Marta sui Tubi, Muscoli e Dei tour @BlackOut

Il 31 marzo 2015, il tour che riporta in giro per le sale concerti di tutta Italia uno degli album più significativi della musica italiana in italiano passa per Roma e riempie il Black Out di via Casilina con centinaia di persone un po’ nostalgiche.
Sono i Marta sui tubi ed il loro album Muscoli e Dei del 2003.

Nessuno mi controbatterà se dico che la vita di molta gente non è più stata la stessa dopo l’ascolto di questo album. Esordio dei Marta, ha dato subito al pubblico un’idea ben chiara di che cosa la band marsalese volesse raccontare ed in che modo.
Il titolo contiene tutto ciò che la band ha poi espresso nell’album e soprattutto sui palchi. Muscoli e Dei sono le due presenze più importanti che i Marta portano con loro sui palchi che calcano dal lontano 2003.

Al Black Out dopo l’apertura de Il Triangolo e qualche minuto di cambio palco eccoli arrivare in formazione semi-originale, in trio: voce, chitarra, batteria.
Come nel 2003, continuano ad essere incontenibili, anche dopo l’esperienza Sanremese che ha dato l’impressione a molti fan, me compreso, che la band si stesse ridimensionando.

Questo tour tra i tanti obiettivi ha quello di mostrare che non sono cambiati, che i muscoli sono ancora in gioco, che l’ugola di Giovanni e le braccia di Carmelo sono ancora lì a spaccare i nostri timpani tra virtuosismi vocali e dita che aggrediscono le corde di una chitarra come se avessero un conto in sospeso da tempo.
Si parte con Le cose cambiano e si va dritti fino a Muscoli e Dei ed è lì che il pubblico si scalda ed inizia a saltare, la performance è di altissimo livello anche se le luci in parte ne graffiano la limpidità con forse troppo strobo ipnotizzante che rende difficile la visione del concerto.
La gente è totalmente coinvolta, ma non accenna ancora a ballare bisogna aspettare una successione epica qual è Cinestetica e L’unica cosa presi in prestito dall’album Sushi e Coca, si rompono gli argini ed il pubblico prende parte attivamente al delirio artistico di Giovanni e Carmelo.

Inaspettata, per quanto mi riguarda, la cover di un grande artista qual è Ivan Graziani. Pigro è una canzone eclettica reinterpretata al meglio dalla band di Marsala.
Il concerto si conclude senza bis, ma con una carrellata diretta di canzoni vecchie e nuove tra cui la più attesa da tutta la platea. Vecchi difetti risulta ancora il cavallo di battaglia dei Marta sui Tubi, loro per primi infondono in questa canzone una potenza ed un trasporto unici ed il pubblico in più di dieci anni di play l’ha fatta sua integrandola in momenti più o meno importanti della propria vita e delle proprie esperienze.

Questi sono i Marta che ci hanno fatto innamorare della potenza della musica e delle parole, questi sono i Marta che rimarranno nella storia perché hanno inciso le loro canzoni sulle nostre esperienze.
Concerto fantastico perché altrimenti non poteva essere, con qualche nota negativa legata alle luci che hanno disturbato più del dovuto la platea, ma tutto il resto impeccabile, un tour che rimarrà comunque nella storia della musica italiana.

Nino Yob
– foto di Elisa Scapicchio

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