voce, non so perché, mi ricorda tantissimo i bassi registri del sig. Albarn e perciò non può non piacermi, le chitarre sono fighissime nelle loro semplicità (e sta volta l’assoletto è per-fet-to!), il “retro-tappeto” di synth ci sta a pennello, il basso segue una linea che lo rende quasi “stumento principe”, la batteria, sempre alternando sedicesimi a levare a ritmi steady efficacissimi per il genere, ci piace decisamente, ed in fine, la chicca più (…non-so-definirla) di tutte: un CAMPANACCIO! Checcazzodificata! Col campanaccio hanno decisamente preso un miliardo di punti!
I Love the Unicorn ed il loro EP, mi piacciono da morì!

Yeah,
M.C.

Titolo: Back to ’98
Autore:
Love The Unicorn
Etichetta:
Indipendente

TRACKLIST
1 – True Love Kills
2 – Back to ’98
3 – This Charming Girl

LOVE THE UNICORN
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