MEI, Meeting degli Indipendenti 2013

MEETINGINDIPENDENTI

MEI 2013Se te la prendi comoda ed arrivi a Faenza per la serata inaugurale del MEI (Venerdì 27), puoi assaporare l’atmosfera dei preparativi; l’allestimento del palco principale, il vociferare dei tecnici, il check sound, il rumore delle sedie trascinate vorticosamente.
E se ti fai un giro in Piazza del Popolo, ti sfrecciano attorno milioni di volti e di mani indaffarate.
Davanti ad un costosissimo Spritz senti rimbombare la musica cosiddetta da balera, per il Tributo all’Orchestra Casadei e poco lontano la voce di Gene Gnocchi che tenta, durante il suo spettacolo No MTV Awards USA, di sovrastare chitarre e batteria.
Ma se tutto questo non ti sembra sufficientemente alternativo, ti sposti in un altro bar e resti incantato dal progetto sperimental/musicale ReplayBastema, dei Blastema appunto. E se ti permetti anche di sorseggiare lentamente il tuo drink, puoi ascoltare la voce profonda di Max Monti dei Quintorigo.
Accade tutto troppo in fretta, gli appuntamenti sono tanti e durante la giornata di Sabato, gli impegni si accavallano. Giri come una trottola per cercare i punti d’incontro, il programma è raffazzonato e confuso, non si sa che direzione prendere e si gira a casaccio, finchè decidi di fermarti un attimo nel Salone delle Bandiere del Comune, ti siedi dove capita e ascolti le parole di Alberto Quadri, mentre si spertica per far capire ai giovani artisti come la musica ed il talento da soli non bastino, ma che la promozione è fondamentale.
Alberto lo incontriamo (il mio socio radiofonico ed io) fuori dalla sala comunale. Si dimostra un tipo tranquillo e disponibile con un marcato accento vicentino. Parliamo molto, ridiamo e si aggiungono alla conversazione anche i Playmore; un gruppo napoletano molto ben organizzato che sa bene ciò che vuole ottenere. Sono diligenti, hanno i piedi per terra e la chiacchierata non può che rivelarsi piacevole.
Lo stesso vale per Sara Stella; sono le 14 e lei arriva accompagnata dal marito. Ci racconta di come solo un anno fa ha creato il suo blog, Fascino Rock, e di come, adesso, sia capitata in nomination per il miglior Blog sul Rock e si sia classificata ottava.
Abbiamo fame, mangiamo all’aperto la piadina, poco riposo e poi si riparte perché alle 16.30, dopo l’ennesima conferenza, inizia la premiazione per il contest Musica contro le Mafie. La “gara” è vinta da i Frenetica FanFarlò, che si esibiranno la sera stessa davanti al Teatro Masini.
Vi hanno partecipato, tra i tanti, anche i Lomè; una rock band sperimentale biellese che passiamo in radio e ci sta molto a cuore. Emozionano sul palco grazie al loro pezzo Marmo Bianco. Abbiamo il piacere di vederli prima della performance, sono stanchi per il viaggio ma eccitati ed aspettano trepidanti il loro momento.
Biella sembra sfornare innumerevoli talenti e tra la folla ci capita di incontrare un altro gruppo indipendente, i Pagliaccio, che se ne stanno lì con l’aria un po’ persa di chi non sa bene perché si trova in quel posto in quel momento, sono persone alla mano e ci autografano il cd quasi sorpresi dalla richiesta.
Ma il pomeriggio è ancora lungo e stiamo aspettando la performance di tutti gli artisti per la Notte Light del MEI; un susseguirsi forsennato di musica di ottima qualità che ci lascia senza parole; tra i tanti Vibe, Subbuglio e Misfatto.
Corriamo poi all’albergo in cui alloggia Sara, ha appuntamento con Pepe Voltarelli (Parto delle Nuvole pesanti per capirci). Entrati nel bar ci avviciniamo a questo ometto con i baffi e, su suo consiglio, ci ordiniamo un frullato che come dice lui “è una bomba!” Mentre si parla un po’ del concerto per Casadei, dove ha suonato la sera prima, ci rendiamo conto che abbiamo davanti la persona più pacata del mondo, al tavolo lo circondiamo in cinque, non è per nulla infastidito e stiamo bene, sembra di conoscerlo da tempo, sembra un amico alquanto taciturno.
Parliamo dei bei tempi, degli anni ’70, di come le cose con l’arrivo del locali alla moda siano mutate, di quando se stavi al gioco ce la facevi, di come era dura restare a galla tra i vizi, il lusso, le donne e gli impegni. Di come molti alla fine, si siano venduti e rovinati.
Come se non bastasse si affaccia in sala Enrico Ruggeri con Faso, devono cenare ma è chiaro che vogliono mangiare in pace. Ne hanno il diritto.
Parlare ci fa perdere la cognizione del tempo. Adesso è il turno del gruppo veronese, Le Maschere di Clara. Può sembrare strano, ma tutti sono estremamente disponibili ed affabili. Dopo un paio d’ore inizia il loro mini live, devono ancora fare sound check, cambiarsi, forse mettere qualcosa sotto i denti ma, nonostante siano stremati, ci mettono l’anima su quel palchetto. Laura Masotto suona il violino come una pazza e le note di chitarra (Lorenzo Masotto) e batteria (Bruce Turri) volano tra citazioni di Alda Merini e Bukowsky.
Alle 22 siamo tutti senza forze, ed allora sotto i portici guardiamo la Bandabardò ed i Camillo Re che infiammano gli animi del pubblico che salta e canta anche sotto la pioggia.
Domenica piove a dirotto, saltano tutti i concerti previsti per il pomeriggio, rimane solo Godano con la sua chitarra, ma al riparo. Ascoltarlo è rilassante, la sua voce avvolge tutti in sala. Avvicinarlo diventa facile, Sara ha appuntamento con lui e dopo qualche domanda ci saluta; devo scappare dice. Noi restiamo così, ancora intontiti ed affascinanti dall’incontro fugace. Intanto, alle 18, Capovilla legge Pasolini nella Chiesetta del Palazzo delle Esposizioni.
Il freddo e l’umidità, dopo cena, entra nelle ossa e ha intimorito tutti. In piazza non è rimasto nessuno, basta con gli stand, basta con le web radio. Intorno scende il silenzio, la musica dei locali che ieri suonava potente è solo un bellissimo ricordo. Passiamo davanti al Duomo e dopo gli ultimi saluti, andiamo a letto. Il giorno dopo ci aspetta un viaggio infinito per tornare a Trieste. Siamo distrutti ma nella mente la consapevolezza di aver preso parte a qualcosa di importante,  perché noi siamo importanti.

A.M.

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