Addio a Lucio Dalla, uno dei grandi della musica italiana

È ancora più brutto quando una notizia è inaspettata. Tante le perdite del mondo della musica in questi ultimi mesi, ma quella di Lucio Dalla ci tocca profondamente.
Ci tocca perché Dalla è stato un cantautore, personaggio, musicista e autore di grande spessore. Uno dei pochi che nella sua generazione, proponeva una musica colta, non senza testi provocatori, spesso molto più di quelli di cantautori che cavalcavano l’onda degli ideali e si sono convertiti negli anni ’80 alla canzonetta d’amore. Dalla era un provocatore. Lo era con la sua omosessualità palese ma non sfacciata, con la sua cultura musicale su cui si prendeva in giro da solo, lo era fin dall’inizio quando cantava di un Gesù Bambino figlio di pescatori che non fece piacere all’Italia dell’epoca che lo costrinse a cambiare il titolo della canzone in 4/3/1943, la sua storica data di nascita, così vicina, ahimè, a quella di oggi, primo marzo, in cui colpito da un infarto in Svizzera dove si trovava per dei concerti, poco dopo la sua partecipazione a Sanremo, ci lascia per sempre.
Ci piace ricordare Dalla come il rivoluzionario che è stato, come l’uomo che è riuscito a far diventare musicisti anche personaggi come Morandi, o poeti più che musicisti come l’amico – da poco ritrovato – De Gregori. Ci piace ricordarlo per il suo umorismo che gli è servito per farsi spazio ad un pubblico molto vasto, che gli è valso alcuni programmi televisivi, lui che ha sperimentato tutti i campi: dalla progressive, alla lirica, partendo dal jazz fino alla canzone italiana.
Insomma, un pezzo troppo importante e spesso, purtroppo, non apprezzato per la grandezza della sua musica.

 Ciao Lucio

 La Redazione

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