Intervista a Marco Notari

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Con un nuovo taglio di capelli, una maglietta nera con su scritto “Io non mi riconosco nello stato italiano” e l’aria un po’ spaesata, incontriamo nel backstage del PrimoMaggio il cantautore torinese Marco Notari, molto apprezzato dalla critica e per la prima volta presente nell’entourage degli artisti del concerto, che con grande gentilezza e semplicità ci dedica un po’ del suo tempo.

Marco Notari
CheapSound Marco, oltre alla tua esibizione qui al concerto del PrimoMaggio oggi hai un milione di altre cose in cantiere….
Marco Notari Si c’è la versione deluxe dell’ultimo album che è uscito un anno e mezzo fa che uscirà proprio oggi. Il cd deluxe contiene un disco di live e uno di b-side e naturalmente il disco originale. In pratica sono tre dischi in uno. Ho pensato a questa versione deluxe dell’album perché il disco è andato molto bene, è anche entrato in classifica di vendite. Ho fatto quasi cento date e questa di oggi è la fine di un percorso iniziato nel 2011. Forse faremo qualche altra data estiva, riproponendo “Io?” ma diciamo che oggi è la chiusura di questo percorso…

CS E c’è anche un video che manco a farlo apposta esce oggi giusto?
MN Si l’abbiamo reso pubblico proprio oggi da qualche ora, ed è un video molto particolare e sui generis. Praticamente sono tutte le foto che mi hanno mandato i fan, 1800 foto per la precisione, montate tutte una dietro l’altra per la canzone che dà poi il titolo all’album “Io?”.

CS Chiuso quindi il tuo percorso con “Io?” per il futuro su cosa stai lavorando?
MN Penso che nei prossimi mesi inizierò a lavorare al disco nuovo. Come territori penso sarà un disco più acustico… perché questa è la propensione che in questo momento sento naturale. Ogni volta che faccio un disco cerco di metterci qualcosa che in quel momento mi sembri sensato per il sound e per le tematiche che voglio trattare. Poi ovviamente una volta che fai un nuovo album, vuoi che sia differente da quello precedente, e quindi naturalmente ti viene voglia di muoverti verso territori differenti…

CS Invece tornando alle tematiche proprie del 1° Maggio, come vedi oggi la festa dei Lavoratori e soprattutto il mondo del lavoro in questo momento in Italia?
MN La mia posizione è che sicuramente oggi il mondo del lavoro in Italia presenti molti problemi, per ragioni politiche e sociali molto ampie. In questo senso il primo maggio dovrebbe rappresentare un modo per raccontarci e ricordarci gli obbiettivi della società civile: il diritto al lavoro, il progresso, il diritto alla cultura e la sostenibilità. In un tipo d’evento come questo la musica rappresenta la cultura e l’evento di per sè fa da contenitore anche per tutte queste tematiche.

CS Per quanto riguarda invece il tuo personale rapporto tra il campo della musica e il lavoro?
MN Io personalmente non campo solo ed esclusivamente di musica live! Infatti ho un altro lavoro in un ufficio stampa sempre che si occupa di musica quindi come molti altri colleghi lavoro anche nell’ambito musicale come addetto ai lavori e non solo come cantautore. Penso che da un lato possa essere positivo che i musicisti si stiano riappropriando anche dell’aspetto manageriale, più pratico del proprio lavoro…

CS Questo qui è un primo maggio sui generis, il primo completamente mediatico, collegato con tutti i social network…com’e il tuo rapporto con questo mondo?
MN Penso che il web rappresenti una grandissima opportunità, soprattutto di connessione tra le persone anche al di fuori dei confini nazionali. Lo vedo come un motore di sviluppo, certi paesi hanno la possibilità di connettersi con altri e avere una visione più globale del mondo. Realtà come Wikipedia danno accesso illimitato alla cultura a costo zero.

CS Pensi che il futuro della discografia italiana dipenda quindi dal saper “usare” quelle che sono le nuove tecnologie?
MN Sì, credo che il futuro sia un database come Spotify, o qualcosa del genere dove puoi ascoltare gratuitamente la musica magari con la pubblicità e così pagare i diritti d’autore. Bisogna trovare dei nuovi modi di distribuire la musica, e al contempo incentivarla. E tutto ciò io lo vedo abbastanza inevitabile. Non si può bloccare il flusso del web. Visto che i ragazzi d’oggi hanno questa cosa di scaricare in continuazione, questa qui che ti sto dicendo mi sembra l’unica soluzione. La cosa più interessante è che è meno faticoso pagare pochi euro al mese ed avere tutto, piuttosto che mettersi a scaricare disco per disco…Forse per una questione di comodità la musica può ricominciare ad essere pagata, e quindi apprezzata, anche se in un modo diverso dal passato, e non svilita dal web.

Armonico ed esaustivo come nelle sue canzoni, concludiamo con un sorriso la nostra breve intervista a questo cantautore d’altri tempi, aspettando il suo prossimo live qui a Roma, e l’uscita del prossimo disco!

L.L.

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