Martingala | Realismo Magico Mediterraneo

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Realismo magico mediterraneo rappresenta il primo lavoro dei Martingala completamente autoprodotto. Lo abbiamo ascoltato e recensito

I Martingala nascono come progetto solista di Davide Rinaldi. Nel 2015, con l’innesto di Alessandro C al basso e di Emanuele Zucchini alla batteria, la band inizia l’attività live e si caratterizza per un sound meno elettronico rispetto alla versione “studio” e decisamente più sporco, caldo e blues.

Dopo aver ascoltato varie volte questo lavoro posso dirvi finalmente cosa ho capito davvero di Realismo magico mediterraneo:

Nulla.

Nel 2017 credo sia già difficile capire un album con 12 brani. Se poi in questo disco ci metti componenti esterofile maccheroniche, venti variazioni a pezzo e, nel bel mezzo di una cover dei Pink Floyd, Ringo che sbraita alla fine di Helter Skelter dei Beatles, hai creato il cocktail con più ingredienti in circolazione; e si sa che oggi un Gin Tonic è sicuramente più figo di un Quattro Bianchi.

Con questo non sto affatto scrivendo che la presenza di molte componenti rendono il disco brutto. L’album presenta delle sonorità molto belle e vintage, che ricordano la psichedelia anni ‘60 (non a caso è presente una versione di “Astronomy” Domine dell’immenso Syd Barret, icona del dream pop/rock di quel tempo) mista alla produzione Western del maestro Ennio Morricone: due nomi che forse gli Hipster diciottenni conoscono appena.

Si tratta di un disco maturo, ma allo stesso tempo folle ed onirico. I testi, infatti, contengono immagini provenienti probabilmente dai sogni di Davide, songwriter della band. Ed è così che «gli occhi si sgretolano come il marzapane e le orbite vuote si riempiono di spighe» (“Marzapane surf”), «le idee restano impigliate nell’oceano e l’àncora viene attaccata al cielo» (“Onde”) e «i cristalli riflettono immagini mille volte» (“Cristalli”). Tutti questi sogni sono poi conditi da suoni che ti trasportano in un viaggio pieno di colori in luoghi lontani dallo spazio e dal tempo, dove tutto è concesso. Non è un caso, infatti, che il video de “Il Pezzo Francese” sia stato rilasciato in occasione del Carnevale 2017 e la copertina del disco, che mi ricorda un famoso poster di propaganda sovietica, rappresenti invece due fotografie scattate a Spaccanapoli, cuore pulsante della città partenopea, durante la famosa festa in onore delle maschere negli anni ‘50.

Affianco a queste realtà parallele, si possono notare realtà vicine alla nostra e dunque più al passo con la tendenza della musica indipendente di oggi. In pezzi come “La prima volta che ascoltavo la musica”, “Primavera stanca” e “Ricordo ancora i tuoi occhi” si parla di quotidianità, di ricordi e forse anche di rimpianti.

Il tutto è condito con ritmiche blues e synth con suoni semplici ma allo stesso tempo trascinanti.

Il nome dell’album è dunque totalmente giustificato: c’è il realismo, c’è magia e c’è anche la mediterraneità, perché, se c’è un luogo comune che rappresenta davvero noi mediterranei, è quello di voler sempre abbondare in tutto. Lo dicevano anche i Latini…

In conclusione Realismo magico mediterraneo è un album che non terrei nello stereo della mia Punto, ma che ascolterei volentieri in concerto, perché tutti i brani possono rendere molto dal vivo, soprattutto se i Martingala sapranno essere cazzuti sul palco.

Per essere il primo lavoro posso solo fare i complimenti alla band, augurandole un futuro ancora più produttivo.

1 Comment

  • Bella recensione, anche se c’è da fare un appunto : i Martingala si ascoltano ad occhi chiusi, si viaggia nei ricordi e nelle sensazioni della mente…mettere il cd in macchina favorisce i lunghi viaggi e li inquadra in un’esperienza unica e inimitabile.
    I Martingala sono una splendida nave in universo di barchette!

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