L’enfant prodige della mia generazione

madeonblacknwhite

Oggi non si parla di elettronica italiana più o meno emergente.

Oggi, perdonatemi, si parla di un fenomeno. Un fenomeno per davvero. E intendo fenomeno sia nel senso di un artista estremamente capace ed innovativo sia nel senso di fenomeno da baraccone, di oggetto di curiosità della cultura pop.
Si chiama Hugo Leclerq, per mamma e papà, per tutto il resto del mondo è Madeon. Giovanotto francese di 17, diconsi diciassette, anni che si è già ritagliato un angolino, nemmeno troppo piccolo, nel mondo della musica elettronica, in particolare nella Nu-Disco, e vedrete che questo angolino diventerà sempre più grande.
E’ uno dei nomi medio-grandi del Coachella Festival, cioè uno dei più grandi al mondo, per rendere l’idea.
Potrei scrivere numerose pagine descrittive, ma penso sia più efficace postare qui il video che, insieme ad un paio di remix (per i Pendulum e per Yelle), lo ha reso famoso in tutto il web.

Qualcuno guardandolo non ha pensato che sia un fenomeno?
Se ancora non siete convinti potete digitare il suo nome su Google e vi apparirà un volto mingherlino  che dimostra un’età ancor più giovane di quella anagrafica e che rende le sue capacità ancora più sbalorditive.
Direi che, anche se il mashup vi ha fatto schifo e la french touch non è decisamente il vostro genere, non si può dire che non sia un fenomeno.
Un fenomeno perché questo video supera i 9 milioni di visualizzazioni.
Un fenomeno perché a 1040 utenti il video non è piaciuto, ma la barretta su youtube è comunque tutta verde.
Un fenomeno perché il video inizia  con una sola scritta “Here are 39 songs I like”, quasi a volersi giustificare,con una modestia che quasi imbarazza, se poi si va a vedere il risultato finale: una canzone totalmente originale che apre le porte ad un nuovo genere.
E quando a 17 anni crei un genere sei un genio, un fenomeno per l’appunto.

Per chi non fosse del settore un mashup è una traccia che si ottiene con il mix di 2 o più tracce altrui, ma quasi sempre si tratta di 2. Lui qui ne mette 39.

Anche “Icarus“, il singolo uscito in questi giorni che ha fornito lo spunto per questa recensione, è sostanzialmente composto di campioni di molteplici tracce e qualche synth originale. Il sound infatti è  lo stesso.
Certo tutti scrivono che è influenzato dai Daft Punk, dai Justice, da Martin Solveig,(come chiunque sia nato in Francia e ascolti musica dance), ma la verità è che questo ragazzo ha portato la trench touch su un nuovo livello. Accosta campioni con uno stile quasi Dubstep o NuRave, generando una musica che esalta la cassa  negli spazi che le competono, ma senza troppa violenza, la melodia  deve regnare comunque sovrana( a differenza della Dubstep per esempio).

In ultimo, Madeon è fra quei pochissimi che indubbiamente suonano durante le loro performance. Per chi sostiene (a torto o a ragione) che i djs non “suonino” nel senso proprio del termine, beh madeon sì, più o meno come nel video.
Per cui se siete a Roma venerdì prossimo,vi consiglio di non perdervelo, è special guest all’Akab di testaccio.

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