Maria Antonietta: Sassi

Maria Antonietta - SassiMaria Antonietta è brava, è intelligente, è bella. Nulla di nuovo per uno dei talenti emergenti più interessanti degli ultimi anni. Maria Antonietta è…pretenziosa? Ecco, questa è nuova. E un po’, dal nuovo Sassi, pubblicato da Tempesta Dischi, esce fuori questo. Il disco, per dirlo subito e togliere dubbi, è piacevole e non si qualifica assolutamente come passo falso. Non è, allo stesso tempo, l’esplosione che ci si aspettava dopo  il debutto. Se ascoltando il primo album si aveva la percezione di potenziale inespresso, visto che quelle stesse canzoni dal vivo risultavano molto più efficaci, ora con Sassi sorge il sospetto che sia proprio la dimensione naturale e ineludibile di Maria Antonietta: bella di notte, cioè la sera su un palco, e non troppo convincente con un ascolto in solitaria.

C’è decisamente qualcosa, nel suono del disco, che non risponde alle aspettative. Poca energia, viene da dire. Un approccio musicale che punta a volte alla rarefazione, a volte in modo più grave ad un’idea di sperimentazione già piuttosto consumata. Insomma, c’è voglia di post-punk, ma il post-punk è morto e sepolto. E, a parte qualche episodio riuscito (come Ossa), manca il punk. Inteso non come citazionismo anni cinquanta/settanta/novanta/zero, ma banalmente come spinta. Nei testi si cerca qualcosa di più articolato, di più compiuto, di “detto meglio”: non spiccano, tranne nei momenti di brillantezza a cui Maria Antonietta ci ha abituato. Nella musica c’è quel tocco, come si diceva sopra, un po’ pretenzioso: voglia di qualcosa di altro che non si concretizza in una visione netta, e finisce per essere un “se ci metto questo magari sembra più serio”. Le gualazzate al pianoforte sono l’esempio più visibile di una serie di scelte creative davvero discutibili, anche perché Maria Antonietta funziona con voce effettata e due-accordi-due. Non che debba restare inchiodata ad una formula: ma l’alternativa deve avere perlomeno lo stesso impatto emotivo, altrimenti crolla il castello di carte. E fa sorridere leggere nei commenti ad uso stampa che “Marco [Imparato, co-produttore con il fratello Giovanni, che poi è il compagno di Letizia/Maria Antonietta, ndr] ha poi arrangiato i brani in maniera intelligente ma anche sufficientemente scarna da non intaccare il messaggio, non deviarlo, non appiccicarci fronzoli“: dispiace, ma non è così, e di aggiunte superflue ce ne sono in grande quantità.

I pezzi di livello fanno intravedere ancora le qualità espressive della ragazza: ma è ancora un intravedere, e da questo disco ci si aspettava di più. Sassi, al netto delle aspettative disilluse, è un disco da ascoltare – ma soprattutto, da ascoltare dal vivo, dove l’intenzione passa senza essere disturbata. E rimangono alte le speranze sulla carriera di Maria Antonietta, che sa scrivere canzoni e soprattutto sa raccontare di sé. Questa volta c’è qualcosa che non va, e forse un processo creativo (e di lavorazione a tutto tondo) da ripensare un po’.

F.F.

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Autore: Maria Antonietta
Titolo: Sassi
Etichetta: La Tempesta Dischi

TRACKLISTSassi Maria Antonietta
1 – Galassie
2 – Abbracci
3 – Tra me e tutte le cose
4 – Giardino comunale
5 – Ossa
6 – Ombra
7 – Decido per sempre
8 – Animali
9 – Diavolo
10 – Molto presto

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