Marta al Lanificio, tra acusticate e tabagisti leghisti

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Avete presente quando una canzone vi riporta, corpo e mente, a un determinato periodo della vostra vita?

Perfetto.

Ora immaginate quest’esperienza trascendente lunga tanto quanto un concerto.

Bene.

Siete più o meno vicini a quello che ho provato ieri sera.

Giorno: 10 Novembre.
Luogo: Lanificio 159, un posto che, devo dirlo, criticai tanto ma che, alla fine, non è affatto malvagio.
Chi?
Marta sui Tubi
!

Personalmente scoprii i Marta nel lontano inverno del 2008, quando Sushi & Coca era ancora fresco di stampa e alla mia maturità non ci pensavo neanche per sbaglio.

Divennero per me un’ossessione, tanto che tentai di studiare alcuni pezzi del buon Carmelo (tentativo che dopo una settimana era già bell’e sfumato).
Conoscevo circa tre dischi a memoria e fremevo dalla voglia di sentirli live, per vedere cosa, veramente, Giovanni Gulino (voce), il già citato Carmelo Pipitone (chitarra), Ivan Paolini (batteria), Paolo Pischedda (tastiere) e Mattia Boschi (violoncello) sapessero fare su un palco.
Desiderio che mi venne esaudito nel Marzo del 2009, quando li vidi per la prima volta live, quando per la prima volta morii davanti a questi cinque fantastici personaggi.

Ieri, due anni e mezzo dopo, la stessa identica sensazione sulla mia pelle: brividi.
I Marta non perdono la botta, non perdono la dolcezza, non perdono la bellezza, non l’ironia, non la critica sociale, nulla.

I Marta sui Tubi, dal vivo, sono fantastici.

Dai sostenuti di Giovanni, super effettati, alle mille fantastiche atmosfere di Carmelo (più volte premiato come miglior chitarrista acustico italiano), dalle ritmiche, ora dance, ora propriamente rock, ora che sfiorano il folklore del nostro Bel Paese, di Ivan, alla perfetta collaborazione armonica tra violoncello e tastiere, tra Paolo e Mattia, la band di Marsala (ora ‘emigrata’ a Milano) diverte, emoziona, fa ballare, ci fa cantare.
Con tre album alle spalle e uno in piena promozione, i cinque snocciolano sul palco brani vecchi (per la gioia degli afecionados come me) e nuovissimi, diversi riarrangiamenti e divertenti giochi musicali nei pezzi, tra i pezzi (come Il giorno del mio compleanno incredibilmente jazzata su standard gitani).

Insomma: vedere i Marta sui Tubi dal vivo, adesso, è un’esperienza unica, da fare, assolutamente.

C’è solo una piccola cosa che potrebbe darvi fastidio: chiacchierano un bel po’.

Nel senso che ogni tanto il buon Giovanni si perde nelle sue classiche elucubrazioni socio-metafisiche (stavolta di tabagisti leghisti). Ma la spontaneità del Pipitone fa da bilancino e, nel complesso, i momenti parlati, quelli adibiti a volte al cazzeggio, a volte no, scorrono sereni. Alcuni da cronometrare un po’ meglio nella logica dell’esibizione, ma scorrono sereni.

Ah, Giovanni è sceso tra il pubblico a cantare Vecchi difetti.
E mi ha guardato.

Espressione da checca isterica, ma: mi si è ingrippato qualcosa nel cervello per un istante.

Anche se gli stavo urlando addosso la canzone.
Magari era mancanza d’ossigeno.

R’n’R

G.F.

 

MARTA SUI TUBI

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