Marta sui Tubi @Monk 11/11/16

Nonostante la pioggia e il freddo, la sala del Monk è bella gremita. Dopo sei mesi di tour intenso a supporto della loro ultima fatica in studio, LOSTILEOSTILE, datata Aprile 2016, il duo siciliano arriva a Roma e non si risparmia neanche una goccia di sudore.

La lunga esperienza nel panorama musicale, le prestigiose collaborazioni, l’impressionante eclettismo e la capacità nella sperimentazione sia nella musica che nelle liriche sono la chiave della professionalità di questa band, che ne delinea la caratura sul palco, investendo il pubblico fin da subito con “Dispari”, il travolgente pezzo d’apertura.

I Marta sui tubi sono Giovanni Gulino alla voce e Carmelo Pipitone alla chitarra, accompagnati alla batteria da Ivan Paolini.

Ci tengo a precisare il numero dei componenti perché l’impressione che danno sul palco è di non essere in tre ma in venticinque. Il concerto è tirato anche nei pezzi più intimi e raccolti, il sound è ricercato, ma allo stesso tempo diretto e tagliente. La colonna portante è la chitarra di Carmelo, che a seconda della necessità frusta lo strumento con mano ferma, o lo accarezza in una cascata di arpeggi, armonizzazioni che si intrecciano con la voce, utilizzata perfettamente da Giovanni come lo strumento in più, in un botta e risposta che è l’anima delle loro composizioni.

La scrittura è un altro aspetto importante del gruppo: pungente, lucida, molto spesso svelta e intrecciata in giochi di parole, tra assonanze e scioglilingua, che vestono su misura le melodie e viene resa unica dalla tecnica di Gulino.

La scaletta prosegue pescando i pezzi da tutti e 6 gli album della band, trascinando, incuriosendo e facendo ballare il pubblico, che lascia la sala recitando come una mantra “Io non ho sentimenti, solo sensazioni” da “Post”, pezzo di chiusura di questo appuntamento romano.

Convincenti e sicuramente unici sulla scena musicale nazionale, il palco è la prova del nove che conferma il successo del gruppo, che riesce nell’importante sfida di  mantenere salda e intonsa la propria identità sapendosi rinnovare di album in album.

Foto di Gian Marco Volponi

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