Management del Dolore Post-Operatorio | Un Incubo Stupendo

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Che i Management del Dolore Post Operatorio fossero una promessa della musica indipendente nazionale si era capito dall’esordio Auff! (2012) e dal successivo McMao (2014), che grazie a marcate contaminazioni punk su sonorità indie rock avevano fatto sì che il duo di Lanciano (Luca Romagnoli e Marco di Nardo) si affermasse tra i progetti più interessanti nel genere. Il terzo lavoro I Love You ha visto la luce nel 2015 e ha segnato il meritato passaggio a La Tempesta Dischi: il disco, che presentava un cambio alla produzione artistica (curata da Giulio Favero del Teatro degli Orrori), ha sorpreso il nocciolo duro dei fan in quanto lievemente più leggero dei precedenti, al punto da iniziare a fare spazio alla temutissima parola “pop” nel definire il genere musicale della band.

Risulta quindi normale che dietro all’uscita dell’ultimo lavoro dei Madedopo vi fosse una grande aspettativa, se non altro per capire se quella di I Love You fosse stata solo una sperimentazione passeggera o il principio di una nuova strada che il gruppo ha voluto intraprendere.

Un Incubo Stupendo è uscito lo scorso 10 Marzo, è il primo disco della band che vede la produzione artistica affidata direttamente a uno dei membri (Di Nardo) e, con buona pace di tutti, non solo segue la strada tracciata dal suo predecessore, ma la definisce ancora di più.

Si poteva evincere già dal singolo di lancio “Naufragando”, a tutti gli effetti una ballad su una relazione destinata a finire: Un Incubo Stupendo altro non è infatti che un disco pop suonato con le chitarre – nemmeno tanto “hard”, accostamento trovato invece di frequente quando si legge del gruppo – dove a fare da padroni sono le canzoni d’amore e i bpm “mid-tempo”. Assolutamente non un disco confezionato male, che richiama un misto tra un Silvestri e un Vasco dei primi tempi, e dove forse gli esperimenti meno riusciti sono quei brani in cui si cerca di unire il vecchio al nuovo, soprattutto dal punto di vista lirico (“Una canzone d’odio”, “Visto che te ne vai”).

Tuttavia, nonostante sia sempre facile sparare a zero quando c’è di mezzo l’odiato “pop”, la verità è che Un Incubo Stupendo – se preso al di fuori del contesto per cui marca una svolta di genere ancora più radicale per i Management, e appurato l’indiscusso valore tecnico della produzione artistica ed esecutiva – non ci sembra un disco particolarmente audace, e superatone la metà può suscitare più di uno sbadiglio: senza voler fare i nostalgici, la proposta del gruppo abruzzese (che per questo disco si è avvalso in studio della band teramana IMURI) ci sembrava più fresca ai tempi del famigerato 1° Maggio 2013 (il duo venne censurato a seguito di comportamenti giudicati blasfemi) e, per quanto non ci sentiamo di dire che la musica si sia piegata a ciò che il grande pubblico va domandando di questi tempi, non possiamo fare a meno di notare come tutti i brani di questo album richiamino a qualcosa di forse eccessivamente già sentito.

Il quarto LP dei Management del Dolore Post Operatorio è quindi un lavoro riuscito a metà, e purtroppo il tentativo nemmeno così tanto ironico di giustificarlo con l’ultimo brano “Ci Vuole Stile” («Avrei voluto per una santa volta dirti che ti amo / avrei riempito questa canzone di burro e marmellata / E poi lo sai, quei quattro accordi, così per fare l’amore come piace a te, sul sedile posteriore sì / Ma non si può perché / Ci vuole … stile») fa poco per alleviare in noi il sentore che la promessa del duo si faccia di volta in volta sempre più non mantenuta.

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